logo


  1. Lorenzo Munzi Rispondi
    5) Il vero rdc ammonta a soli €100 mentre il resto è vincolato ad una card sottoposta a vessatori obblighi e divieti, complicando non poco la vita del malcapitato (cittadino). 6) Il rdc, anziché essere erogato tramite accredito diretto su cc, è incomprensibilmente erogato solo su card non utilizzabile per via telematica, con la conseguenza di costringere il malcapitato a recarsi fisicamente presso ogni esercizio pubblico o commerciale esponendo se stesso e gli altri a rischio di contagio e diffusione del virus COVID-19; in caso contrario (impossibilità di muoversi) la card è inutilizzabile e non è possibile pagare utenze domestiche, né procurarsi alimenti o farmaci. 7) Se non speso, il rdc viene decurtato, quindi questo spinge il malcapitato a sperperare tale denaro pubblico e/o violare le norme di limitazione alla circolazione; inoltre se la causa della mancata spesa fosse un ricovero ospedaliero, al suo ritorno a casa il malcapitato riceve anche la punizione di veder diminuito il rdc proprio quando avrebbe maggior bisogno. 8) Questi ed altri problemi sono già stati comunicati via posta elettronica, con appelli rivolti a: 1) Presidenza del Consiglio dei Ministri, in data 21/03/2020, 2) Ministro del Lavoro Sen. Catalfo, in data 06/04/2020; 3) Ministro della Salute On. Speranza, in data 02/08/2020; 4) Presidente della Repubblica S.E. Sergio Mattarella, in data 13/09/2020. Nessun risultato.
  2. Giovanni Bortolotto Rispondi
    Molti che lavorano in nero o che hanno altri redditi occultati al fisco sono percettori abusivi del RDC. Non vedo soluzioni proposte da nessuna parte per fermare questi furti.
  3. Enrico D'Elia Rispondi
    L'analisi mi sembra ineccepibile e smonta molti miti su questa misura. Spesso al RdC si attribuiscono strumentalmente difetti che dipendono invece dalla carenza di controlli fiscali e sulla regolarità del lavoro. Oppure si confida troppo nel RdC per la soluzione di problemi strutturali come la disoccupazione. Ho qualche dubbio sulla fattibilità di un RdC differenziato per regione o tra grandi e piccoli centri perché è troppo facile fissate una residenza fittizia per beneficiare di un assegno più alto, a meno di imporre controlli capillari. Non mi preoccuperei troppo degli effetti del RdC sull'offerta di lavoro perché la propensione a lavorare dipende da fattori culturali, motivazionali, familiari e di status sociale molto più che da pochi euro in più o in meno. Trovo incomprensibile e inefficiente utilizzare lo stesso strumento, ossia il RdC, sia per contrastare la povertà (temporanea o prolungata), sia per facilitare l'accesso al mercato del lavoro.