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  1. davide445 Rispondi
    Di solito non faccio riferimento ad altri ma mi é capitato di leggere questo articolo che fa riferimento agli stessi problemi qui trattati, e non è possibile non notare la stridente differenza con le politiche nostrane https://www.cnbc.com/2019/08/05/poland-and-croatia-propose-scrapping-income-taxes-for-young-people.html
  2. C. Veronesi Rispondi
    Nonostante i rumori e i timori di crisi, nei paesi industriali europei persiste la domanda di mano d’opera straniera. Come scrive qui Attilio Pandini, la richiesta delle loro economie è ben più vigorosa di quella del mercato italiano. Un esempio. Un recente studio dell’UBS, di cui dà notizia la Tribune de Genève, prevede che nei prossimi dieci anni verrebbero a mancare alla Confederazione più di 300mila lavoratori. Secondo l’UBS - scrive la Tribune - “l’economia elvetica dovrebbe creare, in quel periodo, circa 520mila nuovi posti di lavoro, ma soltanto 200mila persone sarebbero disponibili, con un deficit di 320mila posti”. Che sarebbero coperti, come la tradizione svizzera insegna, con l’allungamento dell’età pensionabile, la diminuzione dei lavori a tempo parziale, il riassorbimento di una percentuale dei disoccupati (qui già ridotti all’osso); ma anche con un nuovo ricorso a un (“modesto”, si augura il giornale) aumento dell’immigrazione. Perché gli immigrati residenti in Svizzera già si aggirano sul 24% della popolazione. Come se oggi in Italia, su 60 milioni di abitanti si contassero 14,4 milioni di stranieri, invece degli attuali 5,15 milioni.
  3. Agata Rispondi
    Se ne parla da tanto tempo... Piaga sociale... a tutti i livelli. Fuggono già dal Sud a partire dalla fine delle superiori (causaanche i test di sbarramento - università a numero chiuso in Italia). Non si può fare di meglio in Italia?
  4. Attilio Pandini Rispondi
    Lodevole la premura di cautelarsi con le ipotesi: “L’emigrazione potrebbe anche ridurre il potenziale di crescita del paese”; “Il minor numero di nuove imprese potrebbe essere la causa e non l’effetto dell’emigrazione”, ecc. Anche se talvolta si cede alla tentazione dell’ovvietà: “Un importante fattore di attrazione dei giovani è la presenza all’estero di un gruppo [anzi, di un network: fa più fine] di concittadini che fungono di supporto”. ( Gruppi in ogni caso meno consistenti, per forza di logica, di quelli esistenti in Italia). Provo dunque a formulare qualche altra ipotesi: 1) Di solito nei Paesi di destinazione c’è più domanda di lavoro; 2) Di solito in quei Paesi l’inizio di un’attività è più facile, meno costoso, spesso favorito; 3) In Italia (e in Grecia!) si riconosce per legge valore legale ai titoli di studio, cioè si aprono le carriere statali alle schiere di giovani (meno preparati ma meglio giudicati nel voto di laurea) provenienti dalle università-diplomifici. Con l’effetto di abbassare sempre di più il livello della nostra burocrazia e di spingere molti dei migliori giovani verso l’emigrazione.
    • Vittorio Rispondi
      Questo commento è il motivo per cui i giovani continuano ad abbandonare il nostro paese.Vorrei precisare che non ci sono diplomifici, questa è solo una sua impressione non supportata da nessun dato oggettivo, dato che siamo il paese con la percentuale più bassa di laureati. Inoltre la pubblica amministrazione ha un'età media molto elevata quindi la burocrazia farraginosa del Bel paese è il risultato dell'incapacità di lavoratori in età avanzata che lei ritiene più esperti.
  5. Fabrizio Fabi Rispondi
    Lavoro interessante, tesi che condivido. Oltre che per l'Italia attuale, vale per quella del passato, con l'emigrazione dal Sud che ha fortemente deprivato l'area di capacità imprenditoriali. E vale certamente per i paesi africani di oggi; ho ascoltato più volte l'ambasciatore del Marocco che segnalava il medesimo depauperamento del suo paese a causa dell'emigrazione verso l'Europa.Tornando all'Italia, non mi sembrano esserci dubbi che la causa sia l'immane blocco di interessi corporativi (dal familismo amorale alla partitocrazia) che ha creato lo spaventoso degrado della politica e dell'amminstrazione pubblica che ci soffoca e ci spinge a scappare, se appena possiamo.
  6. Savino Rispondi
    In Italia sono rimasti, volutamente, per poter emergere, solo la stupidità, l'ignoranza, l'egoismo, la disumanità, l'ostentazione e l'esibizionismo, che, miscelati, fanno il declino trash di questo Paese e della sua popolazione senior. Forse vivranno più larghi e vivranno più a lungo, dopo essersi tolti di mezzo quei rompiscatole e quei sofisticati degli under 45, ma, di sicuro vivranno peggio e più isolati dal resto del mondo, persi nella dabbenaggine della loro superiorità sovranista. Intanto tutto il mondo (anche quello che, fino a poco tempo fa, non ti aspettavi) va avanti ed il mediocre italiano, col vanto di essere mediocre, va indietro.