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  1. silvano Rispondi
    Mi sembra che continui la confusione sul termine regolarizzazione ; se si riferisce al rapporto di lavoro è sicuramente una battaglia sacrosanta ed è ovvio che darebbe un incremento del gettito fiscale ( non solo IVA ma anche IRPEF e contributi social). Se invece si intende sanatoria per coloro che sono in Italia in maniera irregolare mi sembra un bluff visto che è ben noto che gli immigrati che lavorano nei campi agricoli soprattutto del sud son in larga parte regolari. D'altra parte chi li assume già fin d'ora protrebbe farlo con contratti regolari ma evidentemente non ha interesse a farlo. Ed inoltre con la vasta disoccupazione che c'è in quelle aree non avrebbero difficoltà ad assumere personale italiano.
  2. Fabrizio Razzo Rispondi
    Pur apprezzando lo sforzo dottrinale mi pare il solito calcolo da tavolino senza contatto con la realtà. Anche acquisendo quanto fornito dai commenti precedenti, dall’approfondimento di Alberto Brambilla su Itinerari Previdenziali, al quale potete riferirvi per i dettagli statistici, sui dati forniti dall’INPS, risulta che i rapporti di lavoro degli immigrati sono alquanto mobili e di breve durata: dalla passata sanatoria l’INPS ha registrato tra il 2012 e il 2013 un aumento di circa 100mila iscritti che sono rimasti tali esattamente il tempo della durata delle istruttorie presso gli sportelli unici dell'immigrazione, in grande prevalenza maschi, puntualmente usciti dal fondo in questione nell'anno successivo. Decine di interventi della guardia di finanza hanno documentato la presenza nel territorio di organizzazioni di commercialisti, avvocati, e intermediari italiani e stranieri finalizzate alla presentazione e alla gestione delle pratiche a pagamento, simulando i rapporti di lavoro anche per favorire nuovi ingressi di persone dai Paesi di origine. Buona parte degli “imprenditori “ erano stranieri che favorivano così la regolarizzazione di parenti e conoscenti. Tornando subito dopo fuori regola. Ecco uno dei molteplici effetti negativi della nuova sanatoria.
  3. Mahmoud Rispondi
    Regolarizzare il lavoro nero fa bene al fisco, regolarizzare lavoratori stranieri fa male ai livelli salariali ed ai disoccupati comunitari.
  4. Giuseppe Moncada Rispondi
    Proprio stamani con altri due amici, uno ex deputato e sindacalista , l'altro, come me pensonato della P.A, parlando della situaziione in Sicilia si osservava che il lavoro nero è diffusissimo sia a livello di aziende che nei lavori privati. Ed infatti , un artigiano bravo, prorietario di una azienda per fare infissi, su quattro operai che aveva tre erano in nero. I tre in nero lo avevano lasciato, causa Coronavirus, prendevano il reddito di cittadinaza. Per cui aveva difficoltà ad prendere altri lavori,La considerazione che facevamo era, fino a quando non si farà uno sforzo serio per eliminare questa grossissima piaga, sopratutto del meridione, sarà difficile che potremo sollevarci dal baratro in cui stiamo avviandoci. Condivido in pieno il prezioso scritto dei due autori.
  5. umberto Rispondi
    Impossibile regolarizzare una badante albanese o ucraina o che arriva da un paese extracomunitario perchè : 1) fotosegnalazione...e quando mai se è arrivata clandestina ??? 2) autodenuncia all'arrivo...e quando mai...??? 3) documento di un ente pubblico...una clandestina..??? Mi sembrano regole demenziali