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  1. Jorge Rispondi
    Sostenere che la popolazione nera sia il 13% della popolazione USA mentre tra le vittime della polizia un quarto siano neri non dimostra alcuna discriminazione nei confronti dei neri: più significativo sarebbe il confronto di quest'ultimo dato con la quota di neri tra la popolazione carceraria USA, che mi risulta pari a circa il 40%. Sembrerebbe che tra chi commette reati i neri siano meno a rischio di violenza da parte della polizia. Potrebbe ovviamente esserci discriminazione nel fatto che siano così tanti i condannati neri, ma forse sarebbe più da parte dei magistrati che dei poliziotti. Poco so del merito della questione, ma sarei più cauto nel scegliere la correlazione tra variabili.
  2. Giuseppe GB Cattaneo Rispondi
    Ciò che mi preoccupa è che quello che accade negli Stati Uniti dopo qualche tempo accade anche in italia
    • alberto pera Rispondi
      Premetto: la cronaca dell'omicidio di Floyd è veramente terrificante, perché mostra l'atteggiamento di arroganza incosciente di tutti i poliziotti coinvolti, probabilmente comune alla maggioranza dei corpi di polizia negli USA. Però, da una consultazione casuale dei dati disponibili in rete risulta che: Minneapolis è una delle città più pericolose degli USA; il crime rate è del 20 per mille: cioè il rischio di subire reati è del 2 per cento; il numero di omicidi, sebbene dimezzato dal 2015 è ancora tra i più alti nel paese (48 nel 2019 su una popolazione di 460mila persone: per fare un confronto a Roma sono stati 13 su 3.5 milioni); gli atti di violenza sono per l'85 per cento da parte dei neri, mentre per il 60 per cento sono subiti dalle altre etnie. Questo per dire che la violenza della polizia è anche il riflesso di una non risolta situazione sociale. Senza affrontare i temi dell'intervento di sostegno, del welfare ma anche dell'integrazione economica, il solo intervento sulle forze di polizia non basta.
    • Nicola Rispondi
      Penso possa stare tranquillo, se considera il dato stridente della percentuale dei carcerati USA rispetto a quella italiana, unita all'inefficienza del sistema penale nostrano, che si manifesta nelle centinaia di migliaia di prescrizioni che si verificano ogni anno, nonostante il numero molto elevato, in Italia, di fattispecie di rilevanza penale. L'Autore afferma che negli USA "Per le fasce più marginalizzate della popolazione, forze dell’ordine e sistema carcerario sono divenute il punto di contatto principale con i pubblici poteri." In Italia, dove lo stato sociale rimane abbastanza presente, questa valutazione penso sia applicabile solo a frange marginali di popolazione, legate soprattutto al traffico ed al consumo degli stupefacenti.