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  1. Alessandro Rispondi
    Le osservazioni formulate, peraltro corrette, non considerano che tra il il programmare, progettare e realizzare un’opera i tempi medi sono almeno di due o tre anni, quando il tutto è realizzato a dovere. Di conseguenza gli ultimi due anni di una gestione amministrativa coincidono forzatamente con quelli della maggiore spesa di cassa. Sotto l’aspetto di merito è ovvio che questa debba peraltro soddisfare gli appetiti elettorali, altrimenti, e scusatemi se è poco, a cosa serve la “rappresentanza elettorale”.
  2. Gianni Melloni Rispondi
    È interessante che l’analisi faccia riferimento al decennio 2001 e 2010 , anni in cui i comuni avevano una reale potenzialità di investimenti e spesa corrente determinata da un più alto livello di autonoma finanziaria poi compromessa successivamente dalla introduzione dall’introduzione del patto di stabilita e riduzione e dalla riduzione della autonomia impositiva. La lettura non tiene conto della tendenza di utilizzare gli avanzi accumulati ,dall’inizio del mandato , per ridurre il ricorso all’indebitamento per le spese in conto capitale .