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  1. Sergio Arena Rispondi
    Articolo che documenta con dati quanto già noto. sarebbe stato interessante andare a vedere dove e perchè le amministrazioni periferiche del centro-sud si incagliano, quali sono le competenze esistenti al nord ed indisponibili altrove....quando poi si scopre che la maggior parte dei segretari comunali o dei capi uffici tecnici del nord sono di provenienza meridionale, cosa è in finale la sabbia negli ingranaggi del centro sud? Forse il trapianto di commissari straordinari dal nord con notevole impronta etica (i.e. militari) sono la sola soluzione
  2. Belzebu' Rispondi
    In Italia si diventa dipendente pubblico e quindi dirigente, mediante concorso pro-forma sulla procedura amm.va e non con prove di verifica sulla preparazione professionali di ingegnere e architetto, con progetti veri, calcolo strutturale, conduzione e direzione dei lavori in cantiere ecc. Tutte competenze ottenibili, inevitabilmente, dopo tirocinio lavorativo nel privato. Minimo cinque anni, post laurea, per calcolatori-strutturisti, dieci anni per progettisti di strutture complesse, sia architetti che ingegneri. Probabilmente, persino il piu'collaudato professionalmente, nel mondo, l'architetto Renzo PIANO, non avrebbe mai superato un concorso pubblico in Italia, a meno che non fosse stato raccomandato. Tuttavia, codesto personale pubblico detiene il potere di respingere progetti di liberi professionisti, almeno di quelli non ”in sintonia” con l’orientamento ideologico, o forse peggio, della commissione urbanistica formata da politici, i quali, millantano credito e capacità senza capirci niente. Ne conosco a dozzine, i peggiori sono gli azzeccagarbugli.
    • Piero Borla Rispondi
      Belzebù, sei parzialmente fuori tema. Il punto non è la qualità dei progetti ingegneristici. Il fondo sociale europeo finanzia un sacco di altre iniziative, come è spiegato nell'articolo che commentiamo. Il punto è che esiste un divario regionale nella capacità di realizzare le spese. Se la conseguenza è la perdita di finanziamenti, allora esiste un interesse pubblico a che il soggetto attuatore venga sostituito da altri capaci di portare a termine l'iniziativa.
  3. Belzebu' Rispondi
    L'articolo conferma il FALLIMENTO DELLA GESTIONE PUBBLICA dei progetti di opere pubbliche. Due sono i problemi: -I tecnici delle pubbliche amministrazioni assunti con sistema italiano di appartenenza politica e sindacale, in genere senza adeguato tirocinio privato, almeno 10 anni con esperienza di cantiere, non sono in grado di fare progetti eseguibili e cantierizzabili. Se li fanno, irresponsabilmente, spesso costituiscono un pericolo pubblico. -Le norme italiane per mettere in opera un progetto sono scritte da persone che non hanno mai seguito un cantiere e non hanno mai fatto un progetto. Forse all'università, Forse, non è sicuro. Pertanto gli unici in grado di eseguire un progetto sono i liberi professionisti affermati, a rotazione per non sottometterli all'estorsione della mafia politica e criminale delle TANGENTI. Inoltre al professionista privato puoi chiedere i danni in caso di negligenza o imperizia oppure non pagare l'onorario se il progetto non è eseguito a regola d'arte, mentre il dipendente pubblico lo devi pagare anche se è un prof. analfabeta in materia. Quindi smantelliamo i costosi e inutili apparati pubblici e affidiamo i progetti a chi li sa fare, con pagamento ad opera eseguita. Costano molto di meno alla comunità.
  4. Piero Borla Rispondi
    Il divario nord-sud nella capacità di utilizzare i fondi europei è noto da decenni. L’articolo mette in luce che finora non si è stati capaci di venirne a capo. L’ipotesi di una non meglio specificata cabina di regia è inadeguata. In questa situazione il principio di sussidiarietà assume il significato che in luogo degli enti locali non adeguati alle esigenze devono intervenire autorità operative su scala territoriale più vasta e di tipo diverso. In un modo o nell’altro si dovranno trovare e nominare, per ciascun progetto che non rispetta i tempi, commissari ad acta dotati dell’autorità necessaria. Per mantenere il dovuto rapporto con i bisogni che si intendono affrontare, e dare agli enti locali l’occasione di far crescere le loro capacità attuative, questi saranno associati, in posizione consultiva, alla gestione commissariale. L’alternativa è perdere i fondi ottenuti.