logo


  1. Henri Schmit Rispondi
    Gli autori sostengono che 1. il governo italiano abbia giocato bene il primo tempo della partita (la definizione della nuoce risorse europee, peraltro non ancora chiuso) e 2. che si troverà una formula di compromesso (alla chiusura del primo temo) per permettere a primo ministro olandese di salvare la faccia. Pensò esattamente il contrario: 1. Il governo Conte a perso su tutta la linea (inclusa la faccia, se l’avesse), salvo per la chiave di riparto vantaggiosa (esito scontato) e la quota cospicua di trasferimenti. Non bisogna però ignorare l’altra faccia della medaglia, le modalità d’uso dei contributi concessi, le quali rinforzano le procedure di approvazione e di controllo. Questo elemento è la novità meno evidente dello strumento: si promettono più risorse comuni in cambio ad una più stretta sorveglianza della spesa dei paesi beneficiari soprattutto di coloro che finora sono stati incapaci di riformare il loro sistema economico e fiscale sotto regia propria. 2. Rutte invece di perdere la faccia avrà adesso tutte le carte in mano per affinare le procedure di approvazione e i controlli sufficienti per costringere paesi incostanti, inaffidabili, recalcitranti o incapaci - per il proprio bene - di convergere (un concetto cruciale dell’eurosistema) se necessario loro malgrado. Chi ignora o occulta questo aspetto, sta preparando la prossima catastrofe (divergenza fra politica economica e fiscale coordinata e scelte politiche e elettorali opposte).
  2. Paolo Sbattella Rispondi
    Rimango dell'idea che occorra conoscere meglio come si articolera' e funzionera' in pratica il Recovery Fund. Mi sembra ancora prematuro dare un giudizio sullo stesso, penso si possa dire che puo' rappresentare uno stimolo per la ripresa economica. Ma solo uno stimolo. Occorrono altre misure e soprattutto un grande scatto di reni da parte dell'intera nazione italiana.Oltre alla riforme di cui si parla molto in queste settimane (ma occorre farle e non annunciarle) va fornita subito liquidita' alle imprese, vanno fatti ripartire subito cantieri e le opere pubbliche, va tagliata la spesa pubblica improduttiva, va alleggerito e reso più efficiente lo Stato che non tiene il passo dell'odierna economia digitale, va stimolata concretamente l'imprenditorialita' , va alleggerita la pressione fiscale, va sostenuta l'innovazione, va tutelato il Made in Italy e le nostre esportazioni, vanno fatti rientrare i capitali italiani detenuti all'estero ed altro ancora. Altro punto di forza dell'Italia e' il risparmio dei suoi cittadini che va drenato maggiormente verso la sottoscrizione dei titoli del debito pubblico, aumentando ulteriormente la percentuale dello stesso in mani italiane. L' esempio più eclatante e' il Giappone, terza economia del pianeta. Un'Italia più forte e più consapevole delle proprie qualita' potra' essere così più convincente e rispettata sui diversi tavoli e vertici europei ed internazionali dove si decide. E' un ruolo a cui mirare e da raggiungere.
  3. Piero Rispondi
    Ci potrà salvare solo la BCE, con la cancellazione del debito. La monetizzazione pro quota del debito non è vietata dal trattato; trattasi dell’unico strumento di politica monetaria espansiva che potrà essere utilizzato dalla BCE per raggiungere i suoi obiettivi, in questa crisi; la BCE deve aumentare la base monetaria, l’ultimo comunicato dell’Eurostat, ha rilevato la diminuzione dell’inflazione dal 1,2% allo 0,7%; nonostante il nuovo QE, abbiamo che si va verso la deflazione, siamo ben lontani dal 2% di inflazione che dovrebbe essere garantito, almeno tendenzialmente, dalla BCE. La BCE non può subire l’influenza delle istituzioni europee. Per garantire la stabilità dei prezzi e quindi della moneta, alla BCE dovrebbe essere tutto permesso, ad eccezione di ciò che è espressamente vietato. Nel raggiungimento della stabilità dei prezzi, la BCE deve anche rispettare i principi di cui all’art. 119 del TFUE (principio di un’economia di mercato aperta e in libera concorrenza). L’art. 123, per il rispetto del principio di un’economia di mercato aperta e in libera concorrenza, e per non compromettere il buon funzionamento dell’unione economica e monetaria (art.121, c.), vieta l’acquisto diretto dei titoli di debito degli stati membri da parte della BCE e delle BCN. Nel nostro caso, la monetizzazione si attua con titoli già acquistati con i precedenti QE; la cancellazione dei titoli verrà realizzata in proporzione alla partecipazione di ogni stato alla BCE, quindi non vi sarà nessun privilegio esclusivo per un singolo stato membro, tutti beneficeranno di tale manovra di politica monetaria espansiva con strumenti non convenzionali, non verranno violati i citati principi europei.
