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  1. Corrado Giustiniani Rispondi
    Siamo sicuri che se ne siano andati solo in 117 mila nel 2017? Così calcola l'Istat,, che tiene conto però solo di quanti si sono cancellati dall'anagrafe. Ma molti se ne vanno senza farlo. Secondo una stima dell'Istituto di ricerche Idos, ad allontanarsi nel 2017 sarebbero stati in 290 mila, ovvero due volte e mezzo di più.
  2. umberto Rispondi
    ...Di esempio sono il programma “Torno subito” della Regione Lazio e “Brain back” in Umbria... Ma per favore....
  3. Savino Rispondi
    Purtroppo non è una migrazione dovuta alla necessità di "fare esperienza", ma è una migrazione dovuta alla necessità di avere un primo approccio col mondo del lavoro idoneo al proprio titolo di studio ed alla necessità di uscire dalla paghetta dei genitori e avere uno stipendio proprio. Ai nostri giovani sappiamo dare solo pacche sulle spalle, ma non è sufficiente la vana gloria, bisogna poter essere autonomi, per metter su famiglia, per mangiare e pagare un mutuo per un tetto sulla testa. Questo gli italiani adulti non se lo sono messi ancora nella zucca e continuiamo a parla di pensioni, di "sicurezza", di migranti, di "razza", quando l'unico problema è quello di cercare di dare un futuro a figli e nipoti e la grande colpa è quella dell'egoismo delle generazioni precedenti, creatore del macigno del debito pubblico. E' inutile che gli italiani, ingordi di una ricchezza che si spreca, di appartamenti in centro, villini e fondi di investimento in azioni, continuino a fare gli ipocriti, quando ci sono i nostri giovani laureati in condizioni di vera indigenza, soprattutto se provengono da famiglie normali, che hanno fatto tanti sacrifici per farli studiare.