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  1. Henri Schmit Rispondi
    Terzo: bisognerebbe aggiungere i dati sui contributi sociali "evasi", o diciamo semplicemente "non pagati" (social security contributions gap). Di nuovo ci sarà una correlazione fra paesi del SSC-gap con i NPL perché in Italia le imprese falliscono dopo anni di inadempienza nei confronti delle casse sociali - loro stesse inadempienti (quindi colpevoli!) nei confronti dei loro debitori, sfortunati o furbi. Non conosco i dati statistici che però devono esistere.
  2. Henri Schmit Rispondi
    Dimenticavo: il divario fra VAT-gap italiano e quello D-F-UK è correlato al divario fra gli stessi paesi circa i NPL. Ma come mai? qualcuno chiederà. Il nesso sono i fallimenti; una legislazione bizantina ed inefficace con procedure per le imprese insolventi troppo complesse, lunghe ed incerte è il vizio strutturale dove si annidano i trucchi e trucchetti per arricchirsi fallendo. E a tutti va bene così, nessuno ne parla, si preferiscono le statistiche internazionali che ovviamente fanno fatica a integrare questi elementi.
  3. Henri Schmit Rispondi
    Potrebbe far sorridere il fatto riportato nell'articolo che il Lussemburgo figura fra i paesi dove si evade meno. Ma non è uno scherzo, corrisponde al vero. Bisognerebbe però calcolare le differenze non in valore valori assoluti, ma in % del tax gap. Limitando il confronto all'IVA di nuovo il Lussemburgo (IVA al 17%) è con la Svezia (con un IVA standard al 25%) fra i paesi dove si evade meno, il Regno Unito lontano dopo l'Italia uno dei paesi dove si evade di più. Non bisogna pensare che il VAT gap sia dovuto solo alle partite IVA furbe (idraulici, dentisti, etc). L'importo immenso evaso in Italia (e in Regno unito) si spiega solo riconoscendo l'importanza dei montaggi fraudolenti, dolosi, dovuti a 1. una regolamentazione bizantina, incomprensibile; 2. un'amministrazione che non riesce a gestire la propria (pubblica) complessità; 3. un sistema giudiziario formalistico che distrugge gli onesti sfortunati o truffati e salva i veri criminali fiscali; 4. una mancanza di studio da parte dell'accademia (non dico da parte degli esperti perché loro sono i consulenti più pagati nel paese che mai uccideranno la gallina alle uova d'oro); 5. un'opinione pubblica deviata da declami demagogici che abilmente occultano la realtà.
  4. umberto marchesi Rispondi
    Sarebbe forse corretto integrare con un rapporto fra importo evaso e popolazione ovvero evasione pro.capite
    • Maurizio Bertini Rispondi
      Certo: sarebbe corretto. Mi limito ai quattro paesi con il maggiore importo evaso, che per una "strana" coincidenza sono quelli col maggior numero di abitanti. Dati da Wikipedia italiana: Italia: 60.359.546 abitanti Germania: 82.366.300 Francia: 68.303.234 Regno Unito: 67.545.757 Pertanto l'Italia, fra questi quattro paesi, dovrebbe essere al quarto posto come importo evaso totale e a maggior ragione pro capite. Invece siete ampiamente al primo. Lei come lo spiega a un libero professionista che vive in Germania e che, come nota giustamente un altro commentatore, emette regolarmente fattura, non perché io sia un santo onestissimo, ma perché se non emetto fattura i miei clienti non mi pagano?
  5. Gerardo Rispondi
    Ceteris paribus per quanto riguarda il restante livello di imposizione tributaria, portiamo l'aliquota massima Iva diciamo al 7 per cento e suppongo che non sentiremo sostanzialmente più parlare di evasione dell'Iva. Lo Stato così dovrà rinunciare a del gettito e fare minore spesa pubblica? Tanto di guadagnato, visto che quello che sta strangolando il nostro paese è un'espansione indiscriminata di spesa pubblica inseguita da tassazione. Per quanto riguarda la proposta di Confindustria di tassare i prelievi denaro contante, cioè di moneta legale, stenderei un velo pietoso: una tipica proposta che al massimo può servire gli esclusivi interessi dei governanti e dei gruppi ad essi contigui.
    • Maurizio Bertini Rispondi
      Tassare i prelievi di contanti, cioè dei NOSTRI soldi, è un modo per indurci a metterli sotto il materasso (tanto, con gli interessi attuali sul c/c, ...) o per regalare i nostri dati ai gestori di carte di credito e bancomat quando le usiamo per fare acquisti evitando quel balzello. Le banche, Visa, Mastercard ecc. ringraziano sentitamente i politici che dovessero votare questa proposta demenziale. Anche quella di ridurre l'aliquota IVA al 7%, però, non scherza. L'evasione non dipende tanto dall'aliquota o dall'importo evaso, quanto dalla probabilità di non essere beccati.
  6. LUCIANO PONTIROLI Rispondi
    Si continua ad imputare l'evasione i.v.a. ai liberi professionisti in maniera indiscriminata, dimenticando che quelli che assistono altri liberi professionisti o, soprattutto, imprese di qualsiasi genere ed altri enti emettono regolarmente fattura perché i loro clienti altrimenti non pagherebbero le loro prestazioni. Solo per quelle rese a persone fisiche non esercenti attività d'impresa è possibile non emettere la fattura, assumendo il rischio di una verifica fiscale.
    • Marco Rispondi
      A meno che non si aderisca alla flat tax al 15%, dove le fatture da scaricare non servono più e quindi vai di nero