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  1. Henri Schmit Rispondi
    Non convince l'approccio tecnico-contabile: formazione funzionari, strumenti IT, valutazioni più frequenti, automated valuation models, proiezioni future, stress test etc. Sono cose ovvie o di puro fumo. Non è il gergo inglese a cambiare le cose. Bisogna liberalizzare il mercato degli immobili e quello dei mutui! Perché Bankit contesta il ruolo indispensabile dei valutatori professionali? Le banche sono responsabili delle valutazioni delle loro garanzie, ma per immobili si appoggiano su valutazioni esterne, alcune obbligatorie. Questo ha creato una categoria professionale "indipendente" che spesso fa le valutazioni che il cliente chiede. Allo scoppio della crisi gli abusi sono venuti a galla. Ma perché una banca accetta (o chiede!) una valutazione troppo alta? Il suo interesse è l'opposto! Dovrebbe scegliere i valutatori più critici. Perché (in Italia) è avvenuto l'opposto? Chiediamolo a Bankit e alle banche! Le soluzioni non sono ritocchi tecnico-contabili ma devono essere strutturali. Bisogna guardare la CH, rendere gli immobili più mobili (cessioni e procedure esecutorie facili), favorire valutazioni terze libere, quindi severe per le banche. In CH c'è un mercato dei mutui ipotecari di primo grado risk-free fino al 50% dei beni a tassi d'interesse irrisori con rimborso capitale a scadenza; secondi mutui subordinati, quota secondo le capacità del debitore, tassi correlati, rimborso continuo, rischio valutato dalla banca. L'opposto della ricetta dell'articolo e di Bankit!