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Ritorno al nucleare per il Giappone

Il Giappone ha chiuso le sue centrali nucleari nel 2011, dopo l’incidente di Fukushima. Oggi quella decisione è rimessa in discussione. Un ritorno di Tokyo al nucleare avrebbe ripercussioni sulle emissioni di gas serra e sui mercati energetici globali.

L’auto elettrica resta una scommessa

Dal 2035 nell’Unione europea potrebbero essere vendute solo auto elettriche. Forse è una svolta troppo repentina. Perché avrà gravi conseguenze sul settore. Mentre le infrastrutture sono per ora carenti e i consumatori continuano a preferire i modelli tradizionali.

Sulla strada le emissioni si riducono con la tecnologia

La riduzione delle emissioni di gas serra del trasporto stradale spostando una parte della domanda su ferrovia e trasporti pubblici ha un costo molto più alto che in altri settori. Ed è una politica che diventerà sempre più inefficace e inefficiente.

Le emissioni inquinanti in sette grafici

Clima, uno scenario per passare dalle parole ai fatti

Il Green Deal europeo ha avuto un effetto traino su paesi e grandi imprese. Il rischio è che agli annunci non seguano fatti. Ora il rapporto Nze dell’Agenzia internazionale dell’energia ha il merito di mettere tutti davanti alle proprie responsabilità.

Perché la questione climatica resta in primo piano

I cambiamenti climatici non si sono fermati con la pandemia. E dunque anche in una situazione economica molto difficile il problema non può essere ignorato. L’Europa ne è consapevole e con il Next Generation EU apre grandi opportunità di rinnovamento.  

Idrogeno, un’opportunità “a più colori” *

Il Pnrr assegna 2 miliardi per gli investimenti nella filiera dell’idrogeno “verde”. È una scelta netta, che esclude incentivi per altre varianti che hanno comunque un basso contenuto di carbonio. E sulle quali l’Italia potrebbe giocare un ruolo primario.

Il Punto

Il Meccanismo europeo di stabilità viene descritto dalla Lega come uno strumento che ha sempre espropriato gli italiani a vantaggio delle banche tedesche e francesi. Per 60 miliardi, dice il deputato del Carroccio Claudio Borghi. Con un po’ di calcoli si vede invece che i miliardi sono meno di tre. Il fact-checking de lavoce.info passa al setaccio le (erronee) dichiarazioni al riguardo di Matteo Salvini e Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia.
È bassissimo – lo dicono i test Ocse-Pisa – l’apprendimento nelle scuole italiane, con enormi differenze tra Nord e Sud. Per rimediare si può ridefinire il sistema dell’obbligo, con cinque anni di elementari e cinque di medie. E poi un triennio di superiori focalizzato su percorsi specifici e con classi organizzate per materie. Per eliminare i divari tra indirizzi scolastici, territori e generi, c’è anche da imparare dalle politiche mirate fatte da altri (Estonia, Singapore, Germania) sulla qualità degli insegnanti.
Con l’acquisto di Gedi (Repubblica, Stampa e altri media) la famiglia Agnelli – attraverso Exor – torna a investire nel difficile settore dei giornali. Dov’era rimasta solo con il 43 per cento dell’Economist: quota di maggioranza ma non di controllo perché l’indipendenza del settimanale è tutelata rispetto agli azionisti. Chissà se Exor applicherà le stesse garanzie anche alle testate di Gedi.
Nei prossimi anni il mondo avrà bisogno di sempre più energia, +1 per cento l’anno. Rinnovabili e gas copriranno buona parte della nuova domanda. Ma non basterà: carbone e petrolio continueranno a crescere e inquinare. I paesi con piani ambientali dovranno rafforzarli. Nella speranza che gli Usa tornino sui loro passi. Le borse vanno avanti a scossoni a seconda degli annunci di Donald Trump su imminenti accordi o nuove guerre commerciali Usa-Cina. Certo i due decreti a favore del movimento democratico di Hong Kong complicano le relazioni bilaterali.

