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  1. Giuseppe Cusin Rispondi
    A mio avviso, l'articolo mostra come sia poco convincente pensare di affrontare una crisi economica come quella che stiamo vivendo, chiedendo aiuti consistenti agli altri paesi dell'UE. Non sarebbe meglio che l'Italia pensasse a darsi da fare subito, senza aspettare aiuti, spiegando agli italiani che uscire dalla crisi porterà sacrifici per tutti i cittadini? Il debito pubblico è destinato ad aumentare, ma se l'Italia mostrasse di voler risolvere con decisione i propri problemi, accettando sacrifici notevoli, ne trarrebbe solo vantaggi. Sarebbe costretta ad intervenire sui grandi problemi dell'economia italiana: evasione fiscale, corruzione, istruzione, sanità, infrastrutture, protezione del territorio, disuguaglianze, e cosi via. Per le risorse necessarie, una imposta ordinaria del 3 per mille sulla ricchezza, aumentata al 5 per mille per il 10 per cento delle famiglie più ricche, che possiedono il 44 per cento della ricchezza totale, darebbe un buon gettito senza impoverire nessuno e mostrerebbe un impegno serio a tenere sotto controllo il debito pubblico. Come conseguenza lo spread diminuirebbe (ora il tasso d'interesse per titoli decennali è quasi zero nei mercati internazionali), eliminando così una delle cause principali dell'aumento del debito pubblico.
  2. Alberto Chilosi Rispondi
    L' aumento ingente del deficit e del debito pubblico di Germania e altri paesi dell' Eurozona aiutano l' Italia in due modi: l' aumento della domanda aggregata si traduce in parte in un aumento della domanda per le nostre esportazioni e l' aumento del debito in un aumento degli acquisti possibili del nostro debito da parte della BCE senza violare la Key. Questo è già qualcosa di cui tenere conto. Più gli altri spendono e fanno deficit, tanto meglio per noi nelle circostanze presenti.
  3. umberto scaccabarozzi Rispondi
    " Questa proposta....costituirà il primo nucleo concreto di una Federazione europea indispensabile al mantemimento della pace....." dal Testo integrale della dichiarazione Schuman -9 maggio 1950
  4. umberto scaccabarozzi Rispondi
    Il 9 maggio prossimo sarà l'inaugurazione della Conferenza sul futuro dell'Europa,coincide con il 70° anniversario della Dichiarazione Schuman il cui fondamento era l'impegno finalizzato a conseguire la Federazione europea.I federalisti auspicano che una avanguardia,non gli stati scandinavi e alcuni stati europei orientali,lotti a sostegno del la fondazione dell'Europa federale,sovrana,democratica e solidale.
    • LUCIANO PALLINI Rispondi
      ho riletto la dichiarazione Schuman. Non riesco a trovare il passaggio in cui esprime l'impegno verso la Federazione europea, che è istituo ben chiaro e definito. Mi può aiutare atrovarle il passaggio?
    • Henri Schmit Rispondi
      Poco importa la definizione dell’obiettivo del progetto europeo e il calendario per raggiungerlo, è l’Italia l’ostacolo che rallenta e rischia di bloccare la sua realizzazione. Lo dico senza intenzione malevola, ma, al contrario, per insistere sulla crescente divergenza dell’Italia rispetto a coloro che hanno capito e agiscono di conseguenza. Servirebbero governi coraggiosi e coerenti che per uno, due decenni riformino il paese sempre nella stessa direzione (come più o meno accade altrove). Con tutta la ricchezza naturale, culturale, umana, privata, l’Italia è un’immensa potenziale inespresso, sprecato.
