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  1. franco Rispondi
    La lieta novella che continuano a raccontarci e' che gli italiani sono frutto di mescolanze diverse, che la loro storia e' stata creata dall'incontro di razze e culture differenti, per cui dobbiamo accettare chiunque entri nella nostra bella penisola come un dono e non come un problema. E cosi' dovremmo immaginare la storia come un cenacolo di persone per bene e dalla mente illuminata, provenienti da ogni dove, desiderose di mescolare i loro credi, il loro sapere, le proprie economie... La realta', pero', e' che prima di giungere a raccogliere il dolce frutto del melting pot chi venne da noi lo fece prima di tutto con la spada, conquistando, imponendo, ottenendo la mescolanza del sangue piu' con lo stupro che con l'amore. Lungi da me attribuire un tale potere agli sventurati che sbarcano oggi sulle nostre coste; ma il loro desiderio non e' di creare una cultura della tolleranza, bensi' semplicemente migliorare la propria vita senza per forza accettare la cultura autoctona di che li dovrebbe ospitare. Bisogna quindi ammettere che non tutti gli immigrati sono uguali: una cosa e' ospitare un cristiano ortodosso, diverso chi invece esige, pretende di staccare i crocefissi dalle scuole non per spirito laico, ma per manifesta intolleranza per la nostra religione. Quest'ultimo non vede nel nostro laicismo un valore, ma semplicemente l'assenza di ogni fede e come tale indegno di rispetto. Ignorare tutto cio' portera' inevitabilmente i sovranisti al potere...
  2. Mauro Cappuzzo Rispondi
    Perché i cittadini italiani devono condividere con gli immigrati clandestini il livello di civiltà e il tenore di vita raggiunti? Perché dobbiamo favorire l’accesso degli immigrati alle cure sanitarie ottenute con grandi sacrifici? Perché dobbiamo addirittura favorire modalità di ingresso illegali nel nostro paese?
    • Francesco M. Rispondi
      Rispondo alle prime due domande: innanzitutto, con i "clandestini" non condividiamo niente perché, se clandestini, per definizione non sappiamo che ci sono e quindi non possono beneficiare di niente. In secondo luogo, trasmettere agli immigrati il livello di civiltà, la possibilità di migliorare il tenore di vita, permettere l'accesso alle cure sanitare sono l'impronta di un Paese civile. La terza domanda, invece, è retorica e fondata su un presupposto errato. Pertanto, non richiede risposta.
      • Mauro Cappuzzo Rispondi
        clandestino agg. [dal lat. clandestinus (der. dell’avv. clam «di nascosto»), attrav. il fr. clandestin]. – 1. Che è fatto di nascosto, e si dice per lo più di cose fatte senza l’approvazione o contro il divieto delle autorità. I clandestini in Italia beneficiano dell’assistenza sanitaria (pronto soccorso) e hanno accesso a tutte le strutture di accoglienza nelle quali trovano vitto e alloggio e dalle quali se ne vanno quando vogliono. Si faccia un giro nelle periferie di qualche città italiana, al nord come al sud, piccole o grandi.
  3. PURICELLI BRUNO Rispondi
    Basicamente, è interessante ma per un paese come l'Italia di questo ultimo ventennio è necessario focalizzarci sulla capacità d'integrazione effettiva di persone non richieste in un programma perchè i benefici restano comunque inferiori ai costi (patrimoniali, morali, e insicurezza diffusa). Oggi, appare non di parte sottolineare i problemi indiretti che culture non un po' differenti ma opposte producono. Lo si vedeva prima dell'uccisione del Professore francese Samuel Paty..... ma il mainstream dominante li trascurava strumentalmente per inculcare nelle menti del popolo attuale la convinzione che nessun problema esisteva. Si ricordino tutti gli intellettuali che non siamo di fronte ad una battaglia di civiltà ma ad una di difesa del nostro livello di civiltà e tradizioni ottenute con guerre, morti, sofferenze e soprattutto con fatica sul lavoro organizzato e disciplinato secondo criteri sociali che altra cultura non rispetta e addirittura si permette di contrastare a casa nostra. In natura il detentore di uno spazio tende a difenderlo e combatte chi invade senza riconoscere alcun merito a chi già si trova in quello spazio. NOi, addirittura incoraggiamo a ledere i nostri domini culturali dimenticandoci che la vita s'è evoluta con la selezione nella capacità di difenderci e di affermarci (oggi lo si fa col dialogo... se è sufficiente). L'evoluzione prosegue copiando modelli che sembra funzionino meglio ma troviamo chi viene a casa nostra ad imporci il loro che non li soddisfa!