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  1. angelo rota Rispondi
    Suggerirei sulle bollette energetiche l'IVA al 7.5% e toglierei l'IVA sulle tasse. In alcuni paesi europei non esiste IVA sulle bollette.
  2. Giuseppe GB Cattaneo Rispondi
    L'iva sugli alimenti al 7.5% è una stupidaggine. Il giorno dopo l'approvazione di questo aumento la Lega è al governo, e mi fermo qui.
  3. Franco Tegoni Rispondi
    Con 2 aliquote come proposto ci si allineerebbe almeno a Francia e Germania. In più è indispensabile indicare nello scontrino la percentuale della misura IVA applicata e l'importo complessivo di IVA pagata come fanno già alcune supermercati.
  4. Riccardo Rispondi
    Politicamente fantascienza alzare l'IVA di frutta, verdura e pasta. Chiunque ci provasse verrebbe sotterrato.
  5. Enrico D'Elia Rispondi
    Le aliquote IVA sono il frutto di decenni di interventi disorganici. E nella confusione prosperano l'elusione e l'evasione. La sterilizzazione delle clausole di salvaguardia (o meglio: la loro trasformazione in tagli, deficit e altre imposte) è stata solo una delle molte occasioni perdute per procedere ad una revisione organica della materia. Un secolo fa Ramsey aveva proposto un criterio molto pragmatico per fissare le aliquote delle imposte sui consumi: tenerle alte per i prodotti con una domanda poco sensibile ai prezzi (e quindi anche ad aliquote elevate) e moderarle negli altri casi. Era un modo per non disturbare troppo le scelte dei consumatori e per massimizzare gli introiti fiscali. Riorganizzare l’IVA in base a questo principio (semplice e verificabile in base agli introiti) sarebbe già un successo. Invece le aliquote sono state disegnate per raggiungere anche molti altri obiettivi, spesso incompatibili tra loro, come la perequazione del potere d'acquisto, il controllo dei prezzi, l'incentivazione di alcuni consumi e molte concessioni alle lobby (esiste quella del basilico?). Invece dovremmo riscoprire la regola di Timbergen, che impone di utilizzare uno strumento di politica economica in più per ogni obiettivo aggiuntivo da raggiungere. E’ semplicemente velleitario contare solo sull’IVA o sull’IRPEF per perseguire allo stesso tempo più equità, più investimenti, più occupazione, una crescita più equilibrata, meno inquinamento, ecc. Ci vogliono politiche coordinate.
  6. Elio PENNISI Rispondi
    Sarebbe utile imporre per legge che tutti i preventivi (scritti o verbali) emessi da artigiani e professionisti siano comprensivi di IVA. In questo modo si attenuerebbe molto il sottinteso "+ iva se vuole la fattura".