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  1. Marcomssimo Rispondi
    La recessione sta colpendo anche in Germania; la europa nel suo complesso è la palla al piede della economia mondale, come del resto Trump dice praticamente ogni giorno. Se non si cambia paradigma; se non si esce da queste logiche monetariste asfittiche; se non si esce dal sadomasoichsmo economico e non si comincia a rilnciare la domanda invece di riversare soldi nelle banche che nel sistema che tanto nel sistema non ci vanno; se non si fa questo non ne usciremo mai.
  2. Francesco Rispondi
    Buongirno dott Daveri, con rispetto devo dire che i suoi articoli appaiono inefficaci. Quasi mai ci sono suggerimenti concreti. Il m5* ha origine nel mare di scandali che sono alla base del debito pubblico. La lotta alla corruzione di cui sono portabandiera è la base per ridurlo. Partendo da questo presupposto giuridico si possono fare ipotesi economiche. Tacciare di populismo una partenon è piu sufficiente a spiegare l'esigenza di legalita dei cittadini. Saluti
    • Savino Rispondi
      Questo è vero e Beppe Grillo mi pare abbia fatto finalmente chiarezza. Sono piuttosto alcuni italiani che non c'entravano niente coi 5s ad avere speculato su quell'ondata di protesta. Non tutta la protesta è stata protesta sana.
    • Pao Rispondi
      Il debito pubblico viene in gran parte dalle pensioni troppo generose concesse a troppe persone e secondariamente da scelte politiche che da almeno 20 anni limitano la crescita economica. La lotta alla corruzione (fatta come non si sa per ora) non serve quasi a nulla nella riduzione del debito pubblico. M5S e' un movimento populista (tacciare? a me sembra una constatazione ovvia) e il PD va a ruota pur di andare al governo e posticipare Salvini.
  3. QualeWelfare Rispondi
    interessante "sinistra populista"...chissà quale categoria analitica di populismo (che fa tanto bello nel titolo...) si sta adoperando qui..ah, se nel Belpaese gli economisti facessero gli economisti e non i politologi...chissà, magari staremmo meglio... ps. by we way, "premier" non esiste in Italia, il Presidente del consiglio non è un "Premier"..per questo basterebbe anche un buon manuale di Diritto Costituzionale ;)
    • Francesco Daveri Rispondi
      Da maldestro economista mi limito a distinguere i populisti di sinistra (il nuovo governo) da quelli di destra (Salvini, Trump). Mi pare abbiano in mente idee diverse su quali siano le preferenze del loro "popolo". Sono sicuro che altri scienziati sociali potrebbero fare analisi più sofisticate. Su premier: se in un pezzo giornalistico hai già usato una volta "presidente del consiglio", la volta dopo, per evitare di ripetere la stessa espressione, usi "premier". è una prassi. I pezzi giornalistici si distinguono dai ponderosi manuali delle varie discipline perché sono più leggeri e di facile lettura.
      • Savino Rispondi
        Di sicuro, caro Professore, una corretta azione di Governo ed un corretto disegno di politica economica oggi non possono prescindere da una attenta diversificazione tra quella parte di popolo silenziosa effettivamente sofferente e quella parte di popolo chiassosa che si è arricchita negli anni della crisi. Confindustria ha proposto una tassa sul contante, la consideriamo "populismo di sinistra" o bypassiamo perchè non ancorata alle italiche consuetudini?
    • Henri Schmit Rispondi
      Il termine premier esiste, eccome, nel gergo prima politico (gli attori) poi politologico (gli studiosi) italiano, almeno dai tempi di Berlusconi presidente del consiglio e promotore di riforme elettorali (con l’indicazione del candidato premier sulla scheda elettorale, una mostruosità italica non adeguatamente combattuta) e costituzionali (l’elezione diretta del primo ministro, si diceva). Le sue (QW) osservazioni anonime sono false; è troppo facile agire in questo modo senza metterci il nome e la faccia. Il commento sul populismo che può ovviamente essere di DX o di SX esattamente come le dittature possono essere di DX e di SX è talmente vuota che non meriterebbe risposta. La prossima volta taccia!
  4. D. Vallone Rispondi
    Il c.d. reddito di cittadinanza sembra possa ingenerare diversi effetti distorsivi. Mi chiedo, dunque, se non sarebbe opportuno pensare, da un lato, ad una sorta di integrazione del reddito di alcune fasce di lavoratori e dall'altro al pagamento dello svolgimento di attività sociali invece che ad una semplice erogazione di denaro senza sostanziali contropartite (si conoscono bene le difficoltà dei centri per l'impiego, infatti, di trovare e proporre ai beneficiari dei lavori). L'integrazione dovrebbe operare nei confronti di coloro che svolgono un lavoro al di sotto di un certo reddito o che svolgano lavori nell'ambito di un piano pubblico che preveda, per esempio, pulizia delle strade, delle spiagge e degli spazi verdi; manutenzione di edifici e spazi pubblici; attività sociali nei confronti di anziani, immigrati, persone con handicap, senzatetto (dall'accompagnamento per visite mediche o per pratiche burocratiche alla raccolta e distribuzione di cibo e vestiario e altro ancora). Insomma, di attività ce ne sarebbero tantissime. Il punto è che si potrebbero soddisfare esigenze per lo più, al momento, prive di risposte e, nel contempo, legare la corresponsione di denaro pubblico allo svolgimento di attività lavorative che mantengano un legame con il "fare", con il lavoro, di persone che, se già dipendenti, vedrebbero migliorare le proprie condizioni senza aggravi di costo per le imprese e, se non occupati, svolgerebbero attività necessarie, meritorie e di vera utilità.
  5. Savino Rispondi
    Sono gli italiani adulti agiati a dover fare un bagno di realtà, avendo sbagliato completamente l'agenda delle priorità per il Paese. E' una vergogna veder protestare i benestanti, come se mancasse loro il pane. I noistri giovani cervelli sono stati costretti a stare zitti e andarsene all'estero. Basta parlare della flat tax incostituzionale. Basta parlare delle pensioni. Chi ha le disponibilità e le proprietà pagasse le tasse senza nascondere al fisco i propri lingotti d'oro