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  1. Fabrizio Razzo Rispondi
    Premetto l’auspicio che, pur non essendo politicamente corretta , questa nota stavolta venga pubblicata. Non entro nelle technicalities ma non è possibile protrarre il giro vizioso di importare clandestini, foraggiando la criminalità internazionale e le potenti lobbies dell’accoglienza, farli lavorare in prima battuta con condizioni schiavistiche che impediscono l’occupazione degli autoctoni disoccupati, poi farli disperdere sul territorio preda di attività illegali ma ben più lucrose. Con impatto socioeconomico devastante nel medio lungo termine (vedi UK, F, S, B, NL,…..).
  2. Franco Rispondi
    «La crisi legata al coronavirus ha già dimostrato che si può verificare una grande difficoltà nel reperire personale per l’attività produttiva: emblematico è il caso del settore agricolo. Nella fase 2 sarà poi rinforzato il monitoraggio delle condizioni e degli ambienti di lavoro, rendendo verosimilmente più complicato impiegare forza lavoro irregolare. Legalizzare è ovviamente il modo più diretto per rimediare a entrambe le problematiche.» Gli autori considerano il non poter "impiegare forza lavoro irregolare" come una problematica da risolvere?