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  1. giuseppe marioGC Rispondi
    Siamo difronte ad un emergenza epocale che comunque avrebbe dovuto essere prevista. In sostanza è come se fossimo in mezzo ad un oceano a bordo di una nave che sta affondando e non disponiamo ne di scialuppe di salvataggio ne di salvagente. Tutto questo dimostra che non siamo nell'era del progresso, ma in una fosca epoca di regresso, per cui la minaccia dell'umanità non consiste in un virus pandemico, ma nel trionfo della stupidità, dell'idiozia,e degli stupidi egoismi.
  2. Henri Schmit Rispondi
    Manca un’importante precisazione: Il Recovery fund incide sul debito dei 27 paesi partecipanti perché saranno loro a dotarlo di un capitale iniziale o direttamente (da modello MEF 19) o attraverso il bilancio UE 27 da aumentare sensibilmente. Nulla esclude che si faccia leva sul capitale iniziale attraverso veri euro-bond. Ma questi non corrispondono per nulla a quanto chiesto dal governo italiano, perché la politica di spesa e di investimento del Recovery fund sarà decisa in comune, cioè dall’UE, secondo il metodo comunitario, o dai singoli stati ma in base a criteri comuni, e la sua esecuzione (quello che l’articolo chiama trasferimenti) sarà soggetta a monitoraggio, ingiunzioni e sanzioni, cioè esattamente l’opposto dell’incondizionalità rivendicata dal governo italiano. Recovery fund implica trasferimento di sovranità di quella quota di spesa all’UE. In teoria una rinuncia. In pratica una speranza di politica convergente e virtuosa per l’Italia.
  3. Alessio Rispondi
    Grazie per l'articolo. Riguardo la conclusione mi rimane un dubbio: ipotizzi un fondo con risorse consistenti e comunitarie, che possa emettere del debito garantito dal bilancio della Ue, e che ripartisca il nuovo denaro agli stati membri senza incidere sul debito nazionale, ovvero tramite trasferimenti. Ma se questo debito viene distribuito come "trasferimento" agli Stati membri, chi lo ripaga il debito originario che questo fondo comune ha contratto? Ho l'impressione che questo sistema non possa esistere senza incidere, anche in minima parte, sui debiti dei singoli stati membri.
    • stefano Rispondi
      Sono d'accordo. Se i trasferimenti (cioè capitale a fondo perduto) sono finanziati a livello europeo da bond emessi ad hoc garantiti dalla Ue, rimane da capire 1) chi comprerà questi bond (BCE? Privati? investitori istituzionali?) 2) dove/da chi vengono prese le risorse per rimborsare i bond se i trasferimenti ai singoli stati sono appunto a fondo perduto?