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  1. Emilio Rispondi
    In questo articolo risalta ovviamente all'occhio come ci sia una predominanza tedesca in Europa, sia per paventata "giustizia" delle corti tedesche (nessun altro stato europeo ha questo "atteggiamento") sia per le decisioni e il peso economico all'interno dell'EU superiore al valore della Germania su tutta l'Europa su cui necessariamente si deve rapportare come una parte e non il tutto, che a mio avviso va al di la dei trattati. Quindi più che una "Riforma dei Trattati" sarebbe necessaria una "riforma del potere decisionale e giuridico in Europa e sulla BCE come sua parte" !!!
  2. Henri Schmit Rispondi
    Interessante, ma non sarei troppo pessimista. Già nel 1999/2000 gli esperti discutevano se il compito della BCE se limitasse alla stabilità dei prezzi o se dovesse tener conto anche dell'occupazione. La questione va risolta dalla BCE che per forza interpreta il proprio ruolo (anche a testo invariato) e/o dal legislatore europeo, il Consiglio (unanimità) e i Parlamenti nazionali (ratifica). Il BVerfG non c'entra, mi sembra. Difficile immaginare che possa censurare una politica monetaria più flessbile come violazione delle competenze (europee! non semplicemente della BCE), perché contrariamente al caso PSPP deciso il 5 maggio qua non si tratta per la BCE di supplire a mancanze di politica economica e finanziaria di ALCUNI stati attraverso misure monetarie che aumentano - senza intervento del legislatore UE, quindi del Parlamento tedesco - il rischio dei cittadini-contribuenti degli ALTRI stati. Un obiettivo di inflazione più alto, per favorire crescita ed occupazione attraverso la politica monetaria, interessa tutti nello stesso modo, beneficia a tutti e pesa su tutti. O sbaglio?