  4. Henri Schmit Rispondi
    “I piccoli paesi del nord”, i 4 “rigoristi”, hanno insieme, rispetto all’Italia, 2/3 della popolazione, ma un PIL superiore: NL la metà per un quarto della popolazione, Austria e Svezia 1/4 ciascuno, Dk un quinto per meno di un decimo della popolazione. Basta stigmatizzare questi paesi come meno europeisti, sono solo più responsabili. Se hanno chiesto prestiti invece di contributi, era per garantire la possibilità e l’efficacia di controlli. Nella trattativa insisteranno su questo. Contrariamente a quanto sostenuto dagli autori, non sarebbe possibile realizzare il programma senza di loro, perché parte del budget a 27 (QFP). I veri anti-europei sono cisalpini: non solo i nazional-sovranisti potenzialmente maggioranza parlamentare, ma anche il supporto che ricevono nell’opinione pubblica fondata sui pregiudizi dei falsi europeisti che promuovono l’assistenza in forma di contributi europei invece delle riforme attese da 30 anni.
  5. bob Rispondi
    21 vergognose consorterie e non l' Italia farà scempio di queste risorse. " Occorre una visione strategica......" la visione strategica può averla solo un sistema- Paese. "condizioni rigorose,..." fossi l' Europa farei condizioni più stringenti ancora con progetti presentati alla commissione europea e finanziati dalla stessa dopo verifica. Precedenti? Vedere ; https://www.ilmessaggero.it/pay/edicola/amatrice_ospedale_angela_merkel-4195745.html
    • Alles gute Rispondi
      "Scherzi a parte, fu questa cerimonia l’occasione per sancire l’accordo, annunciato mesi prima. Ovvero la donazione di 6 milioni di euro per ricostruire l’ospedale. «Deve essere un dolore immane perdere la propria casa», disse Merkel. E poi scattò la foto ricordo, con tanto di consegna della felpa griffata Amatrice. Da quel giorno, sono stati portati avanti tutti gli step per ricostruire la struttura. Fino a quando, lo scorso ottobre, è avvenuto il cambio di guarda all’interno della struttura commissariale per il terremoto, alle strette dipendenze di Palazzo Chigi. Via la deputata pd Paola De Micheli, dentro il geologo, su indicazione del sottosegretario Vito Crimi, Farabollini. Nemmeno due mesi ed è partito conflitto. Che rischia di paralizzare l’opera e che sta mettendo in imbarazzo il governo tedesco, poco abituato a queste guerre burocratiche davanti alle emergenze. Nel dubbio i finanziamenti sono fermi." Questa è la storia di un paese malato, non di 21 consorterie. E' la storia di una politica becera che gioca sulla pelle degli italiani, altro che a favore del popolo. Come era la storia del Covid che si esce tutti insieme?
      • bob Rispondi
        giustissimo!! " Questa è la storia di un paese malato, non di 21 consorterie.." ! Malato di 21 consorterie ognun per se. La folle gestione del Covid dove 2 "governatori" in particolare hanno fatto campagna elettorale patetica, ha prodotto molti più danni dell'epidemia stessa. Il settore turistico con queste scellerate iniziative ( una su tutte certificato sanitario) distruggerà l'intero comparto. Non ci fidiamo tra di noi volete che si fidano altri Paesi? Approssimazione, dilettantismo, incompetenza, provincialismo, localismo becero, nepotismo parentale, visione gretta è il risultato di consorterie cosa altro se no???
  6. PURICELLI BRUNO Rispondi
    Qualunque sia la qualità e quantità del carburane potenzialmente disponibile, con equipaggi inesperti (e sovente presuntuosi), con un comandante che non sa come far lavorare gli equipaggi perchè privo lui pure di esperienza e dipendente da alcuni degli equipaggi ogni navigazione risulterà insoddisfacente, non per cattiva volontà di tutti i responsabili ma perché non saprebbero come fare e cosa fare in quanto impreparati. La buona volontà non basta. Lascino ad altri tale responsabilità e che sia l'ultima volta che mettiamo ragazzini nelle cabine di regia!
  7. Piero Rispondi
    Una bella proposta! si aumentano i contributi europei dello 0,60% dei pil degli Stati membri, fino a che la Commissione avrà rimborsato il debito. Oltre all’aumento dei contributi diretti si avranno delle tasse comunitarie. L’Italia pagherà 10 miliardi all’anno fino a che il debito di 750 miliardi non verrà rimborsato dall’UE (si parla dal 2027, al più tardi 2058). Di seguito il passaggio della decisione della commissione europea. “To provide the necessary budgetary capacity to accommodate the potential liabilities relating to the financing of Next Generation EU and in accordance with the requirements of budgetary discipline, the revised Own Resources Decision will include an exceptional and temporary increase of the own resources ceilings for commitments and payments by 0.6% of EU gross national income. The expansion of the ceilings will be used for the sole purpose of addressing the COVID 19 crisis needs and limited to the duration needed to cover these liabilities.” “The funds raised will be repaid after 2027 and by 2058 at the latest. This will help to relieve pressure on Member State budgets at a time when public finances are under severe strain, while ensuring that all obligations arising from this debt issuance will be honoured from future EU budgets. To facilitate the repayment of the market finance raised and further help reduce the pressure on national budgets, the Commission will propose additional new own resources at a later stage of the financial period.”