  5. Pierino Postacchini Rispondi
    La monetizzazione pro quota del debito non è vietata dal trattato; trattasi di uno strumento di politica monetaria espansiva che potrà essere utilizzato dalla BCE per raggiungere i suoi obiettivi; la BCE deve aumentare la base monetaria, l’ultimo comunicato dell’Eurostat, ha rilevato la diminuzione dell’inflazione dal 1,2% allo 0,7%; nonostante il nuovo QE, abbiamo che si va verso la deflazione, siamo ben lontani dal 2% di inflazione che dovrebbe essere garantito, almeno tendenzialmente, dalla BCE. La BCE non può subire l’influenza delle istituzioni europee. Per garantire la stabilità dei prezzi e quindi della moneta, alla BCE dovrebbe essere tutto permesso, ad eccezione di ciò che è espressamente vietato. Nel raggiungimento della stabilità dei prezzi, la BCE deve anche rispettare i principi di cui all’art. 119 del TFUE (principio di un’economia di mercato aperta e in libera concorrenza). L’art. 123, per il rispetto del principio di un’economia di mercato aperta e in libera concorrenza, e per non compromettere il buon funzionamento dell’unione economica e monetaria (art.121, c.), vieta l’acquisto diretto dei titoli di debito degli stati membri da parte della BCE e delle BCN. Nel nostro caso, la monetizzazione si attua con titoli già acquistati con i precedenti QE; la cancellazione dei titoli verrà realizzata in proporzione alla partecipazione di ogni stato alla BCE, quindi non vi sarà nessun privilegio esclusivo per un singolo stato membro, tutti beneficeranno di tale manovra di politica monetaria espansiva con strumenti non convenzionali, non verranno violati i citati principi europei.
  6. Pierino Postacchini Rispondi
    La semplicità dei giapponesi, i titoli acquistati dalla loro banca centrale sono stati cancellati, in questo modo da un rapporto D/P del 240% sono arrivati a 140%.
  7. zipperle Rispondi
    chiedo scusa: correggo l'ultima mia frase del mio commento perché male espressa Naturalmente, questa non è una soluzione da perseguire in una situazione di emergenza come quella attuale, ma se non la si mette nel mirino e ci si lavora nella buona e nella cattiva sorte allora le istanze sull’Europa unita e solidale sono solo chiacchere.
  8. zipperle Rispondi
    Concordo pienamente con quanto scritto dal Prof. Perotti, aggiungendo alla sua proposta su voxeu.org la questione della sovranità fiscale. Se effettivamente si vuole un’Europa unita, solidale, ecc. allora bisogna pensare di cedere sovranità fiscale a livello nazionale e quindi dotare di fiscal capacity un’entità che andrebbe ad emettere un debito comune, da utilizzare per gestire la politica fiscale comune per ragioni ordinarie e straordinarie (come quelle attuali ad esempio). Chi comprerebbe tale debito sa che a fronte di esso ci sarebbe la capacità di raccogliere imposte a livello comunoitario e chiederebbe un premio al rischio di credito in funzione di tale capacità. Naturalmente, questa non è una soluzione da perseguire in una situazione di emergenza come quella attuale, ma se non la si mette nel mirino e ci si lavora nella buona e nella cattiva sorte allora sono solo chiacchere quelle sull’Europa unita e solidale.
  9. emilio Rispondi
    Grazie prof. Perotti lei è uno dei pochi che ha avuto l'ardire di specificare un po' meglio le cose di cui si parla. Osservo che riguardo agli eurobond al di la dei tanti schemi possibili da un lato lei sopravvaluta che come scrive la germania sia obbligata a coprire l'eventuale insolvenza di uno degli altri paesi (cosa che sappiamo romperebbe l'europa e l'euro di per se..) ci sono tanti schemi che si possono evitare per questo. Infine lei sottovaluta la differenza di emettere debito pubblico al 2% (italia) rispetto a -0,50% (germania) facciamo i conti in 10 anni la differenza è veramente elevata e forse il gioco vale la candela...
