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  1. Antonio Carbone Rispondi
    Dare ospitalità e risalto al commento di Traino e Trapelicino è segno di grande apertura de “la Voce” ma la gentilezza della risposta del prof. Daveri avrebbe meritato miglior oggetto! La sgangheratezza della loro "analisi" è pari solo alla supponenza con la quale viene presentata. Anche una sola delle frasi del commento basta a chiarire i termini della questione: "Paradossalmente neppure azzerando gli sbarchi l’attuale ministro dell’Interno avrebbe potuto raggiungere l’efficienza della politica del suo predecessore". Infatti, è proprio così! Che gli sbarchi nel 2018 fossero oramai ridotti a una media di 3000 al mese è un fatto. Che Minniti aveva a che fare con ben altri numeri (una media di 15.000 al mese) è un fatto; cioè che i due ministri "non partono dallo stesso punto". (…Continua)
  2. Antonio Carbone Rispondi
    (Continua dal commento precedente) L'articolo del WSJ e il commento di Daveri evidenziano solo questa verità lapalissiana, cioè che a giugno 2018 il grosso del lavoro era già stato fatto (riducendo a cifre gestibili gli sbarchi, io ritengo). Lo si vede chiaramente proprio dai numeri dei primi mesi della "dottrina gialloverde" sui migranti. Settimane di atteggiamenti muscolari sulla pelle di poche centinaia di persone prese in ostaggio a fini mediatici. Accordi con altri Paesi per la ricollocazione di qualche decina di persone qua e là. Se Minniti avesse portato gli sbarchi a soli 10 migranti al mese, non c'è dubbio che chiudere i porti anche a questi, avrebbe avuto un'efficacia del 100%. Paradossale sarebbe tuttavia valutare gli interventi dei due governi in base alle percentuali raggiunte e non sui numeri assoluti. È legittimo che a qualcuno possa piacere la narrazione gialloverde ma che almeno si lasci in pace Gauss. PS. Il riconoscimento dell’efficacia della politica di Minniti i cui maggiori risultati sembrano legati agli accordi con la Libia, non costituisce da parte mia un apprezzamento del metodo (simile a quello messo in atto con gli accordi europei con la Turchia), come dimostrano miei precedenti commenti ad articoli del 2017 e di marzo 2018: http://www.lavoce.info/archives/48207/missione-navale-libia-cosi-si-nega-diritto-dasilo/ http://www.lavoce.info/archives/51519/minniti-e-le-navi-ong/
  3. Max Rispondi
    Confronto interessante. Interessante sarebbe anche il confronto sul numero di coloro che finiscono in fondo al mare (anche se magari non interessa molto all’elettore mediano italiano, ormai “incattivito”). Ci sono delle stime? Una frase frequente del Ministro dell’Interno è che chiudere i porti e non avere le navi delle ONG nel Mediterraneo riduce i decessi. Si possono avere delle stime sul numero totale dei decessi? E come % degli arrivi (o partenze presunte)? Lo so difficile stimarli soprattutto se non c’è più nessuno ad assistere e dare aiuto in caso di naufragio, però varrebbe la pena di fare un tentativo. Se poi invece l’obiettivo della politica di chiudere i porti è quello di disincentivare le partenze aumentando il rischio di morire di chi parte, beh allora ci sarebbe molto da discutere. Sarebbe come disincentivare il consumo di droghe pesanti mettendo sul mercato qualche dose letale, così magari qualcuno smette di “farsi”. Etico? Ho i miei dubbi….
  4. Sandro Faleschini Rispondi
    Tutti molto bravi, ma l'arrivo di migranti in Italia non avviene solo attraverso i porti, ma anche sulle coste e soprattutto attraverso la frontiera di nord-est. Con la riduzione degli sbarchi sono aumentati gli attraversamenti su TIR e a piedi. Forse sarebbe meglio decidere di gestire l'immigrazione invece che far finta di impedirla.
  5. Renato Seeber Rispondi
    Davvero 'divertente' che Daveri accusi di scorrettezze altri e rivendichi il valore di una 'plausibile prima approssimazione' per i suoi conti. In questi è evidente un approccio assolutamente tendenzioso e non scientifico. Ho già rilevato l'assurdità di un confronto tra periodi diversi, e l'analisi di Traino ne evidenzia altri. Van bene le prime approssimazioni, ma quando son forzate a sorreggere una tesi non sono tali. Come direbbe un 'numerico'....con questi starter non si converge, ma si diverge dalla soluzione corretta, pur se approssimata. Non si dà di certo un contributo alla chiarezza. Peraltro, mi pare che l'impostazione che i contributi de Lavoce hanno assunto possano suscitare reazioni contrarie alla credibilità de Lavoce stessa. Non può passare il messaggio del 'tutto bianco o tutto nero', sennò si suscita un pensiero opposto e finanche dietrologie...
    • francesco daveri Rispondi
      "Caro" Seeber, forse anche lei (a giudicare dai toni e dalle parole che impiega) probabilmente tende a ritenere corretto quello che dice, altrimenti credo che si asterrebbe dal fare commenti. E quindi mi perdonerà se lo faccio anch'io. Noti però che nel mio commento aggiungo un "a mio avviso" prima di "una plausibile prima approssimazione", la qual cosa lei non fa nel suo commento che ritiene evidentemente "vero". Provo anche a farle notare che i miei risultati derivano proprio da un confronto degli stessi sottoperiodi, il che le sfugge nel suo commento. ho cioè confrontato l'intero anno 2017 rispetto all'intero 2016 (ma avrei potuto fare il confronto dei primi 5 mesi del 2017 rispetto allo stesso periodo del 2016 e poi i secondi sette mesi del 2017 rispetto ai secondi sette mesi del 2016, ottenendo ovviamente lo stesso risultato). poi ho confrontato i primi 5 mesi del 2018 con gli stessi mesi del 2017. la somma di questi effetti dà l'effetto Minniti. il confronto degli ultimi sette mesi 2018 con gli stessi mesi del 2017 dà l'effetto Salvini. In questo modo si risponde alla domanda: chi ha fatto calare gli sbarchi rispetto al 2016? Mi permetto poi di farle notare che il suo commento è stato pubblicato (come anche altri) nonostante contenesse espressioni definibili come "offensive e diffamatorie" la qual cosa normalmente non facciamo, come si legge dalle nostre regole di pubblicazione dei commenti