Il podcast de lavoce.info
Il nuovo podcast lavoce in capitolo. Parliamo di “Favorire l’immigrazione legale”, con Paolo Pinotti.

Il Punto

Mentre la maggioranza dei paesi Ue (compreso il Regno Unito) si orienta ad approvare l’ambizioso obiettivo di zero emissioni di anidride carbonica entro il 2050, quattro paesi dell’Est Europa (Polonia, Cechia, Ungheria, Estonia) si smarcano. Senza uno sforzo straordinario la temperatura salirà troppo, ma loro vogliono continuare a produrre carbone.
Una sentenza d’Appello condanna l’insider trading di sé stessi. In pratica un soggetto non può fare operazioni di borsa conoscendo la strategia che ha lui stesso in testa perché così utilizza informazioni privilegiate. Un’interpretazione della legge discutibile e scivolosa.
C’è ancora chi crede che i sussidi siano la leva per la crescita del Mezzogiorno. Però misurandone con rigore gli effetti, si vede che negli ultimi 25 anni (e anche prima) non sono serviti a nulla. Anzi, spesso hanno generato corruzione e comportamenti predatori. Meglio ripensare le politiche “per il Sud”.
Nel 2018, dice il rapporto Onu sui rifugiati, nel mondo si è arrivati al record di 70,8 milioni di profughi, di cui solo poco meno di 30 milioni cercano davvero rifugio in altri paesi. Di questi solo 161 mila sono destinati all’Italia. In testa alle loro destinazioni, Turchia, Pakistan, Uganda, Sudan e – unico paese Ue – Germania.
Grazie anche alla tecnologia 5G in arrivo, il modello Netflix di televisione è destinato a crescere nei prossimi anni con percentuali a due cifre. In un settore sempre più affollato di concorrenti: Amazon, Disney, Fox, Warner, Universal. E non è finita.

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Il Punto

Nel decreto sul reddito di cittadinanza il governo richiede documenti del paese di origine spesso impossibili da produrre da parte degli stranieri beneficiari. Un altro trofeo da esibire in campagna elettorale per la Lega che rischia di restringere l’accesso al sussidio a molti poveri. A meno che il ministero del Lavoro non aggiusti la norma. Degli italiani che saranno eletti al Parlamento della Ue non sappiamo ancora né nomi né distribuzione tra le famiglie politiche. Possiamo però – analizzando le candidature – farci un’idea dei loro profili, lista per lista: genere, età, livello di istruzione, esperienze politiche. I nuovi eletti in Europa si giocheranno la faccia su pochi grandi temi, tra cui l’ambiente. Una proposta è quella di azzerare le emissioni di gas serra nel 2050. Su questo qualche paese – Germania, Polonia e Ungheria – ha per ora messo il veto. Mentre la Svezia fa da front runner.
Nella sua guerra commerciale con Pechino Trump aumenta dal 10 al 25 per cento i dazi su 200 miliardi di importazioni cinesi. Finora consumatori e imprese americane hanno pagato pegno per queste misure: il deficit commerciale Usa è salito, come i costi di produzione e i prezzi in America. Wall Street si preoccupa. Un paese dove, analogamente alla Cina, il socialismo si è trasformato in “capitalismo di stato” è il Vietnam.  Anche lì le imprese a capitale pubblico, competitive sulla carta, sono frenate dal clientelismo. E ostacolano la crescita generata dalla globalizzazione.
L’irresistibile ascesa dei video on demand (tipo Netflix) penalizza particolarmente la tv in Europa. Che potrebbe però riguadagnare posizioni puntando sulle produzioni originali e locali. Rimane da capire come inciderà la regolazione Ue, a partire da quella sul copyright.

Salvatore Nisticò risponde ai commenti al suo articolo “Perché il Qe non ha prodotto inflazione

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