logo


  1. Giampiero Rispondi
    Pare che tutti purché siano stranieri, indipendentemente dalle proprie qualità, abbiano la capacità di risolvere i problemi di questo Paese,
  2. Henri Schmit Rispondi
    Le informazioni fornite sono molto interessanti. Il cappello e i paragrafi finali creano però qualche equivoco. Le considerazioni degli autori sono tutte giuste, condivisibili, ma bisognerebbe distinguere fra quello che spetta a, e può fare l’UE, e quello che rimane per forza agli Stati. Le frontiere esterne sono comuni e la gestione, anzi il controllo degli ingressi spetta all’UE, anche se è materialmente effettuato dalle autorità nazionali. Serve coordinamento e assistenza a coloro che sono più esposti, in primis i Greci. Questo include la ripartizione dei rifugiati ed immigrati. Nel passato non esitavo di proporre eurobond per finanziare queste politiche comuni. L’accoglienza e l’integrazione sono invece compiti prettamente nazionali per i quali l’UE può tutt’al più fissare condizioni comuni minime. Ma non è una competenza europea e quindi servirebbe l’unanimità. L’equivoco creato è questo: se in Italia l’accoglienza e l’integrazione sono gestite male, se non ci sono risorse sufficienti per farlo, è tutta colpa esclusiva del governo, del legislatore, degli elettori e dell’opinione pubblica nazionali.
  3. Mauro Cappuzzo Rispondi
    Il problema è sempre lo stesso: investire per l’integrazione dei clandestini arrivati in Italia illegalmente comporta inevitabilmente l’arrivo di altri clandestini. Non esiste alcun obbligo di accoglienza per l’Italia e per l’Europa. Occorre invece trovare dei modi per rimpatriare queste persone e aiutarli a casa loro
  4. Dario Predonzan Rispondi
    Mi pare che nei dati illustrati nell'articolo non compaiano i miliardi (almeno 3 a quanto mi risulta, o sono di più?) che la UE ha versato alla Turchia, in cambio dell'impegno a trattenere sul proprio territorio i migranti - circa 3,6 milioni, provenienti soprattutto dalla Siria - che altrimenti cercherebbero di entrare in Europa.
    • Mohamed Mahmoud Rispondi
      A questo proposito mi ricollego, domandandomi come mai se un programma del genere è stato siglato con Erdogan, non può essere siglato con le autorità di Tunisi, facendo in quel Paese sbarcare anche le persone tratte in salvo nelle SAR di Malta ed Italia, con un accordo per cui siano le autorità tunisine a vagliare queste richieste di asilo e solo in caso si dimostrino effettivamente persone perseguitate nel Paese di origine redistribuirle in Italia ed Europa. Così poi gli stranieri, la stragrande maggioranza dei richiedenti asilo, che non si scopre non avevano diritto di asilo non beneficerebbero mai delle (più) costose spese di accoglienza in Europa nel corso della (lunga) valutazione delle loro domande.