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  1. Alessandro Silva Rispondi
    Nella mia esperieza personale l'agevolazione Ace è di importo molto limitato tanto da non influire praticamente mai sulle scelte degli impenditori. Non concordo inoltre sull'agevolazione della capitalizzazione "neutrale". Credo che le agevolazioni vadano concentrate nell'attività produttiva (investienti in macchinari o ricerca). Concordo invece che riduree il superammortamento sarebbe un errore. Aspetterò comunque il testo definitivo per valutazioni più pertinenti. Buon ponte
  2. Henri Schmit Rispondi
    Carlo Cottarelli segnala l'articolo di Edmund Phleps pubblicato il 29 ottobre sul WSJ: https://www.wsj.com/articles/the-fantasy-of-fiscal-stimulus-1540852299. L'autore argomenta con referenze empiriche a favore della neutralità fiscale. Evidenzio una frase che intuitivamente mi sembra molto rilevante nel contesto discusso; dopo aver rinviato a Modigliani 1961, se stesso 1965 e Tobin 1955, Phleps aggiunge: "Another possibility, suggested by Robert Mundell’s early work, is that the effect of a country’s fiscal stimulus is diffused over the global economy, so that the deficit-running country itself feels little of the effect." In sostanza incide sul gettito IVA (che per assurdo l'ideologia dominante non vorrebbe aumentare), ma in buona sostanza finisce lì.
  3. Michele Rispondi
    il vecchio sistema di tassazione delle imprese era cosi “apprezzato , coerente e favorevole alla crescita” che gli investimenti sono calati dal 2008 al 2017 del 20%
  4. Michele Rispondi
    L’Ace era già stata pesantemente depotenziata dagli ultimi governi. Per il 2018 il beneficio fiscale era pari allo 0,36% dell’incremento patrimoniale: 3600€ per ogni milione..neanche serve a pagare le spese legali connesse... Con questi numeri gli effetti macroeconomici sono meno che tracce omeopatiche
    • Paolo Panteghini Rispondi
      Il rendimento nozionale del 2018 era effettivamente "omeopatico". Sarebbe stato più utile mantenere l'impalcatura aumentandolo almeno al 3%. In quanto agli investimenti privati, non dimentichi che la Grande Recessione ha fatto molti danni e che l'Italia non si è ancora ripresa. Cordialmente, Paolo Panteghini
  5. Henri Schmit Rispondi
    A mio modesto parere quest’analisi tocca il punto cruciale: et favorire la crescita (quindi il reddito delle famiglie, l’occupazione, l’introito fiscale, le misure sociali) non bisogna stimolare il consumo (l’economina è aperta ...) ma la produzione, le imprese, gli imprenditori, la produttività. Gli altri paesi membri vecchi e nuovi hanno capito, chi più chi meno, da mezzo secolo per i primi e dal loro ingresso gli ultimi, che bisogna essere competitivi, attrarre l’investimento esteri e convincere gli operatori domestici di reinvestire i loro guadagni nel paese. La manovra fa l’opposto.