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  1. Marco Rispondi
    Al netto di tutte le analisi economiche rimane l'esperienza del quotidiano dove solo ieri l'avvocato mi ha sommessamente proposto le due alternative, se facciamo in contanti...
  2. Riccardo Rispondi
    Tutto verissimo se non per il "sarebbe stato più semplice..." non era poi così semplice visto che il tutto è frutto di accordi con i gestori delle carte. In ogni caso credo il risultato possa essere più visibile circa una educazione complessiva della popolazione ad utilizzare questi strumenti di pagamento. Purtroppo la stanca logica della ricchezza che traina la povertà continua ad esistere nei percorsi (anche positivi) di crescita e riduzione delle diseguaglianze: "Voi, poveri senza carta elettronica, vedete come ci guadagnano i ricchi con i pagamenti elettronici? Lo Stato gli restituisce il danaro di spese che possono già benissimo sostenere! Quindi su su, fatelo anche voi!". E lì giù, tutti a intestarsi carte di credito nate già per diventare bolle di insolvenza.
  3. rafael Rispondi
    sono sostanzialmente d'accordo con l'articolo, e ele questioni sono 2: 1) ha senso spingere su una cosa del genere durante una pandemia? tra l'altro credo che questo in qualche modo sia in contrasto con gli acquisti online che sono esclusi dal cashback, quindi qualcuno che compra online potrebbe essere incentivato a comprare dal negozio (magari con la stessa carta che avrebbe usato online); 2) questo strumento sarà efficace a incanalare pagamenti fatti di solito in contante verso quelli con carta/alcune app abilitate? io credo che chi ha bisogno di ricorrere al contante per motivi più o meno leciti non è che cambierà metodo per avere il cashback (che comunque non è immediato, ma viene solo accantonato e poi se tutto va bene liquidato); inoltre io personalmente vivo in una città medio/grande del sud dove veramente tanti piccoli esercizi commerciali dove speravo di trovare il POS ancora non ce l'hanno; morale della favola: sto pagando con carta/app le stesse cose che avrei pagato con carta/app a novembre (e credo che come me ce ne siano molti); credo che il meccanismo non sia stato calibrato benissimo, sia come timing che come strumento; e come ricordato nell'articolo parliamo di una misura stimata in 5 mld in 2 anni
  4. Massimiliano Rispondi
    Sono tra quelli che sicuramente spendono più di 3000 euro l'anno con le mie carte, quindi sono certo di ricevere il massimo del cashback di stato. Tuttavia devolverò tutto ad Emergency perché preferisco una sanità di qualità ad una umiliante mancetta di stato di ben 300 euro. Spero che molti facciano come me per dimostrare a questo e ad altri governi che gli italiani sono meno stupidi di quanto lorsignori e i loro consulenti strapagati pensino.
  5. Federico Rispondi
    Se ben capisco, regaleremo 5 mld a gente che, in maggioranza, non ne ha alcun bisogno e che non avrà alcun incentivo a ridurre ulteriormente l'uso del contante. Invece nel PNRR abbiamo allocato solo 9 mld di fondi europei per la sanità. Evidentemente al governo pensano che ne uccida più il contante che il Covid.
    • Paolo Rispondi
      qui dove vivo io sono già comparsi POS in praticamente tutti gli esercizi commerciali che prima in larga parte ne erano privi, nonostante gli obblighi già vigenti. Leggo articoli anche di grandi città dove i commercianti si mostrano invece più "decisi a resistere". Il cashback sarà un successo se i big data che ne risulteranno saranno usati per orientare i controlli (in primis agli esercizi commerciali che non genereranno transazioni, ad es.).
  6. bob Rispondi
    quando smetteremo di essere l' eterno paese da commedia all'italiana? Gli dedichiamo anche una analisi?
  7. Aldo Mariconda - Venezia Rispondi
    Anch'io non vedo lo strumento veramente efficace a combattere il nero. Uno può moltiplicare i pagamenti cashless e continuare a pagare in nero l'idraulico, il carrozziere, l'artigiano, ecc. Il tutto buttando via inutilmente i soldi pubblici.
  8. Davide Conte Rispondi
    Nel considerare i dati storici su numero di transazioni e plafond spesi bisognerebbe riferirsi alle stesse categorie di acquisti per cui è previsto il cash back (no online, soltanto spese personali, etc.). Altrimenti paragoniamo mele con pere
  9. Marcello Rispondi
    Non sono così sicuro che i ceti medio-alti saranno i beneficiari maggiori. L'analisi non considera il costo opportunità dell'accesso. Il tempo e la difficoltà di iscriversi è un forte disincentivo proprio per quei soggetti di cui si parla o la disutilità marginale e il SMS intertemporale sono cose che esistono solo nei libri di testo?
  10. Paolo Rispondi
    Immagino che tra gli scopi del cashback ci sia anche e forse soprattutto di incentivare chi ancora non ha una carta ad acquisirne una. poichè le prepagate partecipano al meccanismo ed hanno costi di gestione di pochi € l'anno, non mi pare vi siano barriere all'accesso. L'idea è di mobilitare verso l'elettronica chi usa solo il contante, prima ancora di aumentare l'impiego di chi la carta la usa già. per esercitare un effetto di interesse contrapposto tra gestore e acquirente inoltre lo sconto deve essere importante oltre che proporzionale alla spesa, altrimenti anche in caso di adesione vastissima il venditore di piccole dimensioni potrebbe proporre uno sconto equivalente o quasi in cambio dell'uso del contante (col vantaggio per l'acquirente di vederselo "accreditato" subito con un esborso minore). penso (e spero) comunque che tutta l'operazione abbia anche la finalità di acquisire big data sulle transazioni per orientare i controlli (sia lato acquirente confrontando ad es. la rapidità al raggiungimento della soglia cashback rispetto al reddito dichiarato, tramite l'associazione dell'IBAN, sia lato venditore ad es.indivduando quali sono gli esercenti che generano poche o nessuna transazione)
  11. Boiti Alberto Rispondi
    Questa analisi non considera gli altri vincoli del cashback: il numero di transazioni e massimale per operazione. Tralasciando il periodo sperimentale di dicembre (10 transazioni) i successivi prevedono almeno 50 operazioni per semestre. La media italiana, da fonti di stampa, è di circa 34/anno nel 2019. Mi sembrerebbe corretto analizzare la propensione all'uso in base al numero di transazioni piuttosto che alla capacità di spesa
    • Andrea Rispondi
      In un'indagine della BCE (https://www.ecb.europa.eu/pub/pdf/scpops/ecb.op201.en.pdf, pagina 22-23) si deduce che gli italiani fanno in media 2 transazioni al giorno. 50 transazioni a bimestre vuol dire farne 2 alla settimana.
  12. Paolo Zappavigna Rispondi
    Se si fa attenzione ai limiti imposti ai massimali di spesa per operazione, al numero minimo di operazioni nell'arco di tempo definito e ai percettori delle spese, si rileva quanto sia difficile ottenere l'accredito del 10%.
  13. Andrea Rispondi
    Molto interessante. In effetti le soglie e percentuali del provvedimento destano qualche perplessità. Due domande: * L'uso minore di carte al sud ed in condizioni di reddito più basso non può essere associato ad una maggiore evasione? Esempio: Se lavoro in nero e mi pagano i contanti non uso le carte ed mi mio reddito sembra più basso. Quanto può incidere questo fenomeno? * Una spinta a non usare il contante anche in settori a bassa evasione (come GDO) non potrebbe creare una disincentivo all'uso del contante anche in altri settori? Esempio: l'idraulico che si fa pagare in nero può usufruire meno del cashback, forse.