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Moratoria sì, moratoria no in tempi di pandemia

La moratoria su prestiti bancari è stata utile per contrastare gli effetti della crisi da pandemia. Prolungarla troppo a lungo potrebbe causare rischi per il sistema bancario. È dunque necessaria un’attenta analisi dell’efficacia delle misure prese.

Per le banche la minaccia può diventare un’opportunità*

Con l’epidemia di Covid-19, la recessione è alle porte. Ci saranno contraccolpi anche per il settore bancario. Sarebbe forse il momento di abbinare alla pressione regolamentare una visione più ampia, che dia maggiore flessibilità alle banche.

Popolare di Bari: vale la pena salvarla?

Nessuna banca medio-grande può fallire senza creare seri problemi a risparmiatori, imprese, altri istituti di credito e persino al debito sovrano. Appare dunque ragionevole salvare la Popolare di Bari. Anche se la sua crisi nasce da inaccettabili malefatte.

Il Punto

Banche in sofferenza, anche in Germania (ma non c’è da rallegrarsene!) e nel resto d’Europa. Troppi istituti, troppi sportelli in presenza di una tecnologia che li rende inutili e troppo credito al costo più basso della storia che riduce la redditività. Servono, ma non bastano, fusioni bancarie. Potrebbero aiutare politiche di bilancio più espansive. Intanto in Italia tiene banco il confronto sul Mes, il Meccanismo europeo di stabilità. Che comunque già oggi vincola il ricorso a eventuali prestiti e la cui riforma risponderebbe a esigenze di condivisione europea dei rischi bancari reclamate proprio dal nostro paese.
Tra pochi giorni i britannici votano per il rinnovo del Parlamento. Sarà una battaglia elettorale collegio per collegio (sono 650). Dal risultato incerto. Difficile capire quanto peseranno le opinioni sulla Brexit, della quale i candidati sia Tory sia del Labour spesso preferiscono non parlare.
Caso unico nella Ue, nell’ultimo quarto di secolo si è azzerata la crescita della produttività (di lavoro e capitale) nell’economia italiana. Piuttosto chiare le cause (inefficienza del settore pubblico, risorse male allocate, scarsi investimenti in tecnologia, poca meritocrazia). Ma totale il disinteresse della politica.
Al governatore dell’Emilia-Romagna è piaciuta, a quello della Lombardia così così, a quello del Veneto per niente: la bozza della legge quadro per avviare il federalismo differenziato parte in salita. Con norme che cercano di impedire l’approfondirsi del solco tra Nord e Sud.

Il podcast de lavoce.info
Il nuovo podcast lavoce in capitolo. Parliamo di “Favorire l’immigrazione legale”, con Paolo Pinotti.

Il Punto

L’indipendenza – più che l’oro – della Banca d’Italia è patrimonio di tutti gli italiani, mentre l’ingerenza di esponenti del governo nelle nomine dell’istituto è causa di nuovi gravi danni non necessari al nostro paese. Tutto il sistema finanziario europeo (8 mila società continentali attive sulla piazza di Londra e 5 mila britanniche presenti nel resto della Ue) rischia invece pesanti danni dalla Brexit. In caso di uscita senza accordo, lo scambio di servizi finanziari in Europa sarebbe oggetto di negoziati bilaterali.
Secondo il M5s il reddito di cittadinanza è “il” rimedio contro povertà e assenza di lavoro e anche il meccanismo per far ripartire salari e stipendi al palo da 15 anni. Ma ci sono buoni motivi ed esperienze estere per dubitare del pratico manifestarsi di questi effetti.
Per le regionali in Abruzzo ha votato appena un elettore su due ma i risultati sono indicativi di alcune tendenze. A partire dal ribaltamento dei rapporti di forza tra i due partiti di governo con la prima forte affermazione della Lega in una regione del Centro-Sud che potrebbe (potrebbe) portare a un’accelerazione in materia di autonomie regionali. I recenti, pretestuosi, attacchi del governo giallo-verde alla Francia e la stizzita reazione del presidente Macron colpiscono anche le relazioni economiche tra i due paesi. Che sono numerose e intense, come mostra una nostra scheda.
È vero che gli immigrati sfruttano il nostro welfare? In realtà – documenta una ricerca – essendo mediamente più giovani della popolazione italiana, chiedono meno servizi sanitari, e la spesa regionale pro capite si riduce notevolmente in proporzione alla loro presenza.

Quella schizofrenia del governo sulle banche

Le banche italiane sono appena uscite da una grave crisi e rimangono fragili. Però la legge di bilancio le penalizza rispetto a qualsiasi standard internazionale. D’altra parte, la promessa di un intervento del governo in caso di crisi non è credibile.

Tutti promossi nello stress test. Ma il mercato ci crede?

Il mercato azionario non sembra aver accolto con particolare entusiasmo i risultati dello stress test bancario. Forse perché non c’è più un minimo da superare e gli scenari della simulazione erano ottimisti. A dicembre però arriveranno dati più completi.

Sofferenze bancarie: i poteri dei tecnici, i doveri della politica

La vigilanza europea sul sistema bancario non deve certo rinunciare alla propria indipendenza o ad affrontare il tema delle sofferenze. Ma dovrebbe fermarsi prima di dettare regole di carattere generale, rispettando le prerogative del legislatore.

Mps, una crisi venuta da lontano

Nelle discussioni sul salvataggio del Monte dei Paschi è assente la prospettiva storica dell’evoluzione del rischio di insolvenza delle banche italiane. Gli istituti di credito infatti non falliscono in un giorno. Perché la crisi arriva da lontano e i fattori che hanno contribuito ad aggravarla.

Fusione tra Deutsche e Commerzbank? No, grazie

Si vocifera di una fusione tra le due principali banche tedesche, Deutsche Bank e Commerzbank. Tutti applaudono, mentre l’operazione dovrebbe suscitare solo scetticismo. A che serve unire due grandi istituti con molti problemi? I ritardi nella ristrutturazione del sistema bancario europeo.

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