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  1. andrea2 Rispondi
    Decisamente una priorità per l'Italia: quando finalmente decideranno di passare dall'euro alla lira non ci sarebbe più lo scoglio insormontabile della stampa in segretezza di milioni di banconote
  2. nicola Rispondi
    Non so sinceramente se sarebbe giusto che ci sia un obbligo in questo, creerebbe sicuramente dei problemi a chi non ha la capacità di usare dei sistemi di transazione finanziaria digitali, e ricordiamoci che in Italia non sono poche le persone con questo tipo di low skills, anche per via dell'alto numero di anziani, come risolvere questo problema quindi?
  3. Marcello Romagnoli Rispondi
    L'evasione si può combattere anche mettendo in comunicazione i vari database che le diverse amministrazioni pubbliche hanno. Io prima combatterei i paradisi fiscali che già sono presenti nell'area euro. Il pagamento elettronico solo se il sistema è gestito dallo stato. Ricordiamoci che le banconote hanno un enorme vantaggio sulla moneta elettronica. In caso di black out (attacchi informatici o alla rete elettrica, disastri ecc.) la moneta cartacea o metallica funziona ancora, quella elettronica no. Se passiamo alla moneta elettronica, le banche private quanto ci guadagnano? Mi da cortesemente una definizione di "paese avanzato"?
    • MASSIMO FATTORINI Rispondi
      Qualche osservazione. Lei dice: “L'evasione si può combattere anche mettendo in comunicazione i vari database che le diverse amministrazioni pubbliche hanno.” Il problema dell’uso del contante è – in primis – che ostacola il censimento in database. Lei dice: “In caso di black out (attacchi informatici o alla rete elettrica, disastri ecc.) la moneta cartacea o metallica funziona ancora, quella elettronica no”. Vero, ma al momento abbiamo messo il 95% della nostra vita nelle mani dell’informatica o all’energia elettrica (basti pensare all'uso dello smartphone). E infine lei si chiede: “Se passiamo alla moneta elettronica, le banche private quanto ci guadagnano?” Un bel po', di sicuro: ma è proprio qui che lo stato può/deve intervenire.
      • Marcello Romagnoli Rispondi
        Mi spiega meglio cortesemente questa sua affermazione che non mi è chiara "Il problema dell’uso del contante è – in primis – che ostacola il censimento in database." Circa l'altra sua affermazione "Vero, ma al momento abbiamo messo il 95% della nostra vita nelle mani dell’informatica o all’energia elettrica" mi viene da rispondere: a maggior ragione teniamo anche la moneta cartacea che le ricordo, è la sola a corso legale. Concordo sul fatto che debba essere lo stato a gestire una rete che consenta le transazioni in moneta elettronica, parallelamente alle monete cartacee. inoltre le faccio notare che, se le banconote sono della BCE, le monete metalliche sono dello stato. Toglierle dalla circolazione vorrebbe dire far sparire non so quante centinaia di milioni di euro non a debito. Casomai vedrei bene che ce ne fossero anche di più per far girare liquidità nell'economia italiana, il vero problema che abbiamo, altro che il debito pubblico. inoltre direi che prima occorre colpire i grandi evasori/elusori, poi via via i più piccoli. Questo in ragione del fatto che le forze sono limitate e quindi occorre concentrarle su chi da più danno. Perchè non pretendere la scomparsa dei paradisi fiscali in Ue?
  4. Santo Ferrolotto Rispondi
    Buongiorno Professore, Mi darebbe delle fonti (se ne è a conoscenza) che raccontino qualcosa dell'andamento della criminalità nei paesi più "avanzati" dell'eliminazione del contante? Nell'articolo parla di una riduzione della criminalità in Svezia, può linkare qualche dato? La ringrazio in anticipo per il tempo che mi dedicherà
  5. Arduino Coltai Rispondi
    Quella dell'abolizione totale del contante è un'ottima idea. Sarebbe una rivoluzione che tra l'altro non dovrebbe fare gridare allo scandalo: la moneta non è altro che una convenzione (una volta i beni si pagavano in natura o versando il corrispettivo di metalli preziosi), che come tale, può tranquillamente essere eliminata a vantaggio di metodi di pagamento più moderni ed efficienti. Come l'autore evidenzia nel suo articolo essa risolverebbe una serie di problemi (anche di criminalità, riciclo ecc.) che affliggono in maniera endemica il nostro paese. Il fatto è che, al di là di valutazioni morali, chi governa non può non considerare il fatto che intere zone del paese (soprattutto al sud, ma non solo) sopravvivono grazie al nero. Eliminare il contante quindi rischia di ridurre sul lastrico milioni di persone e di dare il colpo di grazia all'economia di una larga fetta della popolazione. La soluzione potrebbe essere quella di affiancare all'eliminazione totale del contante una considerevole riduzione delle imposte (una flat tax che dovrebbe essere valutata in funzione del recupero di credito che l'eliminazione del contante porterebbe). Cioè: io elimino completamente il contante, però ti consento di pagare un'aliquota del 15% (che potrebbe tra l'altro essere trattenuta alla fonte, contestualmente al pagamento elettronico). Questo si che sarebbe davvero un provvedimento rivoluzionario (e molto utile...).
