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  1. Gaetano Proto Rispondi
    Ultimo aggiornamento del bestiario RdC: a partire dalla rata di giugno in pagamento nei giorni scorsi, l’INPS ha iniziato a scalare pro quota -- senza preavviso e senza spiegazioni -- il ReI percepito nei primi mesi dell’anno, cioè quelli non coperti dal RdC stesso! Possiamo quindi aggiungere agli errori di disegno del RdC (e alle fonti di risparmio indebito a spese degli aventi diritto) quello di non aver saputo prevedere una transizione ordinata tra le due misure. Sarebbe comunque interessante conoscere in dettaglio il numero di nuclei e di persone coinvolte in questa transizione, e magari pure di quelle non coinvolte, nel senso che continuano a percepire il ReI, si suppone perché più conveniente. Qualche giorno fa Il Sole 24 Ore ha scritto che tra i 674mila nuclei familiari che a fine maggio risultavano beneficiari del RdC (o della PdC, in una minoranza di casi) circa 248mila erano percettori del ReI, un dato di presumibile fonte INPS che si spera verrà presto debitamente diffuso e dettagliato, si spera in versione aggiornata a fine giugno.
    • Gaetano Proto Rispondi
      Aggiornamento dell'aggiornamento (gennaio 2020): da una lettura attenta del report trimestrale aprile-dicembre 2019 dell'Osservatorio ReI-RdC dell'INPS, si apprende che a fine anno si è materializzato un "nuovo indirizzo ministeriale in materia di non valorizzazione del Reddito d’Inclusione erogato nel 2019 nel computo del reddito familiare: nel mese di dicembre si è provveduto quindi a conguagliare gli importi precedentemente decurtati ovvero a ripristinare le domande decadute a causa della valorizzazione del ReI nel reddito familiare". Anche in questo caso, niente preavviso e niente spiegazioni, a quanto pare, ma almeno i beneficiari sono stati contenti perché è sembrato un regalo di Natale...