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  1. Vincesko Rispondi
    Per uno come me che segue la vicenda dal 2012, presentò nel novembre 2014 una petizione al Parlamento Europeo contro la BCE per le violazioni statutarie del proprio statuto (art. 2), e vi ha scritto su un saggio, c'è veramente da chiedersi in quale pianeta l'Autore dell'articolo abbia visto "l'ampio dibattito" sul mandato unico o duale della BCE, se (i) l'ex presidente della BCE Mario Draghi non ha (quasi, solo perché costrettovi dal parlamentare europeo interrogante) mai menzionato il secondo obiettivo statutario e arrivò a dichiarare nella sua audizione del 26.3.2015 al Parlamento italiano che, a differenza della FED, la BCE ha un unico obiettivo; (ii) il presidente della Bundesbank ha sempre dichiarato che la BCE ha un unico mandato: la stabilità dei prezzi (v., ad es., l'intervista a "Repubblica" del 13.12.2014); (iii) il governatore Visco (al quale ho scritto), il 28.9.2020, ha sentito finalmente la necessità di dichiarare, in un colloquio con "Repubblica", che "La Bce? In questa fase "e' esattamente come la Fed.", "si dice sempre che gli Stati Uniti "hanno un obiettivo duale; noi singolo. Ma non e' cosi'.". Omettendo, però, di precisare che tale fase (di deflazione o troppo bassa inflazione) dura dal lontano 2013; (iv) quasi nessuno conosce lo statuto della BCE e quasi tutti (inclusi economisti famosi, tra cui un premio Nobel, nel mio saggio ci sono i nomi e le prove documentali) pensa(va)no che la BCE abbia un unico mandato: il controllo dei prezzi; (v) ecc. ecc.
  2. Emilio Rispondi
    In questo articolo risalta ovviamente all'occhio come ci sia una predominanza tedesca in Europa, sia per paventata "giustizia" delle corti tedesche (nessun altro stato europeo ha questo "atteggiamento") sia per le decisioni e il peso economico all'interno dell'EU superiore al valore della Germania su tutta l'Europa su cui necessariamente si deve rapportare come una parte e non il tutto, che a mio avviso va al di la dei trattati. Quindi più che una "Riforma dei Trattati" sarebbe necessaria una "riforma del potere decisionale e giuridico in Europa e sulla BCE come sua parte" !!!
  3. Henri Schmit Rispondi
    Interessante, ma non sarei troppo pessimista. Già nel 1999/2000 gli esperti discutevano se il compito della BCE se limitasse alla stabilità dei prezzi o se dovesse tener conto anche dell'occupazione. La questione va risolta dalla BCE che per forza interpreta il proprio ruolo (anche a testo invariato) e/o dal legislatore europeo, il Consiglio (unanimità) e i Parlamenti nazionali (ratifica). Il BVerfG non c'entra, mi sembra. Difficile immaginare che possa censurare una politica monetaria più flessbile come violazione delle competenze (europee! non semplicemente della BCE), perché contrariamente al caso PSPP deciso il 5 maggio qua non si tratta per la BCE di supplire a mancanze di politica economica e finanziaria di ALCUNI stati attraverso misure monetarie che aumentano - senza intervento del legislatore UE, quindi del Parlamento tedesco - il rischio dei cittadini-contribuenti degli ALTRI stati. Un obiettivo di inflazione più alto, per favorire crescita ed occupazione attraverso la politica monetaria, interessa tutti nello stesso modo, beneficia a tutti e pesa su tutti. O sbaglio?
    • Vincesko Rispondi
      Non va risolta dalla BCE. Quando glielo si è fatto fare, essa ha violato il proprio statuto: art. 2-Obiettivi; di fatto, fino al varo del QE, deciso nel gennaio 2015 e avviato nel marzo successivo, esattamente con un ritardo di 6 anni rispetto alla FED e alla BoE, ancor più alla BoJ. Nascondendo la violazione con una assidua campagna disinformativa sul proprio mandato, in primis di Draghi e Weidmann. Che ha ingannato quasi tutti gli economisti, poiché quasi nessuno conosceva lo snello statuto BCE, che era difficoltoso reperire perfino nel sito della BCE (infatti anche l'articolo cita soltanto i complicati e ponderosi Trattati). Anche la BCE è sottoposta ai Trattati e al proprio statuto, che deriva dai Trattati, inclusa perciò la COGENZA dell'obiettivo secondario in deflazione o con tasso d'inflazione sensibilmente inferiore al target del poco sotto il 2%. L'unico organo deputato a interpretare i Trattati, come riconosce perfino l'articolo che s’inventa un vincolo giuridico inesistente, è la CGUE, non certamente la Corte Cost. federale tedesca. Ma anche su questo fino al 2015 e forse oltre si faceva confusione (v. il suo ricorso del 2014 contro le OMT, decise nel 2012; molto meno in occasione del ricorso tedesco del 2017 contro il QE del 2015). Nell'ambito del Consiglio Direttivo della BCE la Germania vale 1/25. Può solo chiamarsi fuori, se la sua Corte Cost. glielo vieta. Ma così facendo provocherà il fallimento dell'Euro, dal quale essa trae i maggiori vantaggi.