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  1. Andrea Zatti Rispondi
    Gran parte delle argomentazioni sono condivisibili (soprattutto quelle sui diversi costi di abbattimento degli inquinanti nelle diverse realtà territoriali), anche se focalizzate solamente sul tema dell'inquinamento atmosferico. Il problema del traffico automobilistico privato è però più ampio e coinvolge diverse altre esternalità, ormai predominanti rispetto a quelle legate alla qualità dell'aria. Le auto, in Italia, vanno limitate soprattutto perchè hanno invaso le città, sottraendo spazio ad altri usi e alimentando forme di pianificazione poco razionali (uso di suolo, amplificazione dei costi di altri servizi, etc.). Mi pare che questi aspetti vengano completamente omessi dall'analisi, che affida al solo progresso tecnologico ('improve') la risoluzione dei problemi. Prospettiva necessaria, ma non sufficiente e, per certi versi, pericolosa, perchè allontana la necessità di intervenire anche sulle politiche 'avoid' e 'shift'.
  2. Marco Rispondi
    L'articolo però non risponde ad una semplice domanda: i livelli attuali di inquinamento sono pericolosi oppure no? Guardare solo al miglioramento è come fissare il dito e non la luna.
    • Francesco Ramella Rispondi
      Permangono tuttora, seppur molto ridimensionati rispetto al passato (https://www.lavoce.info/archives/26526/la-risposta-ai-commenti-124/), impatti negativi sulla salute dell'inquinamento atmosferico. Si tratta di comprendere quali politiche di riduzione di tali effetti comportino benefici superiori ai costi.
  3. Sergio51 Rispondi
    Ciò che scrive davide445 è esattissimo: l'accanimento contro il trasporto privato nasconde (parlo per Torino ma temo che sia la stessa cosa anche altrove) una colpevole inerzia contro caldaie non a norma che sono più "fastidiose" da verificare e punire, anziché limitarsi a fermare in strada l'auto di chi non può permettersi l'ultimo modello.
  4. davide445 Rispondi
    Arriva alla fine ma il messaggio che aspettavo c'è, certo non bisogna abbassare la guardia sui veicoli privati, ma è ora di dare una seria verifica e adeguare le emissioni da altre fonti, spesso oppure opportunamente dimenticate in sede di regolamentazione efficace e controllo altrettanto necessario.