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  1. Davide Rispondi
    Domanda: cosa succede in paesi "femministi"? Le proporzioni sono le stesse o cambiano? E' così impossibile sospettare che alcune differenze biologiche, ormonali, possano condurre in media a diverse preferenze in termini di studi, logica, o altri interessi? Fermo restando che, ovviamente, la media non descrive in toto queste ipotetiche distribuzioni, per cui è ammissibilissimo che ci siano comunque moltissime donne capaci ed interessate a matematica, logica e simili, come tutti abbiamo spesso incontrato. Forse, a volte, bisognerebbe davvero ricordarsi che contano le "pari opportunità", non i pari risultati ottenuti con impari opportunità.
  2. Luca Morandini Rispondi
    Ma siamo poi sicuri che la discriminazione di genere sia l'unica spiegazione del citato "gap" nei punteggi matematici dell'indagine PISA? Ad esempio, se si correlano -per i paesi europei- i tassi di iscrizione alla scuola con i punteggi PISA di matematica, si puo' constatare come il "gap" e' in parte spiegato con il piu' marcato abbandono scolastico dei maschi rispetto alle femmine. (In parole semplici, i maschi meno matematicamente capaci si autoescludono dal campione PISA abbandonando la frequenza scolastica e lasciando quindi i ragazzi piu' dotati a svolgere il test). La correlazione (r di Pearson) tra frequenza scolastica e "gap" e' pari 0.49, per cui non disprezzabile (nei limiti di un'analisi fatta in un dopo-cena).
  3. FFS Rispondi
    Vi siete risposte da sole: alle femmine la matematica piace meno, quindi la studiano meno, di conseguenza sono meno brave e all'università ovviamente la evitano, scegliendo facoltà che conducono a lavori meno retribuiti e con meno prospettive di carriera. Non è una questione culturale, è una mera questione di gusto, dato che non si capisce neppure il momento della vita in cui a una donna verrebbe preclusa la strada delle scienze dure. I programmi di studio della scuola dell'obbligo sono identici per entrambi i generi, nessuna discriminazione viene mai operata ad alcun livello d'istruzione. Vi invito a leggere l'ultimo report del WEF sul Gender Gap, dove sono riportate, per ogni Paese, le facoltà universitarie scelte da uomini e donne: anche nei Paesi più avanzati le differenze sono notevoli. Per esempio, in Finlandia nel settore umanistico le donne sono quasi il doppio degli uomini, in quello dell'educazione poco meno di quattro volte; d'altro canto in ingegneria gli uomini sono cinque volte il numero di donne e in informatica e affini sei volte. A questo punto, unica politica che può correggere il problema, se davvero è un problema scegliere il percorso di studi secondo libero arbitrio, capacità e interesse, è obbligare legalmente uomini a studiare Dante e donne a progettare software.
  4. Alessandro Rispondi
    Ma a nessuno interessa il perché del divario negativo per i ragazzi nelle materie umanistiche? Oppure il progressivo peggioramento dei risultati scolastici dei ragazzi? Oppure il fatto che il tasso di passaggio dalla scuola superiore all'università sia del 61,5% per le ragazze ma solo del 44% per i ragazzi? O che nel 2012-2013 le donne siano state il 58% dei laureati e i maschi solo il 42%? (fonte: http://dati.istat.it/Index.aspx?DataSetCode=DCIS_LAUREATI ) Tutto questo non è degno di attenzione? Non è forse molto più grave e preoccupante di quella che molto probabilmente è una libera scelta da parte delle donne? Faccio presente che è risaputo che nei paesi con minore uguaglianza di genere (Arabia saudita, Algeria, Turchia, etc..) la percentuale di ragazze iscritte in facoltà scientifiche è molto più alta che nei paesi nordici (dove l'uguaglianza di genere è massima). Probabilmente le donne che sono più libere di scegliere scelgono in maggioranza materie umanistiche perché preferiscono quelle? https://www.theatlantic.com/science/archive/2018/02/the-more-gender-equality-the-fewer-women-in-stem/553592/ Potete gentilmente giustificare questi dati alla luce della vostra teoria sul fatto che la maggiore presenza di donne nel settore STEM sia dovuto a stereotipi negativi? Questa immagine è davvero esemplare: https://cdn.theatlantic.com/assets/media/img/posts/2018/02/Screen_Shot_2018_02_16_at_12.33.16_PM/d099fa13a.png
  5. Italo Molinari Rispondi
    Da statistiche delle chartered school USA, appare che le ragazze nelle classi solo femminili cé un interesse per le scienze di gran lunga superiore a quelle in classi miste
  6. Luca ba Rispondi
    In Italia la matematica si insegna seriamente fin dalle scuole primarie cosa che non succede in molti paesi a cominciare da quelli anglosassoni non so se abbia senso confrontare percorsi istruttivi così diversi.
  7. bob Rispondi
    " Il fatto che i divari siano così diversi tra paesi implica che non si tratta di una questione biologica, ma di fattori culturali e sociali..." Cosa vi aspettavate dal Paese della commedia all'Italiana, dei luoghi comuni. Il Paese dove la cultura può considerare un monumento storico " 4 sassi.." , il Paese con 5 quotidiani sportivi. Il Paese che "spacchetta" il liceo scientifico in decine di licei inutili pensando solo a creare posti inutili. Il Paese dalle mille statistiche ma con il più basso numero di laureati e diplomati e con il più alto abbandono scolastico. Profonda crisi culturale più che strutturale.
    • Luca ba Rispondi
      Se fosse vero i nostri laureati all'estero sarebbero evitati come la peste invece sono piuttosto ricercati. Non sia così duro il paese è messo meglio di come sembri.
      • bob Rispondi
        perfettamente d'accordo ma l'Italia che dice lei è quella dimenticata, minoranza assoluta, attiva, propositiva, aperta di mentalità. Quella descritta da me è la maggioranza della minoranza che va a votare