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  1. Carlo Rispondi
    Complimenti vivissimi! Un riassunto molto chiaro e "factual" degli avvenimenti recenti, molto più chiaro di quanto scritto dalla stragrande maggioranza dei giornali. Solo un refuso: Javid è ministro dell'Interno.
  2. Henri Schmit Rispondi
    L'evoluzione più probabile è che entro novembre ci sarà un accordo che rispetterà tutte le condizioni poste dall'UE ma sufficientemente fumoso (come il NEIN dell'articolo) per non rivelare l'amara sconfitta del governo di Sua Maestà, e dei Brexiter duri e puri. Poi sarà votato in Parlamento dove i Brexiter duri potrebbero comunque votare a favore sapendo di poter riaggiustare - cioè violare - l'accordo una volta loro al potere. L'UE fa bene non fidarsi della perfida Albione. Non ci sarà quindi né un referendum indetto dalla maggioranza né uno scioglimento con nuove elezioni, perché sembra ormai assodato che nel primo caso il Remain vincerebbe con una chiara maggioranza: 2,6 milioni di coloro i quali hanno votato Leave ora voterebbero Remain; molto meno hanno cambiato idea in senso inverso. Nell'ipotesi contraria di elezioni ravvicinate entro pochi mesi e con una vittoria del Labour non è detto né quale sarebbe la posizione della nuova maggioranza né se si organizzerebbe un nuovo referendum. In caso di referendum non è per nulla chiaro quale dovrebbe essere la scelta e il quesito. L'intera vicenda è un enorme pasticcio che reca danni all'UK e all'UE, ma che insegna che né l'appartenenza all'UE né l'UE stessa e quindi né l'appartenenza alla zona euro né l'euro stesso sono conquiste irreversibili, e che serve anche da monito per tutti mostrando che l'uscita è molto più difficile e ha molto più conseguenze impreviste e indesiderate di quanto superficialmente poteva sembrare.