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  1. Pierino Rispondi
    E' risaputo che il genere femminile, fin dall'infanzia è più avanti di quello maschile, questo perchè la natura, nel suo disegno di salvaguardia della specie, le farvorisce per lo scopo: sanno applicarsi a più attività contemporaneamente, sono più dedite allo studio, e lo dimostrano i risultati scolastici, perchè hanno un senso dell'autostima, maggiore dei coetanei. Il non saper rispondere, andar male in una interrogazione o non aver fatto i compiti, è uno smacco che le contraria non poco. I maschi cominciano a maturare questa dote intellettuale, superati i 20 anni, quando si rendono conto che, il tempo passa e il tempo perduto, non lo si recupererà mai! In una società dove la suddivisione dei compiti era ben chiara: "l'uomo mantiene la moglie e i figli, mentre la donna manda avanti la casa", era ragionevole un salario tale sufficiente allo scopo. Con il mutare delle esigenze, scaturite nella nuova società, dove il consumismo, ha fatto crescere il bisogno di beni, una volta considerati superflui, ora serve un introito compensativo. Questo aiuto, le donne lo hanno individuato nel mondo della scuola, perchè consentiva loro, anche una maggior flessibilità del tempo a disposizione, da dedicare alla famiglia. Lo dimostra il fatto che, la maggioranza dei docenti, sia femminile. Inizialmente la disparità salariale non era una discriminante, perchè era concepita come un "sostegno", ma ora non è più così.
  2. Pasquale Recchia Rispondi
    Citandovi: "bambine e ragazze che hanno prestazioni migliori dei loro coetanei maschi sotto diversi aspetti: non solo la percentuale di laureate all’università, o la probabilità di abbandonare gli studi alla scuola superiore, ma anche nei voti ottenuti, già dalle elementari". Però omettete di dire che, secondo il rapporto INVALSI 2019, cito ad esempo: "in seconda primaria, la differenza tra maschi e femmine nei risultati delle prove INVALSI è di 3 punti in Italiano, a favore delle seconde, e di 3 punti in Matematica, a favore dei primi...". Esiste anche evidenza internazionale a riguardo. Non ne conosco il motivo, ma vista la premessa di questo articolo mi sembra sia un risultato, seppure importante, volutamente nascosto...
    • Daniela Del Boca Rispondi
      Il nostro team studia da anni lo sviluppo cognitivo e non cognitivo ddei bambini. Se lei guarda anche solo su questo sito, vedrà che abbiamo scritto moltissimo su questo tema e anche sui dati Invalsi (vedi Brilli et al 2016). In particolare una delle autrici (https://www.lavoce.info/archives/57946/matematica-cartina-di-tornasole-delle-differenze-di-genere/) ha messo in luce come, nonostante le differenze in matematica, le bambine ottengano in media risultati scolastici migliori dei maschi da piccoli e da grandi. Il dato a cui lei si riferisce è da noi ben conosciuto ma non ci è sembrato rilevante da riportare lo in questo pezzo che si occupa prevalentemente di esiti socioemotivi.