    • Giuseppe Rispondi
      Mi ha appena chiamato il Ragioniere Generale dello Stato, il quale aveva letto il suo intervento. Trascrivo le sue testuali parole: se ciò che scrive il Sig. Piero è accurato, trovatemi subito una penna perché io, a nome dell’Italia, firmi immediatamente. Con un PIL in calo drammatico, il nostro aumento di contribuzione al bilancio dell’UE sarà trascurabile; diverremo beneficiari netti (mentre adesso siamo contributori netti) e ci metteremo - per anni ed anni - al riparo dalle reazioni dei mercati finanziari, che dopo ogni dichiarazione degli gnomi economici della Lega, prima ridono, poi alzano il tasso da farci pagare sui titoli del debito pubblico. Peccato che, nel 2018, quasi 11.000.000 di Italiani adulti abbiano spedito così tanti asini in Parlamento!
      • Piero Rispondi
        Da precisare che i 750 sono per tutti i paesi; dobbiamo vedere l’importo del contributo a favore dell’Italia, non credo che sarà ciò che è stato annunciato da Gentiloni, la ripartizione dovrà essere accettata da tutti gli stati membri nel Consiglio e poi ratificata dai singoli parlamenti. Pagare 10 miliardi aggiuntivi al bilancio europei, per riprenderne se tutto va bene 80 (ripartiti nel 2022/2023 e 2024) mi sembra un fallimento, già solo nel prossimo bilancio abbiamo ripagato l’intero contributo. Il recovery fund è si una grande occasione da non sprecare, per portare avanti l’unione fiscale europea, non per risolvere i nostri problemi che tutti conosciamo.
        • Henri Schmit Rispondi
          # Pietro: La sua giusta osservazione mi costringe di aggiustare il mio conto: non solo la quota prestito (81 miliardi) se utilizzata aggraverà il debito nazionale, ma, presumo, anche la quota nazionale dell'intero debito comune! Cioè 750 x 13% = 97 miliardi. Non 10 miliardi di ammortamento annuale (non capisco come la cifra sia stata calcolata), più gli interessi, ma l'intera quota italiana farà parte del suo debito. Sbaglio qualcosa? Di sicuro, né Gentiloni, né Sassoli, né Conte, né Gualtieri, né tanti altri ne capiscono qualcosa. Sono davvero preoccupato per l'improvvisazione, l'incompetenza e l'irresponsabilità con la quale il governo, e altri, affrontano la questione.
          • Piero
            Il recovery fund è una timida ipotesi di fiscalità europea, certo non servirà per l’emergenza. Il recovery con altro nome sarebbe dovuto essere istituito fin dall’istituzione dell’euro. Già abbiamo avuto tre bilanci settennali europei, nel cassetto potevamo avere 2.250 miliardi da distribuire per riequilibrare le economie dei paesi euro. Per la crisi Covid solo la BCE può fare qualcosa subito.
  8. Henri Schmit Rispondi
    Dell’articolo troppo eufemistico salvo due frasi, entrambe incomplete: “La Commissione sorveglierà sulla destinazione dei contributi erogati, com’è naturale che sia. - Ma il secondo tempo, quelli in cui si deciderà come spenderli, è ben più impegnativo.” Da mesi il governo assecondato dagli esperti chiede ingenti risorse comuni condivise fra paesi al pro rata della loro partecipazione al bilancio, allocate secondo una chiave diversa e che ognuno investe come meglio crede. La richiesta-faro erano gli eurobond. La commissione propone esattamente l’opposto: condizioni rigorose, non solo per destinazione, ma per uso e per sistema da riformare, i.e. progetti, selezione, controlli e sanzioni. Chi tace questo, fraintende la natura dell’UE, indebolisce il proprio paese, inganna l’opinione e porta acqua al mulino dei nazionalisti anti-europei. Un altro equivoco riguarda il rifinanziamento con risorse fiscali europee. L’11% del bilancio comune è già alimentato da una tassa europea, l’IVA. Gli stati fissano solo le aliquote, l’incassano sui loro contribuenti e, per costringerli a lottare contro l’evasione, versano all’UE una percentuale teorica. Varie tasse nuove potrebbero seguire questo modello, ma saranno sempre prelevate dai paesi sui loro contribuenti. Al netto il NGEu da €750 miliardi beneficia all’Italia che partecipa al 13% ma riceve il 23% di cui oltre il 10% come grants. Il debito pubblico aumenterà per la quota utilizzata del prestito che coincide più o meno con il 13%.
  9. Savino Rispondi
    Sarà un successo solo se l'Italia lo utilizzerà per il ricambio generazionale in tutti i settori. Non ci si permetta di far cambiare auto. PC. TV ed elettrodomestici ai poveracci.