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  1. Pierluigi Molajoni Rispondi
    Ma alla fine se si è trattato di un prestito, si rivedranno i soldi indietro? Se cioè non è stato un regalo per quale motivo Salvini si arrabbia?
    • ROBERTO PEROTTI Rispondi
      Se si rivedranno i soldi indietro si saprà solo tra molti anni, anzi decenni .... i prestiti sono a lunghissima scadenza. Che ci sia una componente di "regalo", sia alla Grecia sia all banche, è fuori di dubbio. Il regalo alle banche in particolare è stato eccessivo, ma ovviamente è un giudizio soggettivo,e all'epoca molti ritenevano che senza quel regalo sarebbero saltati i sistemi finanziari di mezza Europa. Ma è ugualmente importante quantificarlo correttamente. In ogni caso, Salvini (e tantissimi altri, anzi quasi tutti, anche nella maggioranza) si oppongono alla possibilità di una ristrutturazione del debito. Di fatto quindi quello che vogliono, nel caso la prossima crisi tocchi all'Italia, è un enorme regalo del contribuente europeo allo stato e alle banche italiane.
      • Vincesko Rispondi
        @Roberto Perotti, Citazione: “In questo articolo mi limito a stimare gli aiuti diretti alle banche francesi e tedesche. Queste possono aver beneficiato indirettamente anche degli aiuti per ricapitalizzare le banche greche, o degli aiuti finiti direttamente allo stato greco.” Lei vuole vincere facile. Dalla Banca d’Italia, si apprende che oltre ai 14.331 milioni di contributo al MES, ci sono (2014) 45.998 mln di prestiti, di cui 10 mld prestito bilaterale alla Grecia e 36 mld di prestiti attraverso l’EFSF (non so a chi). VOCI 2012 2013 2014 2015 2016 2017 totale 42.665 55.621 60.329 58.232 58.232 58.232 prestiti 36.932 44.156 45.998 43.901 43.901 43.901 contributo al capitale ESM 5.732 11.465 14.331 14.331 14.331 14.331 Quindi finora abbiamo dato in “sostegni” 60 mld, finanziati a debito (a tassi elevati). Non abbiamo preso 1€. Prendo atto (ma non mi sorprende: è una costante dei neo-liberisti italiani, ma non solo dei neo-liberisti) che a lei, italiano, dispiace se l’Italia beneficerà ipoteticamente di un sostegno (a titolo oneroso, non a fondo perduto!) dagli altri Stati UE.
  2. Marcello Romagnoli Rispondi
    Mi riservo di controllare i conti del prof. Perotti che già nel caso dello studio sulle parentopoli universitarie aveva dato esempio di come sa sbagliarsi. Ne è riprova questo articolo: https://www.roars.it/online/la-bufala-delle-omonimie-in-cattedra/ Se anche questi conti fossero esatti rimane il fatto che non c'è ragione per dare 3 miliardi alle banche francesi e tedesche. Inoltre il mes si è rivelato inutile perché la speculazione finanziaria è stata fermata dalla BCE con la dichiarazione di Draghi, non dal mes che sottrae risorse ai paesi, gli fa pagare interessi EF ha una gestione opaca e fuori dal controllo democratico e giudiziario. Perché poi stati pubblici dovrebbero dare soldi a un ente privato privo di ogni controllo?
    • ROBERTO PEROTTI Rispondi
      Non che sia importante, ma veramente l'articola su ROARS che lei cita (grazie per avermelo fatto conoscere) non prova per niente che un solo numero del nostro lavoro su parentopoli sia "sbagliato", e sfido chiunque a dimostrare il contrario. In realtà, l'articolo su ROARS è una "riprova" solo della incapacità dell'autore di comprendere l'uso della econometria per l'indagine scientifica..... A parte il fatto che è in gran parte una critica di un articolo di Stefano Allesina, più una dose da cavallo di banalità e di insulti, più una dose ancora più massiccia di giganteschi non sequitur.....
  3. Roberto Bellei Rispondi
    L'articolo mi sembra chiaro ed esauriente per quanto riguarda il tema specifico dei "regali" alle Banche tedesche e francesi. E possibile leggere un articolo analogo per fugare i dubbi e le perplessità espresse da Giampaolo Galli nella sua audizione alla Commissione Bilancio della Camera?
  4. Raffaele Piria Rispondi
    Grazie per l'articolo. Alcune domande: La nota iniziale sul termine "aiuto" non implica che si è trattato o tratterebbe di "aiuti" solo nella misura in cui la Grecia non restituisca i prestiti, o nel limite della differenza tra i tassi d'interessi di mercato e quelli EMS? Quale percentuale del capitale versato dall'Italia ( e tutti gli altri paesi contributori) è stata finora effettivamente cancellata? Per il resto non sarebbe corretto parlare di rischio preso in carico dallo Stato italiano, invece che di aiuto? Anche in uno scenario mediamente pessimista la Grecia restituirà almeno una parte. Assumere una perdita totale non è una premessa del tutto irrealista? Quali sarebbero state le conseguenze (in)dirette per il bilancio dello Stato italiano di un default della Grecia e del possibile default in conseguenza di banche tedesche francesi (e italiane) e di altri paesi? E soprattutto le conseguenze in termini di aumento degli interessi da pagare sul debito pubblico italiano? Non basta fare ipotesi moderate su questi parametri per vedere che gli "aiuti" italiani via MES sono stati forse un ottimo investimento? Visto il volume del debito italiano, non sono facilmente ipotizzabili scenari in cui l'Italia potrebbe aver bisogno di aiuti dal MES o simili meccanismi? Ma allora, propagare un approccio strettamente orientato a un miope conto nazionale di benefici & ricavi non è la cosa più controproducente che attuali, passati o futuri ministri di governi italiani potrebbero fare?
