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  1. Umbe Rispondi
    Piano piano, la polvere sotto il tappeto diventa montagna...così, rinviando la ricerca di reali soluzioni... problema diventerà esplosivo...
  2. Belzebu' Rispondi
    Quindi Matteo SALVINI ha portato egregiamente a compimento cio' che aveva predisposto MINNITI.
  3. Ezio Pacchiardo Rispondi
    La Turchia può, entro ampi limiti, può fare ciò che vuole in quanto ha molte forza negoziatrice con: 1 – gli USA, perchè questi hanno una grande base militare in Turchia, inoltre la Turchia li tiene a bada acquistando armamenti anche dalla Russia 2 – la Russia, che tiene a bada poiché combatte con questa contro i terroristi islamici in Siria, inoltre la Turchia è anche in campo con il governo di Tripoli contro i militari della Cirenaica che sono schierati insieme a militari russi 3 – la UE, in quanto tiene sul suo territorio i migranti che vorrebbero raggiungere i paesi UE, questo lo fa in cambio dei pagamenti che la UE sostiene con la Turchia 4 – i fornitori di energia, in quanto sta cercando una indipendenza energetica perforando suolo non suo e anche allacciando accordi con Tripoli. Ce n'è abbastanza per riconoscere che, piaccia o non piaccia, Erdogan può fare molto senza incorrere in difficoltà.
  4. Michele Lalla Rispondi
    Il corsivo, riassunto è fuorviante un po' rispetto al testo e mi ha indotto a scrivere quanto segue. Il PRIMO problema mondiale è la sovrappopolazione, ma non si insiste perché tocca tematiche profonde e inconsce, religiose e civili. Molti fenomeni dipendono da questo: il disastro ambientale, le pressioni migratorie e tante guerre. Un esempio su tutti, è la guerra civile del Ruanda, rileggere "Collasso" di Jared Diamond, tra gli altri. Cosa succederebbe se in Europa si riversassero milioni e milioni di profughi, molti dei quali avrebbero anche diritto a essere mantenuti? Quando un problema sovrasta la normalità, si finisce in una situazione di guerra. La credibilità non la perde solo l'Europa, anche l'America del nord ... Allora, occorre trovare soluzioni diverse, che non si trovano, perché le parti dietro i conflitti (Cina, Russia, ora Turchia e Egitto in medio-oriente) e i belligeranti non hanno alcuna voglia di trovare le mediazioni. Non parliamo dell'Africa. Ricordiamo che l'Europa, mediamente, non sta dietro i conflitti, eccetto la Francia di Sarkozy e Macron. Qui ci vuole prudenza per non rischiare di travolgere le nostre democrazie. Forse bisogna lavorare di piú contro certi movimenti: discorso lungo.