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  1. Antonio Petrina Rispondi
    Premesso che il debito e' accresciuto nel 2018 per armonizzazioni contabili imposte da leggi di derivazioni comunitarie( leggi comunicato b ca d'italia su nuovo ingresso di n. 8 enti nel perimetro della p a tra cui rete ferroviaria) , la regola europea sul debito da applicare intelligente sarebbe quella proposta da Faini il 13.12.2004 su questa rivista ancorandola alla golden rule. Caro prof Daveri e' d'accordo su questa regola del debito ?
  2. Roberto boschi Rispondi
    Lei sa bene che le regole europee sono una accozzaglia di tetti e limiti che agiscono in modo pro-ciclico. Non è un caso se molti Stati, prima o poi e con insistenza negli anni, le hanno violate. Sia onesto e non faccia una articolo dove si da per scontato che la Procedura di Infrazione sia una cosa buona e giusta per punire "uno stato cattivo" perché amministrato da una parte politica che è all'opposizione in EU e, ovviamente, non trova il Suo gradimento. Da un professore del suo livello c'è da aspettarsi molto più rigore scientifico.
    • francesco daveri Rispondi
      Lasci stare l'onestà, per favore, e si limiti a esprimere il suo punto di vista senza insultarmi. Questa potrebbe essere già essere tutta la risposta che si merita. ma siccome agli insulti sono abituato le rispondo anche sul contenuto. Le regole fiscali europee (regola del 3 per cento + debito al 60 + fiscal compact) sono solo una delle forme che possono prendere le balanced budget rules che devono esistere in ogni unione monetaria, altrimenti l'unione monetaria non sta in piedi perché tutti i paesi fanno troppo deficit a spese della valuta comune. Si può provare a ridurre ulteriormente (l'attenuazione c'è già nei trattati) la prociclicità di queste regole ma non la si può eliminare. Si può anche predisporre un bilancio federale comune a fini di stabilizzazione. Cioè si può fare più Europa. Ma non vedo accordo in tal senso, soprattutto da parte del nostro governo.
    • Henri Schmit Rispondi
      #RBoschi: Dovreste invece ringraziare una Commissione severa e criticare quella attuale finora troppo moscia. Le regole europee sono linee guida per orientare le politiche fiscali nazionali in modo convergente e virtuoso. Per definizione “i limiti limitano” le possibilità di interventi anti-ciclici. In realtà è L’Italia zoppa e inadempiente che è un freno, un limite e un rischio per politiche comuni più espansive. Coloro che promuovono misure anti cicliche senza riforme strutturali non danneggiano solo se stessi ma tutta l’area. Peggio se le misure anti-cicliche sono pure inefficienti, o aggravano il ciclo. L’unico attenuante della responsabilità degli attuali governanti è che non hanno inventato loro né gli errori né soprattutto il discorso pubblico giustificativo del loro fallimento che accolla le colpe all’UE, ai vincoli esterni. Questo è stato insegnato loro magistralmente dai precedenti governanti pre-2011 e post-2014, e dai loro apologeti.
  3. Roberto Rispondi
    Come fa a calcolare 12,3 miliardi di clausole di salvaguardia iva? Nel def le clausole di salvaguardia per il 2020 valgono 23 miliardi. Inoltre per la manovra complessiva del 2020 bisogna prendere in considerazioni anche circa 5 miliardi di spese indifferibili, che solitamente si presentano ogni anno nel bilancio, quindi il conto delle maggiori risorse da reperire si alza ulteriormente.
    • francesco daveri Rispondi
      Caro Roberto ha ragione. ora mettiamo a posto. grazie