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  1. Ferdinando Rispondi
    Tutti dati assolutamente previsti, iscritti nel modello economico della società industriale che stiamo vivendo.. come lo è il fatto che se si raggiungerà una certa parità o ci si approssimerà ad essa, questo varrà solo per una piccola porzione più socialmente fortunata. Mi è parsa viva la lezione di Ivan Illich in “Gender” (1984). Profetico Illich indaga “il passaggio da un mondo sotto l’egida del genere ad uno sotto il regime del sesso”ricostruendo i mutamenti nei modi della percezione del corpo e delle sue relazioni col mondo nel passaggio dalla antica società vernacolare e conviviale alla società industriale. Gli autori dell'articolo conoscono Illich ? Credo che la “crisi” in cui siamo per la sua lettura non possa fare a meno di questo pensatore. Ferdinando Brandi
    • Pippo Calogero Rispondi
      Certo, la società industriale in cui stiamo vivendo, nella quale il 75% del PIL italiano è dato dai servizi.
  2. Michele Rispondi
    Sono davvero stupito da questi dati e mi chiedo se l'ISTAT, che non brilla certo nel trovare dei campioni attendibili, si renda conto di quello che dice, ricordo infatti che nei primi anni duemila i questionari ISTAT (fui scelto per una statistica) chiedevano ancora se la casa avesse il bagno all'interno del fabbricato o in giardino! Comunque, bando alle polemiche. Io credo che ormai la quasi totalità dei papà e dei mariti stia con i figli e si dedichi alla casa, tanto quanto le mogli. Certo parlo di coppie in cui entrambi lavorano a tempo pieno! Porto la mia esperienza e quindi non ho pretese di rappresentare la società nel suo complesso, in ogni caso il ritratto che viene fatto in questo articolo mi pare davvero fuori dal tempo
    • Luca Neri Rispondi
      Credo anche io che questi numeri vadano interpretati con molta prudenza. Sarebbe molto utile poter valutare nel dettagli la metodologia della ricerca e i questionari utilizzati. A chi è stato somministrato il questionario? Era auto-somministrato? Qual è stato il tasso di risposta? Sono stati intervistati contestualmente uomini e donne dello stesso nucleo familiare? E' stato chiesto, sia agli uomini che le donne, in che modo veniva suddiviso il lavoro domestico? In che modo sono state riconciliate le incoerenze nel reporting tra uomini e donne dello stesso nucleo familiare? In che modo è stato condotto il data cleaning? L'analisi consente di stratificare per il differenziale salariale all'interno della coppia? Qual è la quota di soggetti intervistati che ha riportato dati incoerenti? Come sono stati gestiti questi casi? In che modo è stato gestito il social desirability bias? Sono state usate scale di controllo (come ad esempio viene fatto con i test di personalità, ad esempio le scale F, K, L, VRIN, TRIN del MMPI)? Il questionario utilizzato è stato validato precedentemente? Con quale metodologia?