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  1. Marcello Romagnoli Rispondi
    Siamo sicuri che le pensioni siano un reale problema? I conti dell'INPS sono sotto stress per le pensioni o per l'erogazione della cassa integrazione su cui molte aziende fanno i conti in modo non sempre corretto? Agire sulle pensioni è una scelta politica non economica. Se si vuole tagliare le pensioni perché ce lo chiede la UE è già ragione sufficiente per dire di no. La UE ha dimostrato oltre ogni ragionevole dubbio la sua incapacità di dare ricette economiche valide. Se è per garantire il pagamento degli interessi sul debito ancora peggio. Prima i cittadini, specie i più deboli, poi le banche soprattutto straniere. La gestione degli interessi sul debito pubblico è stato poco efficiente a cominciare dal 1981 e anche oggi si emettono titoli in dollari con rendimenti irragionevolmente alti dedicati ad alcune banche internazionali. Se si diminuiscono le pensioni, non sarà per diminuire le tasse ai cittadini o alle PMI. Chiedo se i calcoli che vengono fatti sulle erogazioni delle pensioni si parla di valori netti o lorfi
  2. Luca Battaggia Rispondi
    Per responsabilizzare gli evasori fiscali e' necessario scindere l'INPS in due casse: una per i contributi da lavoro dipendente e una per tutti gli altri. Ogni cassa pagherà prestazioni diverse (pensioni e disoccupazioni) in pro-rata, per evitare di confondere finti poveri (evasori) con veri poveri. Ricalcolo contributivo di tutte le pensioni , integrate in logica redistributiva dalle pensioni piu' alte ma solo all'interno delle rispettive casse (lavoratori dipendenti piu' ricchi aiutano quelli piu' poveri)...e lavoratori autonomi piu' ricchi aiuteranno gli autonomi più poveri.
    • toninoc Rispondi
      Responsabilizzare i "ladri di servizi pubblici"? Questo sono gli evasori. I politici che non perseguono seriamente l'evasione fiscale e contributiva sono i loro complici protettori.
  3. toninoc Rispondi
    I ricalcoli delle pensioni hanno sempre visto la loro diminuzione in termini di potere d’acquisto. Le indicizzazioni sono calcolate sull’inflazione “programmata” ma il ricupero è sempre molto inferiore all’ inflazione reale. L’evasione contributiva da lavoro in nero non è adeguatamente combattuta e sanzionata e questo provoca gravissimi danni alle casse dell’INPS. Si ipotizza di sostituire le reversibilità con un’ipotetica assistenza ai superstiti (riaprendo magari le mense dei poveri?). I diritti acquisiti dai comuni mortali pensionati sono sempre stati modificati a loro danno, fatti salvi quelli dei parlamentari ed equiparati. Per il pensionato medio è sempre stato difficile capire tutti i calcoli e le statistiche illustrate, di oggi e di ieri. Diventa semplicissimo capire e constatare che ogni anno le loro pensioni perdono molto potere d’acquisto e la corda è ormai tesa al massimo. Con l'avanzare dell' età avanzano anche i problemi di salute già oggi aggravati da una Sanità che in barba agli elogi del periodo coronavirus, fa differire le visite specialistiche di molti mesi e talvolta anni. Se hai soldi ti curi altrimenti incrodia le dita. Egregi Professori, studiate come rimpinguare le casse dell’Inps. Non è difficile: basta far pagare i contributi e le tasse a tutti secondo le norme previste dalla Costituzione ed un passo avanti sarà compiuto . Abbiamo già tanti disoccupati sul piede di guerra, non aggiungiamo anche i pensionati. In passato non ha portato fortuna.
  4. bob Rispondi
    prof. Gronchi cosa ne pensa della vergognosa situazione Fondazione Enasarco/INPS e degli oltre 500 mila contribuenti " silenti" a cui non rimane nulla in mano dopo una vita di lavoro e di onerosi contributi versati?
  5. Savino Rispondi
    Le pensioni percepite oggi sono molto spesso esagerate rispetto alla quantità di contributi versati, se è vero. come è vero, che c'è chi le percepisce dal 1980 (40 anni di pensione per molto meno di 40 anni di versamenti).