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  1. Andrea Gandini Rispondi
    Molto interessante. Sarebbe anche da capire se la maggior parte degli eredi hanno un'età "avanzata" (50-60 anni) perchè ciò determinerebbe una scarsa intrapresa e il dirottamento verso la Rendita più che il Profitto, minando le potenzialità di sviluppo del Paese.
    • Paolo Rispondi
      Vista la lunghezza media della vita degli italiani, seconda al mondo solo ai giapponesi, è quasi certo che gli eredi si trovano nella fascia d'età da te indicata, e anche nella successiva (60-70). Non è una bella cosa, pur discendendo da un fattore positivo.
  2. Henri Schmit Rispondi
    Bell’articolo, condivisibile e stimolante. La questione andrebbe approfondita.
  3. Lorenzo Rispondi
    Vent'anni fa Berlusconi vinse le elezioni a suon di "meno tasse per tutti" e preparò però solo per sé stesso e la famiglia la successione (fu uno dei primi provvedimenti del nuovo governo). Il successivo governo tentò di mettere una pezza, ma ormai il colpo (al fisco) era dato ;-)
  4. Rainbow Rispondi
    Su queste tendenze (aumento delle diseguaglianze,riduzione della mobilita'sociale, aumento dei lasciti ereditari, riduzione delle tasse sui patrimoni) Thomas Piketty ci ha scritto due libri che sono anche dei paper scientifici. Purtroppo la demagogia anti-tasse ha comportato la sostanziale abolizione delle imposte di successione non solo in Italia, ma in quasi tutti i grandi Paesi Occidentali compresa la Svezia! Ed e'per questo che la concentrazione della ricchezza aumenta a livello globale. La cosa incredibile che ho scoperto leggendo i tomi di Piketty e' che le imposte di successione, cosi come auelle sul reddito, persino nei Paesi Anglosassoni, fino agli anni 60'erano elevatissime,arrivavano al 50 e piu'dell'imponibile! Persino i liberali le propugnavano proprio per facilitare la mobilita'dei patrimoni, ridurre le disuguaglianze, e eguagliare i punti di partenza! Poi, negli anni 70',e'iniziata la concorrenza fiscale al ribasso scatenata dalla globalizzazione che ha demonizzato ogni forma di prelievo fiscale, e la ricchezza si e'nuovamente concentrata in poche mani!
  5. Davide Rispondi
    Argomento di analisi estremamente interessante. Ripatizione di genere dai risultati scontati, considerando l'occuccupazione femminile di 30 e 40 anni fa. L'aumento dell'incidenza dei lasciti testamentari su reddito disponibile è la conseguenza della stagnazione dei salari reali, principale fonte di reddito. Se guardiamo il valore della ricchezza ottenuta in eredità mi sembra strano che non ci sia alcuna influenza dei prezzi del mercato immobiliare. Attendo delucidazioni
  6. Giuseppe Rispondi
    In effetti il problema non è la ricchezza, ma l'accumulo della stessa. Il problema si potrebbe risolvere ponendo un limite massimo, magari anche consistente (1 M€) all'importo complessivamente trasferibile a ciascun erede. Però l'idea non è praticamente applicabile se non viene adottata universalmente, cosa che non avverrà mai.
  7. Giorgio Alba Rispondi
    Quale effetto ha l’evoluzione demografica (riduzione numero nati per famiglia, etc)?
    • Paolo Rispondi
      Molto facilmente, ha l'effetto di aumentare il valore medio dell'introito da eredità. A parità di patrimonio, dividerlo tra un coniuge e un figlio anziché tra un coniuge e 2 o 3 figli, riduce la consistenza delle singole porzioni ai figli.