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  1. Michele Rispondi
    Lo strumento perfetto non esiste. Come giustamente ricorda l’articolo in Italia abbiamo un problema di disoccupazione ma anche di retribuzioni troppo basse da troppo tempo. Negli ultimi 15 anni i governi Berlusconi, Renzi, Gentiloni etc non hanno affrontato il problema, ma hanno solo distribuito incentivi a pioggia alle imprese (solo jobact è costato 20 mld_) ottenendo in cambio solo precarizzazione del lavoro, pochi occupati in più e un calo degli investimenti privati oltre il 20%. RdC ovviamente da solo non è la panacea a tutti i mali. Ma un segnale di una inversione di tentenza da troppo tempo attesa
  2. Stefano Asterino Rispondi
    E' terrificante leggere articoli scritti sul nulla. In quale punto del disegno di legge c'è scritto che la misura farà rialzare i salari ?? Il RDC è conforme agli schemi di reddito minimo garantito esistente in tutti i Paesi europei (es. Germania, Francia, ecc..). Continuare a parlare di strumento contro la cultura del lavoro quando in Paesi ritenuti (?) più avanzati di noi l'hanno adottato da anni vuole dire semplicemente essere di parte. Dell'Unione Europea prendiamo solo gli strumenti di impatto più negativo (vedi bail in), senza renderci conto proprio l'adozione di politiche sociali comuni a livello europee potrebbero aiutare a fare crescere il sentimento favorevole all'integrazione europa nel nostro Paese.
  3. Pentangeli Rispondi
    L'Italia è fra i due ultimi paesi UE a non avere ancora uno strumento di questo tipo, che andava dispiegato una decina di anni fa onde contrastare il calo della domanda. L'analisi dell'articolo è esaustiva in quanto il rdc non può pretendere di fungere da politica attiva del lavoro. La sua funziona va intesa secondo due prismi : quello degli economisti ultraortodossi austriaci, i primi a proporlo: proteggere i più deboli dall'indigenza e mantenerli "nel mercato". Poi uno keynesiano, oggi più importante alla luce del fallimento delle politiche liberiste "di aggiustamento" : sostenere la domanda interna. Quest'ultimo è il senso che vi è attribuito dai nostri partner europei, e difatti, guardando la Francia in cui la crisi ha colpito in maniera strutturalmente paragonabile, il reddito di cittadinanza permette di sostenere la domanda e di rendere i giovani più autonomi. La misura certamente è imperfetta, come ogni scelta politica importante. Tuttavia mi stupisco di chi, con compiacenza pseudo-intellettuale, da un lato ama lodare i vicini europei e dall'altro sputa nel suo paese quando si allinea a misure ormai standard, che altrove esistono da decenni.
  4. Marcomassimo Rispondi
    Il problema è molto semplice, tutti lo conoscono ma nessuno ne parla non si sa perchè però si può intuire; un sistema liberale come l'attuale già di per sè non è intrinsecamente capace di creare la piena occupazione; aggiungiamoci pure un sistema economico come l'italiano che ha aspetti di fragilità ed è impossibilitato a ricorrere alla svalutazione della moneta per il fatto nefasto dell'euro; fate la somma delle due cose e ci esce la alta disoccupazione italiana che ormai è un fatto strutturale; certo la souzione migliore è emigrare e molti lo stanno facendo; ma non puoi sperare che si svuoti tutto il sud per metterci una pezza; e alla fine qualche forma di sussidio per tappare il buco lo devi pure dare; una moneta forte come l'euro per una terra ancora rimasta molto indietro come il mezzogiorno è semplicemente un cappio al collo; pura follia; il fatto che questa è una epoca di follie che sono divenute pure esse un dato strutturale; per quanto riguarda i minijob tedeschi forse andrebbero bene a Catanzaro; per una superpotenza industriale come la Germania sono un puro orrore, emblema appunto della insanità totale dei tempi.
  5. donata lenzi Rispondi
    al ragionamento manca un passaggio e cioè che il rdc va anche ai lavoratori se guadagnano poco e secondo l'inps saranno 400.000 le famiglie dove uno lavora a ricevere il rdc. quindi a maggior ragione non si modificheranno i salari
  6. Marco Di Marco Rispondi
    ottimo contributo
  7. Marco Di Marco Rispondi
    Finalmente un ragionamento chiaro, nonostante la complessità del tema... molto dipende da come sarà definita l'offerta congrua e dal livello del salario minimo... il reddito di cittadinanza ha un importo massimo di 780 euro (per gli inquilini singoli), ma la soglia per l'integrazione salariale è di 500 euro... quale dei due importi definirà il salario dell'offerta "congrua" (che attualmente dice solo che il salario dev'essere superiore del 20% all'ultima indennità di disoccupazione percepita)... quale sarà il livello del salario minimo?... l'equivalente orario di 780 euro al mese è un importo non altissimo (fra i 4,5 euro netti all'ora, che diventano 6, se si includono i contributi)... se il riferimento saranno i 500 euro, l'importo sarà ancora minore (fra i 3 e i 4 euro all'ora)... sotto questo importo, c'è solo il caporalato in nero nell'agricoltura e poco altro... sicuri che possa distruggere l'economia italiana?...
  8. Qualewelfare Rispondi
    Un po' pochini i dati empirici a sostegno della tesi "vi sono molte ragioni per essere scettici sulla possibilità che il reddito di cittadinanza possa far crescere i salari più bassi" non credete...? ...
  9. Savino Rispondi
    Il rdc è solo un'operazione di voto di scambio, non ha carattere nè di wefare, nè di politica attiva. M5s si è dimostrato, più che anti-casta, anti-sinistra e, in questo senso, ha demolito ogni, pur minima, istanza di dignità del lavoro presente.