  10. Henri Schmit Rispondi
    Nell’UE c’è un rischio di squilibrio creato dalla moneta comune (scelta liberamente da tutti i partecipanti per gli enormi vantaggi che essa procura ai meno performanti) -da non confondere con il mercato unico che ne è una premessa- e politiche fiscali decise nazionalmente. Questa costruzione suppone non tanto la concorrenza (=mercato unico), quanto la CONVERGENZAdelle poli che economiche e fiscali, assunta dai fondatori come conseguenza meccanica, inevitabile. Non hanno fatto i conti con la possibilità di forze anti-europee -o semplicemente demagogiche, irresponsabili- che remano contro, divergendo e sfidando l’intera costruzione. Solo un discorso pubblico (=politici e esperti!) lucido, veritiero e responsabile può portare l’Italia su un percorso vincente. L’ignoranza e il disprezzo per la realtà costituzionale (chi decide in ultima istanza?) e fattuale (quali sono le posizioni dei partner, quali le reazioni degli altri e dei mercati) ha cacciato il paese in una posizione senza via di uscita onorevole. L’articolo documenta questa situazione. L’Italia subirà le decisioni (coerenti, conformi e sostenibili) degli altri fin quando non prevarrà l’impostazione del discorso pubblico e delle misure da prendere in un’ottica realistica e responsabile.
    • Rainbow Rispondi
      Quali sarebbero le misure da prendere responsabili e coerenti:avanzi primari annuali al 5% del Pil che vorrebbero dire 10 anni di austerita'espansiva? Unici in Europa ,abbiamo gia alle spalle 27 anni di avanzi primari che hanno portato la spesa di scopo (Sanita',Scuola,Investimenti,persino Pubblica amministrazione) al di sotto del prelievo fiscale. Questa cosiddetta “austerita'espansiva” che piace tanto agli Economisti mainstream ha comportato la compressione della spesa di scopo,ed ha massacrato la Domanda Aggregata (investimenti -30% rispetto al 2009),riducendo la crescita del Pil che ha ulteriormente alzato il rapporto Debito/Pil! Non vogliamo proprio capirlo che bisognerebbe cambiare impostazione?
      • Henri Schmit Rispondi
        Dopo la domanda retorica dell'incipit, fa un elenco di alcuni settori in cui il paese ha cambiato politica radicalmente almeno cinque volte in 25 anni, spendendo non abbastanza, ma male, sprecando per mancanza di costanza, e senz'altro anche per il vizio dei redditi collaterali, inutili, a volte occulti, e termina il suo intervento ripetendo tutto sommato il mio augurio, cambiandone forse il significato. Rispondo alla domanda iniziale, anche se retorica: bisogna definire, mantenere per 20 anni e applicare una politica coerente e convergente in tre ambiti (in ordine di importanza crescente), la giustizia (funzionamento e regole), la PA (funzionamento) e soprattutto la fiscalalità (semplicità, equità, progressività PF, abbassamento PG/imprese, neutralità per i redditi finanziari e per la proprietà immobiliare, i.e. tassare la prima casa, con una franchigia per numero di famigliari a carico). Dopo 30 anni di chiacchiere non esiste alcun programma convincente in nessuno dei tre settori, tanto meno un consenso, solo idee isolate e tanti slogan vuoti (e.g. la flat tax, celebrata anche su questo forum).
  11. Marcello Romagnoli Rispondi
    Perché la UE dovrebbe darci 1000 Minardi... 1) Noi i soldi alla Germania e Francia via Grecia per le loro banche glieli abbiamo dati. 2) perché i paesi del nord senza quelli del Sud avrebbero un euro più valutato e quindi meno esportazioni. 3) perché se l'Italia avesse una sua moneta sarebbe più competitiva sugli stessi mercati tedeschi. 4) perché con moneta sovrana potremmo investire su porti e infrastrutture e ridurre il lavoro per quello di Rotterdam. Posso continuare......Ad libidum
    • Rainbow Rispondi
      Concordo con quanto lei dice,specialmente sulla incoerenza delle politiche(sul perchè di questa incoerenza ci sarebbe molto da scrivere). Sulla tassazione concordo con quanto lei dice che,più che un problema di tasse alte (nel 2018 la pressione fiscale Italiana è sostanzialmente la stessa della Germania,al 41.5% del Pil,e ci sono altri 7 Paesi con tasse più alte rispetto all'Italia nella zona UE) c'è un problema di tasse sproporzionate che colpiscono molto i fattori della produzione,e poco le rendite; poi c'è il mai risolto problema della evasione fiscale che ci portiamo dietro da almeno 40 anni,e che ha concausato i deficit primari degli anni 80'.
