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  1. Maurizio Rispondi
    Mi sembra che tutti concordino che la liquidità arriverà tardi alle imprese e per molte troppo tardi e dunque i 25m serviranno in molti o troppi casi a pagare i fitti arretrati i fornitori residui e gli ultimi adempimenti fiscali prima della chiusura. Non va meglio per le imprese più grandi che dovranno attendere istruttorie che porteranno via mesi e mesi e che dunque si presenteranno al'appuntamento con l'acqua alla gola e dunque non riusciranno a passare l'esame dei consorzi fidi che si rischiano per il 10% ma giustamente fanno una analisi per il 100%. Una impresa in crisi di liquidità tecnicamente non è un soggetto a cui prestare soldi è banale ma tutti se ne dimenticano. i 400mili ila miliardi sbandierati sono teorici perché nella norma ci sono delle fregature che assicurano che mai e poi mai tale liquidità arriverà alle imprese e dunque non metta ulteriormente a rischio il bilancio delle banche e dello Stato così impegnato ad assicurare i voucher babysitter ai dipendenti pubblici. Ad oggi la previsione del PIL è arrivata a -9% la gestione governativa della crisi ci assicura che arriveremo al -12 o forse al -14%.Purtroppo siamo un Paese che investe in baby sitter e quota 100 e che ha perso qualunque ragionevolezza in materia di politica di supporto alle imprese
  2. Paolo Sbattella Rispondi
    E' fuori di dubbio che la liquidità va erogata alle imprese il prima possibile e che i tempi delle istruttorie bancarie rappresentano, ma si spera di no, una criticità. Occorreva essere più veloci e già essere operativi:la macchina amministrativa e burocratica di uno Stato è troppo lenta in una società contemporanea sempre più veloce e complessa. Le imprese ed il mondo del lavoro hanno già aspettato e non ci si può permettere ulteriori lungaggini. Ci si chiede come con le banche ad orario e personale ridotto e con molte pratiche di rinvio delle rate di mutui e leasing, di cassaintegrazione ed altro da sbrigare e riusciranno ad essere solerti con quanto previsto nel Decreto Liquidità. Altro discorso sono i tempi di rimborso dei finanziamenti che avrebbero dovuto essere più ampi e quali saranno i tassi praticati sui finanziamenti ed eventuali oneri aggiuntivi. Avremmo voluto che tutto fosse più immediato e semplice, ma per questo occorre una praticità ed operatività che spesso non si è riscontrata. Sembra che la chiarezza e la tempistica al mondo d'oggi sia una merce rara e che chi la richiede sia una persona d'altri tempi. Occorre superare senza indugio le problematiche che si dovessero presentare nel corso dell'erogazione dei finanziamenti alle imprese ed alle varie attività perchè è in gioco il nostro sistema produttivo e socio-economico. Non dimentichiamolo ed agiamo con velocità e senso di responsabilità.
  3. bob Rispondi
    "Nessuno ha l'onestà di dire che la burocrazia c'è per colpa di tutti i partiti politici, e sottolineo tutti, che l'hanno creata a colpi di leggi a partire dagli anni '80 del secolo scorso in poi (il miracolo economico precedente si è potuto verificare proprio in assenza di questo genere di ostacoli). Ho ritroviamo la memoria storica e onestà intellettuale o saranno guai seri. Aggiungo che il moltiplicatore folle della burocrazia è stato l'assurdo inutile regionalismo - localismo che proprio in questi giorni stiamo costatando la sua dannosa, deleteria inutilità
  4. Paaul Rispondi
    Uno dei problemi atavici dell'Italia é sempre stata la troppa burocrazia, speriamo che la crisi porti ad uno snellimento delle infinite procedure. Questa crisi riguarda sia la domanda che l'offerta, fornire liquiditá alle aziende non risolverá il problems per far ripartire i consumi. Lo Stato dovrebbe applicare l'elicopter money fornendo una Carta di pagamento a tutti, utilizzando peró una nuova valuta che chiameremo euroelektron. Con alcuni obblighi come per il reddito di cittadinanza. Si farebbero ripartire i consumi interni, e attraverso l'applicazione di alcune restrizioni solo una piccola parte sarebbe covertita in euro che rappresenterebbe il reale Costo per lo Stato. Ho semplificato molto, ma potrebbe essere la soluzione.
  5. Vito Rispondi
    Quando un malato rischia di morire diventa spesso opportuno rischiare anche con medicine i cui effetti collaterali possono essere dannosi.Nella situazione in cui si trovano ora l'economia italiana e quelle di altri paesi sembra naturale mettere l'enfasi sul tenere in vita il paziente. L'articolo di Romano e Schivardi ci informa su che medicina, e quanto ossigeno, e' progettato dare al malato italiano. Prima o poi dovremo anche riconoscere che nel tentativo di mantenere in vita il malato si sta creando molta liquidita', mentre l'offerta su cui quella liquidita' verra' usa si sta riducendo e probabilmente continuara' a rimanere bassa per qualche tempo. La liquidita' creata contribuira' poco, almeno a medio termine, a fare aumentare l'offerta. Come avremmo dovuto imparare nel passato, troppa liquidita' quando rincorre meno beni e servizi da comprare, probabilmente ci metterà' di fronte al problema dell'inflazione, "too much money chasing few goods".Nel passato ci sono stati episodi in vari paesi di alta inflazione mentre le economie erano depresse.Questo possibile scenario meriterebbe qualche analisi ,anche se in questo momento l'inflazione sembra un problema lontano.