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  1. AndreaM Rispondi
    rimanendo sui numeri pubblicati, mi pare che il dato di posti-km per abitante sia un po' troppo alto (diciamo di un fattore 100 se non sbaglio). a Milano son circa 23.000 mln ci posti-km offerti/anno per 1,40 mln residenti.
  2. bob Rispondi
    io credo che prima o poi la "flebo mediatica" su le virtù di Milano dovrà finire e allora vedremo la realtà e non seghe mentali. Detto questo Roma è e ha sempre rappresentato la specchio del mondo e dell' Italia quindi ogni cosa è amplificata 1000 volte nel bene e nel male. Una metropoli di 6-7 milioni di abitanti effettivi, ai residenti bisogna aggiungere in non-residenti ( altrettanti) i turisti e gli operatori giornalieri di tutte le categorie ( per non dire che il solo aeroporto di Fiumicino scarica 50 milioni di persone l'anno).Conosco Milano ( commerciale in una multinazionale) ma ho pure qualche numero in testa e so che l'economia di un Paese si produce con il mercato interno ( altro che con le favolette del Paese esportatore) . Lo dico con una battuta per non dilungarmi: vedete quanti scontrini fa un bar a Roma e uno a Milano e vi rendete conto della realtà! La verità che metropoli di queste dimensioni non possono essere più governate con il concetto del Sindaco eletto come se fosse sindaco di Roccacannuccia perchè adesso il concetto è questo. Chiudo dicendo con una battuta ( che forse tanto battuta non è) che forse in questo Paese sarebbe da ripristinare sulle carte di identità il concetto di: cittadino romano o barbaro! Forse le cose migliorerebbero in Italia non solo a Roma...e negli ultimi anni di barbari a Roma mal vestiti, poco puliti oltre che con scarsa cultura ne sono scesi tanti
  3. Mahmoud Rispondi
    Vista la dai più decantata problematica di ospitare Ministeri ed altre strutture proprie dello Stato centrale all'interno del perimetro cittadino, proporrei di spostare queste a Milano. Io credo invece che nuove spese effettuate dallo Stato centrale (some i Ministeri) o da Stati esteri (quali il Vaticano) siano invece un vantaggio per il tessuto economico locale, sbaglierò io. D'altronde Parigi, Londra o Madrid sono molto povere "dovendo" ospitare le sedi centrali dell'amministrazione statale poverini.
  4. Henri Schmit Rispondi
    Su Roma non grava l’onere di dover ospitare tutte le strutture centrali dello stato, agenzie statali e sedi di partecipate pubbliche, le ambasciate e il Vaticano, e numerosi fornitori, consulenti e clienti di questi soggetti, ma gode del beneficio di poterli ospitare come privilegio e monopolio. A parte la CONSOB e un altro paio di eccezioni Milano deve camminare con le proprie gambe, con dinamica propria. L’unica opportunità di aumentare l’indotto pubblico Milano l’ha miseramente persa, ma forse più per colpa del governo di Roma (Gentiloni presidente del consiglio, Gozzi incaricato a Bruxelles), cioè la sede dell’EMA, un fallimento imperdonabile. Sono stato recentemente a Bruxelles (dove ho pure abitato mezz’anno trent’anni fa) e sono stato stupito del cambiamento, della bellezza e della ricchezza. Mi sono informato sui numeri demografici, sul contributo degli oltre 40.000 funzionari ed agenti UE, con famiglie, con stipendi tripli a quelli locali, e tutti quelli che li visitano professionalmente, un multiplo di loro! Roma assomiglia a Bruxelles. Ma non sa sfruttare il vantaggio. Varrebbe la pena fare i conti, per capire quanto Milano è grande di virtù propria!
  5. Lucia Sironi Rispondi
    Interessante come articolo ma non molto approfondito. A parte liquidare con due parole che Roma è più del doppio di Milano e molto più estesa, nessuna considerazione sulla governance di una città che è anche capitale e assomma non solo i presunti vantaggi MA anche gli svantaggi del doppio ruolo (vedi per esempio alla voce manifestazioni e ordine pubblico). In particolare i municipi romani pur gestendo popolazioni che sono una media città italiana non hanno l'autonomia gestionale di cittadine, per esempio come Brembate, che hanno qualche migliaio di abitanti. Insomma aspettiamo con fiducia maggiori approfondimenti.
  6. Giuseppe Morganti Rispondi
    Sottoscrivo per intero le osservazioni di Rombori, che avrei voluto muovere durante la lettura agli autori dell'articolo, i quali non sembrano averne tenuto conto. Aggiungerei le sedi parlamentari (Camera e Senato), governative, ministeriali etc. E le manifestazioni che periodicamente vi si svolgono in numero ben maggiore di altre città nel Paese. Basti poi guardare al trattamento che hanno altre città capitale in Europa (Parigi, Berlino, etc.) e si avrà la questione vera, che è quella dell'esigenza di uno statuto speciale per questa città, con conseguenti finanziamenti adeguati. E la tesi dell'articolo diverrà immediatamente superata. Ferma restando l'esigenza della moralizzazione (ma quella è un'altra storia).
