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  1. Marco Rispondi
    Starei solo attento nel fare i ragionamenti sulla "ppvertà assoluta" come calcolata dall'istat. Se non sbaglio si basa sulla spesa effettuata e non sulle entrate. Dunque tra i poveri assoluti possono essere considerate famiglie con reddito di diverse migliaia di euro, capitale in banca che aumenta e casa di proprietà, dunque non pagano l'affitto, magari mangiano dai genitori, lavorano molto e dunque non hanno tempo di fare tante spese. In periodo covid nemmeno la solita vacanza annuale e tantomeno cambiare l'auto che é ferma in garage. Forse mi sono perso qualcosa?
  2. franco trinchero Rispondi
    uno dei problemi deriva dal come si usano le misure di politica attiva, v. ad es. il programma "Garanzia Giovani". I detinatari in teoria erano i neet, peccato che un pò per non dispiacre troppo ai signori padroni un pò per timore di non poter esibire grandi numeri gli amministratori pubblici non sono mai stati disponibili a introdurre griglie di selezione in modo che le misure fossero davvero rivolte ai neet: si è preferito finanziare il tirocinio extracurricolare per chiunque ne avesse trovato uno, anche se neolaureato del Politecnico con 110 e lode, altro che neet! e poi ci domandiamo perché i neet non diminuiscono? tra l'altro, nesuno chiede mai di fare un bilancio circa l'efficacia delle politiche attive, sta capitando anche con la storia dei "navigator": quei 4 gatti percettori di reddito di cittadinanza che hanno trovato uno straccio di lavoro, li si presenta come se l'avessero trovato tramite i navigator, ma quando mai?! qualcuno ha mai chiesto conto di quanto hanno ridotto lo stock dei neet i miliardi spesi per garanzia giovani? ed il risultato di tutti i miliardi del Fondo Sociale Europeo? ora arriveranno (forse) molti soldi aggiuntivi con il PNRR, ma se non si cambia registro gli unici che potranno festeggiare saranno quelli che se li metteranno in tasca
  3. Enrico Rispondi
    Concordo con Belzebu. Il Paese e´ ad un livello di arretratezza disarmante; provate ad usare un qualsiasi portale della PA, anche le comunicazioni automatiche spesso rasentano il ridicolo (email con 4 o 5 pdf in attachment per dire che la richiesta e´ stata sottomessa). Il problema burocratico poi, non e´solo la mole ma anche il non funzionamento delle piu´ piccole parti (vivo in un Paese UE con altrettanta burocrazia....ma funzionante e non "nemica"). Purtroppo quetso e´ un problema culturale.
  4. Belzebu' Rispondi
    Ormai, non oso avere piu' nessuna fiducia nella politica italiana (sinistra in particolare). Hanno massacrato il lavoro, alimentato e sostenuto la corruzione pubblica, dilapidato la ricchezza degli italiani in sperperi, provvigioni e privilegi, hanno fatto precipitare il paese nel vortice dell’imperialismo comunista cinese e poi della pandemia, tutto cio’ nonostante alcuni pochi positivi segnali dell’azzardato governo Draghi. Ma cosa si puo’ pretendere dopo un governo Conte e un ministero della salute inerme, attento ai propri interessi invece di agire con testa (avercela) e tempismo per la salute dei cittadini, come denunciato anche dal sottosegretario dr.Sileri. Dall'analisi esposta appare un paese arretrato economicamente e disarmato, non emergono soluzioni, eppure trovarle non sarebbe difficile. Eliminare gli sperperi di spesa inutile è semplicissimo. Il Prrn affronta nei dettagli il tema? Se qualcuno lo affrontasse forse troveremmo molto di piu’ di 250 MILIARDI di euro, alla faccia dell’europa.
  5. Michele Rispondi
    Il PNRR non prevede nulla contro la precarizzazione del lavoro, che è il vero male profondo della economia italiana dagli anni 90 del secolo scorso in poi. La precarizzazione del lavoro e il calo degli investimenti privati sono le cause del calo di produttività, calo di retribuzioni reali, diminuzione della natalità, aumento della diseguaglianza. In una parola, del declino del paese. Perché mai investire se la mia impresa può aumentare i profitti pagando meno la componente lavoro? Perché impegnarmi in complessi business ad alto valore aggiunto, se posso guadagnare meglio in settori protetti dalla concorrenza grazie alla connivenza con la politica, tipo sanità, concessioni pubbliche, forniture allo stato, servizi locali etc. In questo modo il PNRR rischia di diventare una micidiale occasione mancata, nel silenzio delle parti sociali