  12. PaoloM88 Rispondi
    Sarebbe interessante se l'autore chiarisse qual è la sua idea di Europa unita e quale significato attribuisce alla parola unità. Ma veramente è pensabile che si possa continuare a tirare a campare in questo modo? Certo se non si decide mai nulla, non si corre il rischio di scontentare nessuno. Tutti i Paesi possono dire ogni volta di aver vinto e di aver compiuto un altro passo, piccolo ma importante, nella giusta direzione. Il problema è che questa pantomima gattopardesca non può durare all'infinito. Prima o poi infatti si dovrà dare una risposta alla domanda che l'autore abilmente elude: perché i tedeschi si rifiutano di fare una cosa che è così ovviamente nel loro interesse? La risposta, altrettanto ovvia, è che non è nel loro interesse. I tedeschi vivono oggi nel migliore dei mondi possibili. Grazie all'euro infatti evitano il danno che la rivalutazione del marco causerebbe alle esportazioni ma al contempo non attuano alcun trasferimento verso i paesi più deboli. Cosa accadrebbe se l'euro si disintegrasse? Il marco si rivaluterebbe e la competitività dei prodotti tedeschi diminuirebbe ma i politici tedeschi potrebbero vantarsi con i loro elettori di essersi finalmente liberati dei continui piagnistei dei Paesi del Sud e di non aver utilizzato neanche un centesimo del contribuente per mantenere dei fannulloni che spendono i soldi in alcol e donne. Insomma per i tedeschi l'Euro è un gioco a somma positiva oppure, nel peggiore dei casi, a somma zero. Difficile dargli torto!
    • bob Rispondi
      L' idea di Europa Unita è frutto di grandi politici e intellettuali che con l'onestà, la volontà e la veduta visionario dopo il disastro immane di 2 guerre mondiali. Alla luce dell' attuale situazione, mi viene anche da pensare che Adenaur, Altiero Spinelli, De Gasperi etc avessero già immaginato un suddivisone geo-politica in Grandi blocchi dove a fronte di realtà geografiche immense ( Cina, Russia, USA etc) una Europa- spezzatino non avrebbe contato nulla. La domanda spontanea è: vedete voi uomini di quel calibro? Io vedo solo venditori di pop corn, non solo, la cosa che deprime che non ci sia un intellettuale degno di questo nome
      • Marcello Romagnoli Rispondi
        Quei grandi politici e intellettuali però non avevano in mente questa UE, ma una più vicina a uno stato federale. Questo è un aborto di quella UE.
        • bob Rispondi
          https://formiche.net/2020/04/europa-confederale-sapelli/ O si ragiona a questo livello oppure pensiamo di risolvere l'emergenza come colui che tenta di svuotare l'oceano con un cucchiaino
  13. Henri Schmit Rispondi
    Condivido la critica, ma non voglio rassegnarmi. Il dibattito in Italia ha preso sin dall'inizio una brutta piega. Tutto è frutto di una miscela pericolosa fra ignoranza e cinismo. Quello che il prof. Perotti chiama un problema politico (da risolvere dai politici, da discutere in pubblico) è in realtà un problema costituzionale, di sovranità e di responsabilità fiscale-patrimoniale dei cittadini. Gli euro-bond sono una proposta assurda che permetterebbe agli elettori di un paese di decidere come a proprio vantaggio mettere a repentaglio il benessere (e in ultima analisi il patrimonio) degli elettori-contribuenti degli altri paesi. Con o senza epidemia e recovery fund, non se ne viene fuori senza politiche fiscali coordinate. Gli altri paesi da anni convergono, mentre l'Italia diverge. Le conseguenze di politiche comuni sono solo in apparenza simmetriche: a ben vedere solo i paesi incoerenti, instabili, inefficienti e divergenti, non quelli virtuosi e convergenti, ci rimettono della loro sovranità fiscale. La situazione è la stessa di prima dell'epidemia: o l'Italia fa riforme (amministrative, giudiziarie e) fiscali o sarà sempre più in difficoltà di sostenere il proprio debito con la propria politica fiscale) e prima o poi si troverà davanti all'alternativa fra Troika e Italeurexit. Il problema è che non esiste un piano (un'ideologia condivisa) di riforma fiscale. E come voteranno gli elettori al prossimo turno, per la flat tax o per l'inesistente alternativa?
