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  1. Carlo Rispondi
    Articolo comprensibile, in pratica il sistema attuale di indicizzazione per i contributivi misti e puri, tra cui l’opzione donna, rappresenta un danno perché col passare del tempo scende il potere di acquisto dei contributi accantonati perché vengono indicizzati alla sola inflazione e non alla crescita. Quindi in teoria converrebbe non avere una pensione statale ma investire i contributi in un indice azionario, in quanto le azioni danno una rendita periodica (dividendo) e aumentano di valore se c’è crescita del pil ed inflazione (siccome l’utile è la differenza fra i ricavi ed i costi, l’inflazione fa aumentare i ricavi ed i costi ma i ricavi sono sempre superiori ai costi). Inoltre se “il sistema contributivo mima una “banca” che, a ciascun lavoratore, intesta un conto corrente virtuale dove prima depositare i contributi e poi prelevare le rate di pensione” come mai sono previste 13 rate mensili e non 12?
  2. Andrea A Rispondi
    Giusto e ragionevole. Ma qualcuno si troverà con meno soldi in tasca, quindi sarà difficile politicamente. Anche se questi soldi sono un privilegio che grava sulle spalle dei contribuenti meno vecchi.
  3. toninoc Rispondi
    Egregio Professore, devo confessarle che (colpa mia che ho fatto solo le madie inferiori ) non ho interiorizzato granché del suo articolo e chiedo venia per ciò. L'unica cosa che ho recepito, perché coinvolto personalmente, è la teoria secondo la quale la"pensione sarebbe irreversibile (come in Svezia), cioè il coniuge superstite non può “ereditarla”. Forse,( sempre per mia ignoranza) ho male interpretato. Secondo Lei quindi, se dovessi morire prima di mia moglie, lei, mia moglie, mi dovrebbe seguire in breve tempo per mancanza di alimenti. Come si fa a paragonare il nostro welfare a quello della Svezia? Con un paese diviso in 2 metà, dove al sud si vive maggiormente con un solo reddito per famiglia, spesso da pensioni al limite della sussistenza e con una reversibilità al 60%, se va bene?. La situazione della Svezia, secondo quanto raccontato da tutti gli organi di informazione, è notevolmente diversa e migliore di quella Italiana per mille motivi che non Le elenco per cui; come si fa a fare ipotesi di raffronto fra Italia e Svezia? Le Sue Ipotesi, saranno certamente esatte per far quadrare i conti dell' INPS, non certo di quelli che avrebbero diritto alla reversibilità, abolita per il pareggio di bilancio. Mi dica che ho male interpretato, La prego. Le teorie economiche possono essere scientificamente tutte valide , purché si facciano tenendo conto delle situazioni sociali del Paese in cui si applicano... se si vogliono evitare problemi sociali. Cordialità.
  4. Gianni Rispondi
    Articolo interessante, ma postula la convinzione che il sistema debba essere in equilibrio nel breve e medio periodo e non nel lungo. E si continua ad ignorare che un sistema che mima le banche non tollera la contribuzione figurativa, elargita a piene mani a cassaintegrati e disoccupati.
  5. angelo rota Rispondi
    mi scuso ma credo di non capire il meccanismo progettuale che l'articolo vuole proporre all'indicizzazioni delle pensioni. Premesso che non concordo con l'indicizzazione suddivise per fasce, penso sia piu equilibrato fissare il l'aumento percentuale del costo della vita ad un livello base di pensione (es. 1550). Cosi le differenze di trattamento pensionistico legate alla professionalità maturata restarenno costanti..
  6. Aldo Ferreri Rispondi
    Caro professore, l'indicizzazione più efficace e più giusta è quella legata al Pil nominale, come è quella praticata in Germania. Che è il paese che cresce di più e dove la gente è contenta di vivere. Lavorate tutti per questo obbiettivo e in Italia riprenderà la crescita. L'Italia non cresce come gli altri paesi da quando Amato ha indicizzato solo parzialmente le pensioni all'inflazione, costringendoli ad una perdita strutturale del potere di acquisto con effetti nefasti sulla crescita dell'economia.