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  1. Davidino Rispondi
    PD+Europa si confermano partiti delle elite progressiste, cosmopolite ed anti-nazionali. Il loro ''appeal'' per le masse per parlare in linguaggio globalista è pari a zero. La lista ''pro-Europa'' ad ogni costo verrà pesantemente sconfitta alle europee ed anche in quel caso solo lo scarso risultato dei 5 stelle sarà motivo di consolazione. Ciò che sta avvenendo in Italia è semplicemente un decennio di necessario cambiamento della classe dirigente. Chi ha governato dal 1990 al 2017 ha fallito nel proteggere l'interesse nazionale, preferendo quello delle oligarchie transnazionali.
    • Henri Schmit Rispondi
      Non mi piace il gergo nazional-sovranista, ma temo che il commentatore anonimo abbia ragione. La proposta Siamo Europei è triste revanchismo. Ho sentito il 12 febbraio Sandro Gozzi intervistato da 2 giornalisti su France24. Fa la sua bella figura perché in terra gallica è giustamente considerato come rappresentante della parte più illuminata, più razionale, più affidabile della scena politica italica. Gozzi prima confessa che il governo di cui faceva parte ha commesso 2 errori di tempismo: invece di promuovere delle politiche sociale (REI) e dell'immigrazione (Minniti) forti nel 2014, hanno aspettato fino al 2017. Aggiunge che per riformare l'UE ci vorrebbe proprio quello, una politica sociale e una politica dell'immigrazione comuni. Cioè (interpreto io maliziosamente) là dove l'Italia ha fallito si dovrebbe supplire con nuove politiche europee. Già che ci siamo, aggiungerei allora anche la sorveglianza bancaria. Spero che ci sia qualcuno che si renda conto dell'incoerenza del discorso di Gozzi. Questo ragionamento è il denominatore comune di tutti i programmi politici e governi italiani: non siamo capaci (perché voi ci limitate), quindi fate voi (con i soldi di tutti). Infine alla domanda sul sistema elettorale ormai sostanzialmente proporzionale, il simpatico Gozzi, grato per la domanda, risponde che se al referednum avesse vinto il sì allora di sicuro non ci sarebbero i problemi italo-italiani, italo-europei e italo-francesi di adesso. Con questo li vedo male alle europee.
  2. Savino Rispondi
    La deriva venezuelana, nata con l'esultanza di Di Maio dal balcone di Palazzo Chigi dopo aver creato ulteriore deficit, ha provocato reazioni. Questa era l'essenza del m5s. Non un movimento di "protesta", ma il propulsore della decrescita, neanche così felice. La narrazione "no TAV" del tipo "si viaggiava meglio sull'asino" rende chiara l'idea. L'appoggio a Maduro e gli attacchi antistorici stile Di Battista alla Francia segnano definitivamente il passo, mostrandoci tutta la visione autoritaria. Faccio solo una domanda: Chi erano i 5 stelle degli anni '70? La mia risposta è che i 5 stelle degli anni '70 erano i brigatisti, rossi e neri. Dalla stella a 5 punte a 5 stelle. Gli italiani non hanno compreso a chi stavano affidando il Paese.
  3. bob Rispondi
    il gioco dei bambini a fare i grandi ha ragione chi oggi titola su un quotidiano "tanto clamore per una territorio che ha gli stessi abitanti di un quartiere di Roma" aggiungo con oltre il 40 % di astenuti. La sinistra deve solo riconquistare quell'elettorato che vuole avere una sistema- Paese all'avanguardia ed è una percentuale significativa in tutta Italia. Contro una deriva localistica - provincialotta che tende solo a fare posti e doppioni inutili oltre che costosi
    • Maurizio Angelini Rispondi
      Per Savino. I brigatisti rossi degli anni 70 volevano fare la rivoluzione per costruire la dittatura del proletariato contro lo stato delle multinazionali, e a parte quello che dicevano, conta quello che facevano. Paragonare a questi, sconfitti in pimis dalla mobilitazione del proletariato, ii 5 stelle è del tutto diffamatorio per i 5 stelle dei quali si può pensare, come io penso, molto male, ma fare questo paragone è infame. I brigatisti neri facevano le stragi, Brescia, Piazza Fontana, i treni, in accordo con pezzi dello stato deviato, servizi segreti, pezzi delle cd forze dell'ordine. Anche qui il paragone è folle e diffamatorio.
      • Savino Rispondi
        Quando Di Maio vola a Parigi e si accompagna con le frange estreme dei gilet gialli è sulla strada giusta per l'eversione. Ieri questi fenomeni erano strettamente politici, ora sono in prevalenza di odio sociale. M5s è il partito della rabbia che si fa violenza sociale.
  4. Henri Schmit Rispondi
    Difficile criticare una descrizione asciutta come questa. Ci provo lo stesso. Giusta l’affermazione circa la lezione per la SX, anzi per il PD. Una proposta INCLUSIVA imperniata su una persona “giusta” (serve una definizione) come l’ottimo candidato abruzzese. Fin qua ci siamo. Continuare l’argomento con Siamo Europei e Calenda mi sembra un po’ azzardato, non perché la procedura elettorale alle europee è diversa, ma perché non è detto se il candidato “testa di lista” sia quello giusto; lo sapremo solo a maggio. Per il momento è wishfull thinking. Se poi conta davvero anche l’altro criterio, l’inclusione, allora la proposta è sin d’ora sbagliata. Ma essendo la logica proporzionale, se si può (o deve?) accontentare anche di meno del 20%.