  14. Pierluigi Zampino Rispondi
    ma iniziare a monetizzare il debito e cambiare il TFUE no? Proprio non vi piace.... in una situazione del genere avrebbe anche meno controindicazioni in termini inflazionistici (almeno nel breve). è il momento che la BCE faccia davvero la banca centrale.....
  15. Savino Rispondi
    L'Italia con l'acqua alla gola e piena di debiti ha pure la balzana idea di chiedere aiuto alle sue condizioni. Tedeschi e olandesi sono legittimati a chiederci "ma voi affrontate sempre le emergenze in deficit e in debito?". Ma una seria lotta all'evasione, una vera rivisitazione delle spese degli Enti della Repubblica (a cominciare dalla mangiatoia dei manager sanitari, che, come si vede, non hanno raggiunto nessun obiettivo) e una patrimoiniale quando si fanno?
    • giuseppe di martino Rispondi
      sottoscivo
  16. Marco Cattaneo Rispondi
    Bravo il Perotti. Buona parte delle cose che scrive sarebbero anche condivisibili. MA QUINDI ? l'Italia deve immettere CENTINAIA DI MILIARDI nell'economia per evitarne il collasso. L'architettura dell'euro lo impedisce ? l'architettura dell'euro non può reggere. Questo è il discorso di realtà che gli euristi non fanno.
    • Amegighi Rispondi
      E l'alternativa sarebbe battere moneta propria a go gò, fare un deficit monstre e spiattellare tutto sulle spalle dei risparmiatori italiani con un bel default ? Sbaglio o è qualcosa di già visto a Weimar e più recentemente in Zimbabwe ? Io posso anche ascoltare certe proposte, ma che abbiano un fondamento di verità avendo il coraggio di dire che pagheranno, in pieno, gli italiani onesti. Cioè quelli che hanno messo via i risparmi di una vita. Pagheremo anche con l'Euro ? Può essere, ma almeno abbiamo la possibilità che qualcuno ci possa in qualche modo tutelare (la BCE) e che i nostri risparmi siano garantiti in una moneta non Zimbabwiana.
  17. Umberto Rispondi
    La lettura dell'articolo fa concludere che l'autore non reputi alcuno degli strumenti citati realizzabile e nemmeno auspicabile. Al fine di favorire la comprensione e la discussione, gli chiederei a questo punto di indicare se esista, fra le tante proposte emerse in questo periodo, un'idea a suo avviso perseguibile, o quale sia in ogni caso la sua proposta.
    • Lorenzo Rigon Rispondi
      Puo' trovarla qui: https://voxeu.org/article/european-response-covid-19-crisis-pragmatic-proposal -un ex-studente
    • Marco Cattaneo Rispondi
      Le solite chiacchiere su Weimar e Zimbabwe. Monetizzare deficit per cifre enormi è quello che stanno facendo USA UK Giappone e tutti i paesi che usano la propria moneta, in pratica tutto il mondo al di fuori dell'eurozona. L'euro è un esperimento fallito per motivi che erano evidentissimi prima che iniziasse. Li avevano spiegati Kaldor, Meade, Friedman, Dornbusch, Godley e tanti altri, con chiarezza adamantina. Per quanto tempo ancora vogliamo continuare a devastare la nostra economia e la nostra società ? quanto male vogliamo ancora autoinfliggerci ?