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  1. Roberto Convenevole Rispondi
    L’articolo dovrebbe essere stato firmato a rigore dalla Redazione che, con la decisione di pubblicare un estratto di un libro, evidentemente condivide totalmente le tesi dei due Autori. Non essendo un esperto di Scienza delle Finanze, che invece abbondano su La Voce, mi limito a rispondere alla prima domanda (perché in Italia la FT esercita tanto fascino?). La risposta è secondo me semplice: nessun Paese civile ha una aliquota Irpef così elevata sul primo scaglione di reddito: 23%. Da anni nonostante le addizionali (la mia aliquota marginale è il 43%), il rapporto tra le due è solo 1,87. Fino alla riforma Visco del 1996-97 quel rapporto era 7,2!! Le detrazioni, deduzioni ecc. non cambiano la sostanza. Pertanto l’Italia ha di fatto un sistema fiscale che massacra i lavoratori dipendenti con i redditi più bassi ed i pensionati con pensioni basse. Su questa platea, che per vari motivi diversi si sta restringendo, si regge di fatto il nostro sistema fiscale che io qualifico, non essendo un esperto della materia, come un sistema altamente regressivo. Dopo Visco abbiamo avuto Tremonti che portò la prima aliquota al 23%. Forse sbaglio, ma non mi pare che la Commissione Ceriani istituita da Tremonti nel 2010 abbia mai partorito proposte per uscire dal ginepraio delle cosiddette spese fiscali. Con il ché ci trasciniamo da allora le cosiddette clausole di salvaguardia sull’IVA. Nei decenni il sistema Irpef si è imbastardito ed a questo punto il popolo vuole la Flat Tax.
    • Giuseppe GB Cattaneo Rispondi
      Osservazioni interessanti.
    • Amegighi Rispondi
      Sono daccordo con la sua valutazione negativa della pressione fiscale italiana. Ma, forse, ciò non è la conseguenza delle enormi spese che dobbiamo sostenere ? Se decidiamo di abolire la Fornero, e aumentiamo il debito, da qualche parte i soldi li dobbiamo tirare fuori. Oppure dobbiamo tagliare, ma non solo le spese superflue, credo. Comunque alla fine è un serpente che si mangia la coda, lo riconosco. Ma se andiamo alla flat tax, non mi sembra che le nazioni dell'Est che la applichino possano essere considerate come modello di libero mercato, nè di democrazia aperta. Lasciando perdere valutazioni politche, l'IVA dell'Ungheria è la più alta dell'UE (quindi i soldi da qualche parte ritornano allo stato.....) e sono da segnalare le recenti proteste per l'obbligo introdotto per legge di un certo numero di ore straordinarie all'anno (400) che il datore di lavoro potrà pagare in 3 anni. Diciamo che non siamo proprio nella condizione ideale per valutare un reale effetto della flat tax.....
    • Henri Schmit Rispondi
      Ottimo intervento!
    • Vincenzo Rispondi
      Osservazioni molto interessanti. A tutto ciò si deve capire se e come gli enti locali avranno ulteriori margini di manovra per aumentare le addizionali. Spero non accada, ma credo si corra il rischio che se da una parte diminuisce la tassazione nazionale, si vedrà poi aumentare la tassazione locale: il saldo nelle tasche delle famiglie non è detto che sia a zero
    • roberto Rispondi
      Ottimo e condivisibile commento. Conferma la discussione che avvenne in Ass. Cost. il 23 maggio 1947 dove venne abolita l'allora sistema di fatto, nel suo insieme, proporzionale! Infatti i costituenti volevano che i tributi indiretti sui consumi, essendo regressivi che penalizzavano in modo grave ed ingiusto le classi meno abbienti, trovassero la loro progressività in sede di accertamento del reddito globale personale effettivo. Purtroppo tutto questo non è attuato e le gravi ingiustizie che danneggiano le classi meno abbienti si sono amplificate.Basti pensare alle aliquote IVA ed Irpef. L'IVA dal 1973, ha sostituito l'IGE che aveva 2 aliquote del 2 e del 3 per cento, è passata da una media per consumi di 1a e 2a necessità del 6% ed una del 38% sui beni di lusso, ad una media odierna del 12 su consumi di 1a e 2a necessità ad una massima del 22% su prodotti di 1a e 2a necessità ma anche su beni di lusso essendo stata abolita nel 1992 quella del 38%.Per esempio: quando mettiamo sullo stomaco un pezzo di pane vi entra al 4% ed esce al 22% con la carta igienica elevata a prodotto di lusso!
  2. Henri Schmit Rispondi
    Proporzionale significa una linea piatta, progressiva una retta diagonale, in teoria infinita. Con mai nell’economia digitale che ha generato redditi e indirettamente patrimoni immensi, mai visti dai tempi di Creso e di Fugger, sicuramente non dalle rivoluzioni liberal-democratiche, anti-dispotiche del 700, si propone una flat tax o comunque un cap molto basso alla tassazione dei redditi più alti? Non si dovrebbe fare proprio l’opposto, nell’era digitale? Ma il colmo è che l’idea estemporanea viene promossa proprio nel paese con i maggiori problemi 1. di disuguaglianze sociali (indice Gini), 2. di debito pubblico, interessi passivi e deficit cronico, e 3. di inefficienza fiscale, di squilibrio fiscale (dipendenti vs. indipendenti) e di evasione fiscale? Non ha ragione Landini che dice che si tratta di un’enorme presa in gira? di un doppio inganno: 1. perché dietro l’apparenza di favori fiscali ai ceti medi si creano nuovi privilegi per i più fortunati e 2. perché non si farà davvero, si aumenta il bizantinismo invece di ridurlo e tutto serve solo alla campagna elettorale davanti ad un’opinione pubblica corrotta da un quarto di secolo di demagogia e un mondo accademico complice, senza giudizio.