  6. Maurizio Sbrana (Ass. Art.53). Rispondi
    Ma il 'famoso' idraulico ... se non fa la fattura fa uno SCONTO anche del 22% .... Quindi molti continueranno a pagarlo al nero, salvo che non si permetta di dedurre la fattura intera dal proprio IMPONIBILE secondo percentuali decrescenti al crescere del reddito dell'acquirente... Allora l'idraulico pagherebbe IRPEF, contributi Inps e verserebbe l' IVA ! Lo Stato incassetebbe buona parte dei 109 miliardi di evasioni annue... MATEMATICA DELLA SECONDA MEDIA...
    • Franco Rispondi
      Completamente d'accordo! Ad un idraulico che mi aveva fatto questa "offerta" spiegandomi che avrei risparmiato l'IVA (allora 20%) ho "spiegato" come lui avrebbe risparmiato un buon 30% (almeno) di IRPEF. ....e mi ha fatto la fattura!
    • shadok Rispondi
      Beh, arrivando alla matematica della terza media si potrebbe considerare che così si recupererebbe l'evasione sulla quota in nero, ma le entrate dello stato si ridurrebbero della deduzione Irpef corrispondente all'intero settore (nero+fatturato). A meno di non ipotizzare che attualmente la quota del nero sia preponderante, la misura produrrebbe un ennesimo buco di bilancio. Peraltro se da un lato ridurrebbe le iniquità fra evasori e non evasori, dall'altro sarebbe regressiva (gli incapienti non dedurrebbero nulla).
    • Marcello Romagnoli Rispondi
      Matematica della seconda media. Maggiori tasse, che vanno principalmente a pagare gli interessi sul debito che sono in massima parte di banche e fondi esteri o italiani, significano meno soldi nell'economia italiana. Io sono contro all'evasione prima di tutto perchè crea una ingiustizia sociale tra chi le paga e chi no, ma sono anche contro all'abominio politico ed economico per cui uno stato deve prendere soldi solo attraverso le tasse o attraverso il prestito di soggetti privati (che a volte neppure li hanno questi soldi). Sono invece favorevole al fatto che uno stato possa stamparseli i soldi come fanno quasi tutti gli stati del mondo a moneta sovrana.
  7. Stefano Scarabelli Rispondi
    Mi sembra che l'autore trascuri il vero tema dell'abolizione del contante a livello mondiale (già sollecitata, tra gli altri, da Rogoff): la possibilità per le banche centrali di superare il problema dell'effective lower bound e, magari, nella prossima recessione portare i tassi d'interesse al -5%. Mi chiedo: a favore dell'efficienza del sistema o dello 0,01% della popolazione mondiale?
    • Marcello Romagnoli Rispondi
      Rogoff quello dell'austerità espansiva? Quella degli errori e delle omissioni nei calcoli con excel? Quel Rogoff? Kenneth Rogoff?
  8. MASSIMO FATTORINI Rispondi
    Condivido tutto, ma proprio tutto: anche le virgole. Per fortuna che si riescono a leggere ancora contributi oggettivi! In realtà, la chiave dell'attuale dibattito è tutto nelle ultime due righe dello scritto...
  9. Mario Morino Rispondi
    Perfettamente d'accordo. Invito a sottoscrivere la petizione lanciata su Change.Org per la eliminazione del contante. https://www.change.org/p/governo-repubblica-italiana-eliminazione-carta-moneta-e0189612-494b-460e-a250-740115971a8a
  10. Savino Rispondi
    Con la carta si è più liberi. Solo che gli italiani intendono la libertà in maniera diversa dal resto del mondo, come libertà dalle regole e come libertà di poter nascondere cose illecite allo Stato.
  11. Carlo Rispondi
    D;accordissimo. Però, come accennato nell'articolo, è fondamentale assicurarsi che i costi dei pagamenti elettronici non siano proibitivi per i piccoli commercianti. Startup come izettle fanno pagare dall'1% al 2.75% di commissioni - non poco per un piccolo commerciante. Le grandi banche non sono per nulla trasparenti - infatti non pubblicano i costi sui loro siti. Quasi tutte, poi, obbligano i clienti a "noleggiare" le macchinette POS, con un costo che può facilmente superare le svariate centinaia di euro l'anno. Perché mai bisognerebbe pagare così tanto per una macchinetta con tecnologia così vecchia? Con quelle cifre ci si potrebbe comprare uno smartphone di ultima generazione!
    • andrea Rispondi
      La commissione massima del 2,75% si applica a transazioni mensili con pos fino a 1.500 euro mensili. Un piccolo bar Se fossi un commerciante con fatturato mensile di 1.500 prima di lamentarmi per 40 euro di commissioni farei una bella analisi swot su un foglio di carta per capire cosa non va nella mia attività. Nel caso di artigiani o professionisti certamente sono attività a margine di contribuzione maggiore di un commerciante quindi possono serenamente tollerare commissioni di quel livello, considerando che aziende come iZettle o SumUp non chiedono alcun canone mensile per il lettore.