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  1. bob Rispondi
    perchè tanti studi e tante parole. Provate ad andare da un consulente del lavoro per assumere una persona, soprattutto in comparti non assistiti e vedete cosa vi dice. Un muratore in edilizia costa in regola 45 mila euro l'anno a Lui in busta paga vanno 1300 euro. E' vero? A voi la risposta
  2. Marco Rispondi
    Un interessante analisi che ancora una volta mette in luce il ruolo nefasto dell'eccessiva tassazione del lavoro sull'economia, tuttavia mi sorge un dubbio riguardo le ipotesi di riforma. La soluzione proposta, mi sembra di aver capito, sarebbe quella di ridurre la tassazione del lavoro a fronte di un incremento dell'Iva, innescando una spirale positiva sull'economia incrementando l'occupazione. Il mio dubbio è che una tale politica faccia corrispondere a un incremento dell'occupazione generale una diminuzione del potere d'acquisto degli occupati: visti i precedenti storici, una riduzione della tassazione sul lavoro dipendente difficilmente (o in percentuali ridicole) si traduce in un incremento dei salari, soprattutto medio-bassi, e ha maggiore effetto (teorico) sul livello di occupazione; di conseguenza, se la variazione dei salari fosse minore della media Iva, si creerebbe una situazione in cui l'economia (in una condizione di non crisi globale) trarrebbe giovamento, ma la capacità di consumo del singolo lavoratore diminuirebbe (pur aumentando il consumo totale potenziale conseguente l'aumento dell'occupazione). Non credo che, in una situazione di crescenti disparità come oggi, tale scenario possa essere accettabile: senza forme di progressività che colpiscano la rendita o i grandi profitti, si farebbe sostanzialmente pagare ai ceti medio-bassi la ripartenza dell'economia che, in primis, beneficia coloro a cui la variazione dell'Iva non influenza il carrello della spesa
  3. Giuseppe GB Cattaneo Rispondi
    Tanti bei giri di parole per dire che bisogna aumentare l'IVA. Mi sembra un po poco come riforma del fisco. Suvvia forse bisogna cominciare a pensare seriamente.
  4. n.n. Rispondi
    Contro l’infinita cattiveria di chi, con accanimento, propone nuove tasse addizionali, in momenti di particolare angoscia esistenziale per chi vive di lavoro autonomo, occorre approvare, con urgenza, una nuova legge fortemente sanzionatoria in cui sia previsto il reato di furto della proprietà privata, non solo quello con scasso entrando nelle case altrui, ma anche di chi propone di requisire la legittima proprietà con tasse inique e leggi patrimoniali.
  5. n.n. Rispondi
    L'unico modo di alleggerire il lavoro produttivo dalle tasse è quello di licenziare 2 milioni di dipendenti pubblici inutili, che non producono niente, solo sporcizia da pulire. Taglio immediato di tutti gli enti inutili, senato e regioni comprese. Taglio dei finanziamenti pubblici ai giornali, cinema, Alitalia, banche ecc. Uscire dall'europa, ladri ne abbiamo già abbastanza in Italia, dobbiamo mantenere anche quelli europeisti. L'europa ci costa già oltre 30MLD/anno ma nessuno lo dice. La commissione europea, con GENTILONI, preme per spingere DRAGHI ad aumentare le tasse ai cittadini per garantirsi lo stipendio ed arriccchirsi alle nostre spalle. Gli Italiani STOLTI e DISINFORMATI da giornalisti di sinistra, non si ribellano MAI.
  6. Henri Schmit Rispondi
    Bravò! Tassazione eccessiva del lavoro (stipendi e attività produttiva in Italia, attività produttiva in Francia) che provoca mercato nero (e delocalizzazione) in Italia, delocalizzazione (e deindustrializzazione) in Francia. Anche l’argomento della compensazione attraverso un aumento dell’IVA convince, perché si tratta della tassa più equa ed efficiente immaginabile. Altre possibili compensazioni sono però ignorate: generalizzazione della tassazione immobiliare (imu prima casa in Italia; taxe foncière più giusta; aumento della tassazione delle successioni e aumento della progressività dell’IRPEF, specchio dell’IVA (meno il risparmio). Una vera riforma deve essere olistica, non limitarsi ad alcuni aspetti del sistema ritenuti cruciali. Per agevolare l’impresa (è questo l’obiettivo condiviso) NON è necessario agevolare i REDDITI di lavoro o d’investimento (finanziario i d’impresa) ALTI.