Il fact-checking de lavoce.info passa al setaccio le dichiarazioni di politici, imprenditori e sindacalisti per stabilire, con numeri e fatti, se hanno detto il vero o il falso. Questa volta tocca a Matteo Salvini: davvero il centrodestra ha sventato l’introduzione di una patrimoniale?

Il 5 maggio, al termine di un vertice del Centrodestra, il segretario della Lega Matteo Salvini ha dichiarato:

“Chi la dura la vince, Centrodestra compatto come avevamo richiesto. Ora vediamo, ci sono gli ultimi passi, però la patrimoniale sulla casa e sui risparmi pare sventata”.

Salvini può sicuramente dirsi soddisfatto della mancata introduzione della patrimoniale all’interno della legge delega sulla riforma fiscale, ma c’era davvero la possibilità che venisse introdotta una tassa sulla casa o sui risparmi?

La proposta di delega presentata dal Governo

A ottobre 2021, il Governo aveva presentato una prima proposta di legge delega per la riforma fiscale, che prevedeva, tra le altre cose, la riforma catastale per l’aggiornamento del valore degli immobili. Come già sottolineato in un articolo su questo sito, l’approccio del Governo alla riforma era stato molto prudente: si era dichiarata l’intenzione di aggiornare le rendite catastali, adeguandole a quelle che sono le rendite di mercato, ma si rassicurava che queste informazioni non sarebbero servite per determinare l’imponibile dei tributi. In poche parole, si era garantito che i valori aggiornati del catasto non sarebbero stati utilizzati per imporre nuove tasse o imposte sugli immobili. Tra i vari esempi di queste rassicurazioni, le parole del Presidente Draghi nella conferenza stampa di presentazione della legge delega.

In particolare, i nuovi dati catastali avrebbero dovuto includere tre dati chiave: “oltre alla rendita catastale determinata secondo la normativa attualmente vigente, anche il relativo valore patrimoniale e una rendita attualizzata in base, ove possibile, ai valori normali espressi dal mercato”.

Per quanto riguarda altre forme di ricchezza, invece, non c’è alcun riferimento a una eventuale nuova tassa sui risparmi.

Rispetto al testo che è stato presentato al Parlamento, dunque, non sembrano esserci indicazioni sull’introduzione di una patrimoniale. È chiaro che l’impegno del Governo potrebbe non essere rispettato in futuro, ma la volontà politica è chiara: la riforma del catasto non servirà a tassare gli immobili, ma a monitorarne e aggiornarne i valori.

Il passaggio in Parlamento

Resta però il tema della revisione in Parlamento: è possibile infatti che una o più forze politiche presentino emendamenti alla delega che potrebbero introdurre un’impegnativa al Governo per la creazione di una nuova imposta patrimoniale. Non ci sono però notizie di emendamenti di questo tipo da parte delle forze di governo “antagoniste” del Centrodestra. L’ultima volta che si era provata a portare avanti una proposta di patrimoniale, peraltro immediatamente sconfessata dal Partito Democratico e dal Movimento 5 Stelle, era stato a fine 2020, quando Nicola Fratoianni e Matteo Orfini provarono a inserire un emendamento in legge di bilancio per la creazione di una tassa sui grandi patrimoni.

Insomma, lo spettro della patrimoniale evocato dal Centrodestra non sembra in realtà trovare riscontro nelle azioni della parte più progressista delle forze in Parlamento. L’unico vero scontro sul catasto è stato generato dalla Lega stessa, che aveva provato a cancellarne la revisione con un emendamento che ha rischiato di far cadere il Governo a marzo.

Le modifiche ottenute dal centrodestra

Secondo quanto dichiarato dal centrodestra (come riportato da Il Sole 24 Ore), la nuova versione abbandonerebbe l’inserimento del “valore patrimoniale”, mantenendo però il riferimento al terzo dato chiave sopra citato: una “rendita ulteriore suscettibile di periodico aggiornamento”.

La modifica è più d’immagine che sostanziale: sia nel testo originario, sia a seguito dell’accordo, gli immobili continuano a essere tassati unicamente sulla base del valore catastale, che non sarà toccato. Come già previsto in precedenza, la nuova misura che affiancherà la rendita catastale nei registri del catasto non potrà essere utilizzata “per la determinazione delle basi imponibili”. E i dati Omi sui prezzi di mercato, sebbene non più rilevanti per la determinazione del valore patrimoniale, resteranno consultabili nella banca dati del catasto, fornendo una stima della differenza tra valore catastale e valore di mercato degli immobili.

Verdetto

Le dichiarazioni di Matteo Salvini rispecchiano la realtà: con la delega fiscale, il Governo si impegna a non introdurre nuovi tributi la cui definizione derivi dalla revisione dei valori catastali. Non è però mai esistita la reale possibilità che un’imposta di questo tipo potesse essere inserita nella riforma, dal momento che, fin dalla fine dell’anno scorso, il Governo si era impegnato in questo senso. Non vi è dunque alcun merito del Centrodestra o della Lega nell’aver “sventato” la prospettiva di una patrimoniale, ma, anzi, l’azione della Lega sul catasto ha rischiato di portare alla caduta del Governo.

Le parole di Salvini sono dunque TENDENZIALMENTE FALSE.

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