  7. Giovanni Di Bartolomeo Rispondi
    Non capisco bene il punto. Se si vuole concludere che ..."si deve dubitare che riversare nuovi fiumi di denaro sulla capitale possa essere di per sé decisivo..." credo valga in generale, come il fatto che le misure di politica vadano fatte dopo “serie riflessioni”. Se invece il punto è che in realtà ciò sarebbe dannoso o inutile, questo potrebbe pure essere vero, ma la conclusione non sarebbe supportata dall'articolo. L’articolo evidenzia solo che Roma e Milano sono diverse, cosa immediatamente evidente già dal confronto delle estensioni (Roma è quasi 8 volte più grande). La mala gestione si concentra sull’AMA (in crisi) e sul sistema dei trasporti (che è praticamente inconfrontabile per mille motivi), poi se si confrontasse il reddito pro capite di Milano con quello delle persone che vivono nel centro di Roma (grande come Milano, in cui i prezzi delle case sono probabilmente simili) si otterrebbero gli stessi risultati? Anche l’analisi demografica è un po’ più complessa. Forse sarebbe più proficuo confrontare come le criticità di Roma sono affrontate (e risolte) in altre capitali comparabili e quanto i costi di Roma sono per la gestione del comune e quanto per la gestione del ruolo di capitale. A me sembra che l'articolo mostri solo che Milano non sia il benchmark per risolvere i problemi di Roma viste le differenze. Come, Rapallo non lo è per Milano. Senza che nessuno se la prenda.
  8. Pier Luigi Rispondi
    Milano ha per caso 13 MILIARDI di debito? Ai romani pesano 200 milioni l'anno fino al 2048, ai milanesi quanto pesano i 300 milioni spalmati su tutta Italia? "Scavare è difficile ovunque, impossibile da nessuna parte", nessuno mette in dubbio questo concetto, ma il problema, anche se l'avete liquidato con una battuta su i reperti archeologici, questi sono un fatto reale, perciò, quando vengono rinvenuti, il cantiere si DEVE fermare per i rilievi e questo tempo difficilmente viene recuperato. Io abito in periferia, al difuori del raccordo anulare a 29km dal centro, ebbene si trovano ancora reperti di ville romane o strade dal I secolo a.C. al IV d.C. e questi sono problemi che vanno gestiti. Milano fa il 65% di differenziata contro i soli 45% di Roma? Sicuro! Ma Milano non ha avuto un Cerroni che deteneva il monopolio della mondezza, (pertanto non aveva nessun interesse per questa pratica), gestendo la discarica più grande d'Europa e al quale, è stata lasciata mano libera nella gestione dei rifiuti, con il placet di uffici o consiglieri compiacenti se non collusi con il malaffare (Mafia Capitale).
    • RomborI Rispondi
      Non si tiene conto che su Roma pesano degli obblighi come capitale d'Italia e che richiedono impegni finanziari non trascurabili. A Roma risiedono i Corpi Diplomatici sia presso il Governo italiano che accreditati presso la Santa Sede. La presenza di due Ambasciate per quasi ogni nazione del mondo, è un impegno gravoso e che è una caratteristica unica di Roma. Anche la presenza nel territorio del Comune di uno stato straniero di grande visibilità come lo Stato Vaticano, richiede un gravoso impegno organizzativo e quindi finanziario piuttosto pesante. Sono impegni che ne Milano ne altre città italiane debbono sopportare. Tutto questo richiederebbe da parte del Governo centrale un'attenzione particolare, e forse una legge che regoli i rapporti tra lo Stato e la sua Capitale.
      • bob Rispondi
        "La presenza di due Ambasciate per quasi ogni nazione del mondo..". i corpi diplomatici sono 3 per ogni Paese c'è anche la FAO !!
    • Giustino Rispondi
      Scusi, a chi attribuisce la responsabilità del debito? A chi attribuisce l'incapacità di incassare i tributi locali? La programmazione per gli impianti di raccolta rifiuti? La gestione disastrosa di Atac? L'incapacità di far lavorare quelli che lo dovrebbero fare? I dirigenti e gli amministratori pensano a garantire rendite o al bene comune facendo scelte anche difficili? Roma è lo specchio della rendita e dell'irresponsabilità finanziaria, i pilastri sui quali si fonda il paese.
  9. Carlo Rispondi
    Inoltre non mi risulta che i bus dell'ATM prendano regolarmente fuoco per mancata manutenzione, né che l'assessore milanese ai trasporti si sia mai vantato che quest'anno ne sono andati a fuoco meno che negli anni passati. Né che l'ATM abbia piu dipendenti d'ufficio che guidatori.
  10. Savino Rispondi
    E' l'intero benessere organizzativo delle aree metropolitane da rivedere. Vanno sicuramente incentivate rispetto ai piccoli borghi periferici, ma ne va migliorata la vita sui diritti, sui servizi essenziali, sulla sicurezza, sull'ambiente. In Italia, oggi, credo non ci sia una città grande realmente vivibile, eppure non abbiamo delle megalopoli. Penso che le nostre città abbiano bisogno anzitutto di tornare alla realtà che hanno vissuto nella seconda parte del '900, dove si conciliavano progresso, tecnologia, laboriosità ed umanità, dove si distinguevano ancora il buono dal cattivo ed il giorno dalla notte.
  11. andrea Rispondi
    bel contributo, forse anche troppo generoso nei confronti di Roma, dove città e area metropolitana coincidono in gran parte, facilitando in teoria molte decisioni di policy; a Milano invece ogni giorno arrivano dall'area metropolitan centinaia di migliaia di persone che consumano I beni e soprattutto servizi forniti dal Comune