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  1. ettore Paolino Rispondi
    A mio avviso,prima o poi qualche operazione straordinaria sul Debito Pubblico occorrera'pur farla! La linea seguita finora,ossia quella degli avanzi primari permanenti,a mio avviso e'inidonea a perseguire l'obiettivo perche'frena la domanda aggregata,riduce la crescita,ed impedisce di fare politiche anticicliche. Contrariamente a quello che parecchi pensano l'Italia,da almeno 28 anni,non e'piu'un paese spendaccione perche'ha avanzo primario permanente dal 1993. Da allora abbiamo accumulato 318 miliardi di avanzo primario che e'di molto superiore a quello tedesco. Tutto l'aumento del Debito dal 1992 in poi e'esclusivamente dovuto alla spesa per interessi. La Spesa Pubblica primaria e'al 45% sul Pil,inferiore alla media U.E che e'al 45,4% sul Pil. L'unica voce di spesa esuberante e'quella pensionistica,tutte le altre,specie quella per la scuola e gli investimenti,sono di parecchio sotto la media U.E. Se si comprimono ancora le spese si rischia di smantellare lo Stato Sociale,a me non pare una buona idea!
    • Vincesko Rispondi
      No, la spesa pensionistica italiana è gonfiata artificiosamente da 90 mld di voci spurie: imposte (50 mld, pari a 3 punti di Pil, che per lo Stato sono una partita di giro, checché ne dicano Cottarelli, l'OCSE, che peraltro è l'unico ente che espone la spesa pensionistica al lordo e al netto fisco, l'FMI, ecc. ecc.), TFR/TFS (15-20 mld), che può essere incassato anche decenni prima del pensionamento, e assistenza (20-25 mld). Al netto, il rapporto spesa pensionistica/Pil cala almeno al 12%. In più, nella comparazione internazionale vanno considerate altre due voci: a differenza di altri Paesi in Italia si sono utilizzati i prepensionamenti in luogo degli ammortizzatori sociali (elemento che, non a caso, accomuna la Grecia e l'Italia, che occupano il 1° e il 2° posto nella classifica del rapporto spesa pens./Pil); e, infine, nella spesa pensionistica di altri Paesi (Olanda, USA, GB, ecc.) andrebbero sommati i sussidi alle pensioni private (molto più utilizzate), che si traducono in minori introiti fiscali.
  2. Angelo Rispondi
    A pagare, siate chiari, sono i possessori dei Bot ovvero chi ha fatto prestiti allo Stato per finanziare il debito pubblico
  3. Asterix Rispondi
    Premesso che è veramente triste il panorama accademico italiano..segnalo solo le parole chiare di Cottarelli sul MES sulla Stampa di oggi dopo quelle altrettanto chiare dette da Galli in Commissione. Il MES quando presterà i soldi porrà delle condizioni che non saranno dettate dai Paesi Europei ma da un organo tecnico insindacabile (e non giudicabile da alcun tribunale europeo). La ristrutturazione del debito pubblico italiano (oggi in mano al 70% di soggetti italiani) comporterebbe una vera patrimoniale e darebbe via ad un circolo infernale (licenziamenti dipendenti pubblici, crollo della domanda interna, pignoramenti causa mancato pagamento mutui, crollo del sistema bancario e del sistema industriale, licenziamenti dei dipendenti privati ecc.). La soluzione greca in sintesi. Se gli investitori sanno che il fondo salva stati, quello che può intervenire in caso di problemi, richiederà probabilmente la ristrutturazione del nostro debito come condizione per un prestito, come pensate che si comportino? Smetterebbero di comprare titoli di stato al primo segnale di tensione: un momento di difficoltà che potrebbe essere superato, potrebbe trasformarsi in una crisi profonda, che porterebbe effettivamente alla necessità di ricorrere il Mes e alla ristrutturazione del debito. Le parole di Patuelli dell'ABI chiariscono che le banche non vogliono assumersi tale rischio. Il MES è una forma "cortese" di pressione per farci accettare la cessione delle imprese italiane residue.
  4. Henri Schmit Rispondi
    La clausola single limb dovrebbe essere inserita da tutti gli stati partecipanti nelle nuove emissioni. Possono non farlo creando un privilegio per tali emissioni. NON è la clausola che può creare un terremoto; permette solo ai creditori di decidere con procedura collettiva vincolante. Che cosa decidono? La ristrutturazione, cioè la perdita di una parte del loro credito in caso di richiesta dello stato debitore. Quindi pagano i creditori, non i contribuenti. Non era quello che volevamo? È vero, in Italia risparmiatori invece di contribuenti, per due terzi saranno sempre elettori, ma non esattamente gli stessi. Conseguenza? Aumenta lo spread! È quella l’alternativa, su chi deve gravare l’eccesso di debito, sui contribuenti relativamente indifesi (a parte le elezioni più o meno utili) o sui creditori che prestano troppo facilmente? Quindi la single limb clause farà salire lo spread? Altra conclusione superficiale. È il debito eccessivo e l’incapacità di gestirlo/ridurlo che fa lievitare lo spread. La single limb clause evita solo che lo stato emittente possa occultare il rischio che crea (anche agli altri Stati, contribuenti, elettori e risparmiatori) girandone l’onere ai propri contribuenti. Per il resto sono d’accordo con gli autori. Conclusione: povero paese, ostaggio del discorso demagogico e ignorante di Salvini!
  5. PURICELLI BRUNO Rispondi
    segue la precedente omissis.... 4- omissis... diritto di sopravvivere che non viene meno NON FACENDO DANNO AD ALCUNO. L'eventuale danno si identificherebbe esclusivamente in una ridotta quota finanziaria da mettere sul mercato dei titoli italiani. Ci sarebbe meno finanza e forse più disponibilità ad investire su beni reali. Non mi sembra male.
  6. PURICELLI BRUNO Rispondi
    Ringrazio gli autori per la sintesi molto chiara. Mi sia consentito rivolgere una domanda ad entrambi visto che fanno parte dell'Intellighenzia in materia economia. Premesso che nell'accumulare debito i cittadini hanno accumulato valore e che, se mi è permesso, se ciò non fosse accaduto l'Italia avrebbe un debito inferiore (immaginiamolo!). Ora, operando con i derivati, mi sembra di poter confidare su tale strumento per creare para liquidità circolante in Italia, aumentando la disponibilità di risorse fino, diciamo al 10% del valore del nostro patrimonio immobiliare che passerà allo Stato in via definitiva solo dopo il 30° anno nell'ipotesi che la manovra non consegua i suoi obiettivi. Sottolineo che non si aumenterebbe il debito, non si eccederebbe il limite del 3%, si prevede una fortissima riduzione delle tasse alle imprese, una creazione di alcuni milioni di posti di lavoro ecc ecc. la proposta è stata presa in considerazione dal passato governo che, non lo escludo, l'abbia sottovalutata o ci sia un falso blocco. Sostengo l'ipotesi del falso blocco in quanto: 1- il governo passato non si è fatto problemi ad avanzare la proposta dei Minibot su un debito, 2- I miei titoli ad hoc sarebbero emessi su un sottostante congruo; 3- Tali titoli rappresenterebbero il valore del 10% di "casa nostra", con relativo coinvolgimento favorevole di tutti gli italiani (l'80% equivale a tutti); 4- Del diritto naturale alla sopravvivenza e che uno Stato è come un essere vivente. ..segue
  7. Savino Rispondi
    Ma, tolto per chi ha i soldoni, ma è così malvagia la ristrutturazione del debito e è tale l'avvio delle riforme strutturali? A me viene da dire "finalmente".