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  1. Alberto Isoardo Rispondi
    Il primo punto è l'abolizione dell'accordo di Dublino secondo cui navi che partono da qualsiasi parte d'Europa hanno il diritto di scaricare i naufraghi nel porto più vicino e quindi Italia o Malta. Le navi che li salvano dovrebbero portarli nel paese di cui battono bandiera. E' una vergogna nazionale che magistrati accusino ministri italiani dis equestro di persona perchè hanno bloccato lo sbarco. L'obbligo del salvataggio in mare fa riferimento ad un principio di solidarietà dovuto a chiunque si trovi nel bisogno, ma non prevede che il rischio sia cercato volutamente nella convinzione che, intanto, ci sono quelli che ti salvano di mestiere perchè poi ti scaricano lì vicino. Di fronte a questo atteggiamento è ovvio che l'opinione pubblica poi reagisca male. Si al supporto ai paesi in via di sviluppo, ma secondo quote prefissate e senza poi abbandonare gli extracomunitari, una volta ammessi nel Paese.
  2. Alberto Chilosi Rispondi
    L' idea che le migrazioni regolari siano sostitute di quelle irregolari è una pia illusione a meno che quelle regolari siano di grande ampiezza, ammontando a una parte sostanziosa dei potenziali migranti. Altrimenti prevale logicamente l' effetto amici e parenti.
  3. Mauro Cappuzzo Rispondi
    È evidente che i fondi stanziati non bastano. Occorre investire molto di più nella difesa delle frontiere. L’immigrazione clandestina e irregolare non è un diritto mentre la difesa delle frontiere italiane ed europee è un dovere.
  4. PURICELLI BRUNO Rispondi
    "Queste spese necessarie andrebbero coniugate con un maggiore impegno per favorire una integrazione sul territorio italiano, ancor più se si guarda alla quantità di risorse che vengono dedicate a bloccare “alla radice” i flussi migratori e che potrebbero servire invece per finanziare veri aiuti umanitari e allo sviluppo". Questo pensiero non risolve il problema del consolidamento di forze libere di occupare uno spazio concesso da mancanza di regole e di rispetto dei nostri valori con dichiarazioni urbi et orbi di facilitare l'accoglienza, di facilitare il multiculturalismo con popoli anche apertamente contrari alle nostre tradizioni e sostenendo i trasporti via mare che non sono soccorsi nel 90% dei casi ma "TPP irregolari". I salvataggi avvengono non stando in attesa dei battelli che affondano ma in via imprevista e sfortunata. Le società organizzate non possono e non devono essere pilotate da gruppi sovversivi che speculano sul bisogno. Nel mondo esistono situazioni molto più penose di quelle sopportate dal 90% degli immigrati, perchè non ci si preoccupa di tali soggetti certamente più poveri e bisognosi? Ovvio,perché non sono strumentalizzabili come questo fenomeno sostenuto da politici e funzionari scorretti, inadempienti e senza gli attributi. Siamo sempre fuori strada e insistiamo a permanerci!