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  1. Nicolagiovanni Di Vico Rispondi
    Dalla lettura veloce della proposta di Scholz appare evidente che chi si avvantaggerebbe della situazione è la sua nazione, i cui titoli sovrani hanno la Triple A. Inibire o penalizzare le banche di paesi con rating inferiori che acquistino i propri titoli di stato introdurrebbe elementi fortemente distorsivi della competitività. Per ciò che concerne la questione dei crediti deteriorati, i sistemi bancari che accusavano gap da colmare hanno fatto la loro parte, non credo che sia stato fatto invece molto sulle altre componenti degli attivi bancari come i Level 2, i Level 3 ed i derivati, tipici dei sistemi bancari del Nord Europa (Germania in primis). La Vigilanza Unica della BCE ha sofferto di un certo strabismo, focalizzandosi prevalentemente sul rischio di credito, ritenendolo, a mio avviso a torto, come il principale fattore di destabilizzazione dei mercati europei. Forse andrebbe ricordato che la crisi del 2007/2008 fu originata dal rischio di mercato e non dal rischio di credito. A tal proposito è opportuno ricordare quanto sostenuto da Fabio Panetta, attuale Direttore Generale della Banca d’Italia, durante un’audizione al Parlamento nel maggio 2018: “Alla fine del 2016 le attività e le passività di Livello 2 e Livello 3 detenute dalle maggiori banche europee ammontavano complessivamente a 6.800 miliardi di euro, un valore circa 12 volte superiore a quello dei crediti deteriorati di tutte le banche dell’area dell’euro. Si tratta di rischi che non sarebbe lungimirante sottovalutare: non solo per assicurare la stabilità dei singoli intermediari e del sistema nel suo complesso, ma anche per evitare disparità di trattamento tra banche di tipo tradizionale e banche d’investimento”.