  5. giorgio Rispondi
    il vero problema a monte è la governance del MES che pare quanto mai opaca. è così difficile replicare ciò che fece la FED nel 2008? come egregiamente dimostrano i numeri si finisce a fare partire di giro contabile tra stati innescando ulteriori problemi di controparte tra banche, tra stati ed entrambe
  6. Gaia Rispondi
    Io mi sono persa in tutti questi numeri... non tutti siamo laureati alla Bocconi..
    • ROBERTO PEROTTI Rispondi
      Lo so, ma appunto per questo all'inizio ho scritto "Secondo le mie stime, l’aiuto netto che il governo italiano ha fatto alle banche francesi e tedesche, attraverso il Mes, è di meno di 3 miliardi. Prima di entrare nei dettagli, alcune premesse." Ma dovevo pur fornire i dettagli di questo risultato, altrimenti si può pensare che me lo sia inventato...
  7. toninoc Rispondi
    Illustrazione molto tecnica comprensibile quasi esclusivamente dai professionisti del settore. Chi gliela spiega a Dimaio e Salvini? Missione impossibile anche per il Padreterno.
    • Henri Schmit Rispondi
      Si è questo il problema. Ma non è colpa del MES, bensì di coloro che ne parlano senza capire come n tubo. È grave che ormai si possa dire qualsiasi cosa, che ha ragione chi grida più forte, che manca del tutto il controllo della validità (coerenza intrinseca e corrispondenza alla realtà) di quello che si afferma. Il pesce puzza sempre dalla testa. Il primo ministro è un equilibrista opportunista senza convinzione propria e senza comprensione della realtà; i capi dei due partiti di maggioranza e i due dell'opposizione non hanno fatto studi e non pensano che un problema si possa comprendere e risolvere studiandolo in profondità e attenendosi alla verità (coerenza e corrispondenza). Il NOSTRO compito è trovare, indicare e favorire soluzioni compatibili con questi criteri.
  8. PaoloM88 Rispondi
    Gentile prof. Perotti, consultando il lavoro di Zettelmeyer et al. (anche nella versione paper più estesa) non riesco a trovare la Table 9-1 da cui viene ricavata la percentuale di esposizione, pari al 14%, dei creditori privati italiani sul debito pubblico greco. In fondo mi pare questo il dato più rilevante perché è chiaro che se l’esposizione fosse stata vicina alla quota di contribuzione agli aiuti (14% vs 18%), il “regalo” dell’Italia alle banche francesi e tedesche risulterebbe, e a conti fatti risulta, abbastanza limitato (anche se a mio parere non trascurabile). Tuttavia mi chiedo se non sia opportuno considerare anche l’esposizione che le banche francesi e tedesche avevano, non solo verso i titoli pubblici greci, ma anche sul settore privato cioè più in generale sul paese Grecia. Come messo in evidenza da Francesco Daveri in un articolo del 10.07.2015 tale esposizione è diminuita drammaticamente tra 2010 e 2014. Sarebbe stato possibile per le banche francesi e tedesche rientrare da questa enorme massa di crediti privati se la Grecia fosse fallita nel 2010? Se la risposta a questa domanda (che io non so dare) fosse negativa allora il beneficio per le banche francesi e tedesche risulterebbe ben superiore rispetto ai 36 miliardi utilizzati per ricomprare debito pubblico greco. E a questo beneficio “aggiuntivo” avrebbe concorso, sia pur indirettamente, anche l’Italia che però aveva un’esposizione complessiva sulla Grecia molto più limitata.
  9. Henri Schmit Rispondi
    Grazie! Questo è il primo passo necessario per decidere bene, dire (e comprendere) la verità. Mancano altri due passi. Secondo passo: contraddire, bloccare, zittire, escludere dal dibattito chi continua a diffondere il falso. Sembra brutto, ma è una questione epistemica, prima di essere una questione di voto. Senza questa nuance la democrazia consisterebbe a misurare chi grida o spinge più forte per decidere il da farsi. Im terzo e ultimo passo indispensabile è di votare di conseguenza e di disporre di un sistema elettorale, di produzione della legge e di governo almeno compatibile con la selezione e la verifica epistemica.
  10. Enrico Rispondi
    Grazie prof, chiaro e condivisibile, giusto per completezza quanto è stato quello tedesco e francese alle nostre ?
    • Emilio Frasson Rispondi
      Perfetto! La questione è proprio questa, le pare poco?Uno. Dire la verità che su questo argomento la può dire solo uno o più specialisti. Due. Escludere quelli che non sanno (che sono quelli che decidono anche in questo caso). Tre. Votare di conseguenza. Qui casca l'asino. Può il votante che non sa votare quello che sa? Se non sa.....? Ergo: selezione del votante! A rigor di logica....! Ed io che non so posso criticare, anche con giudizio positivo, lei che sa?
    • ROBERTO PEROTTI Rispondi
      Come mostrato nella tabella, riga 22, 3.7 miliardi, un po' più della metà del nostro aiuto alle banche francesi e tedesche