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  1. Tania Rispondi
    Il fulcro del provvedimento è la piattaforma nazionale AnpalServizi,e le declinazioni regionali (per competenza locale) come LazioLavoro etc. Piattaforma che, con piccoli miglioramenti software, diviene facilmente simile a infojobs.,Per renderla veramente operativa basta introdurre degli incentivi/agevolazioni che spingano le imprese a pubblicare offerte di lavoro su questa piattaforma. Segue sempre che, se l'azienda sceglie un candidato, questi si reca al CPI di pertinenza per l'avvio al lavoro. Obiettivo intermediare con i CPI il 30% delle offerte di lavoro. Tutto qui. 780 E/mese non bastano per vivere. Avere il tutoring del CPI (con funzionari dipendenti della Regione) dà autorevolezza. E' immaginabile che un 5% degli inoccupati/disoccupati incontrino difficoltà ad essere appetibili per le aziende e debbano tirare a campare con 780E. Ci sta. Ipotizzabile un quoziente familiare con una soglia (es. 50000 E lordi) oltre la quale NON si ha accesso comunque al sussidio. Petanto si può fare con piena bollinatura della Ragioneria di Stato!!!
    • Giuliano Rispondi
      Cara Tania, non hai risposto alle obiezioni sopra, ma hai solamente fatto ipotesi ottimistiche sui Centri per l'Impiego. Ora al 3% di tasso di successo e pieno di personale demotivato...Il reddito di cittadinanza applicato al nostro SUD Italia sarà finanziato dall'estero in deficit con quota di consumi legati a import e quindi impatto smorzato su PIL. Inoltre favorirà i lavoretti in Nero - già endemici nel nostro povero SUD - che aumenteranno, visto che c'è la copertura fino a 780 Euro dello Stato. Servono lavoro e aziende al Sud, non sussidi come si fa da 100 anni in questo disgraziato Paese. E serve eliminare la burocrazia che non fa spendere i contributi UE allo sviluppo. E serve smetterla di trovare soluzioni facili a problemi difficili, non è una questione di contabilità, ma di impegno per il futuro!!!