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Effetto boomerang del decreto Salvini

Il decreto sulla protezione dei rifugiati voluto da Salvini pone limiti rigidi alla protezione umanitaria. Tra il 2016 e il 2017 è stata concessa a quasi 40 mila persone, che ora rischiano di diventare irregolari. Alla faccia della lotta alla clandestinità.

Protezione umanitaria: a chi spetta

Il giro di vite sull’immigrazione promesso da Matteo Salvini durante la campagna elettorale inizia a vedere la luce con il primo provvedimento, il decreto legge sulla protezione dei rifugiati approvato dal Consiglio dei ministri all’unanimità. Un punto che fa molto discutere è la quasi totale soppressione della protezione umanitaria, uno strumento che secondo il ministro dell’Interno si presta a un uso smodato e perlopiù ingiustificato solo in Italia.

La protezione umanitaria è un istituto giuridico con cui si riconosce un permesso di soggiorno ai cittadini stranieri che, da una parte, non hanno i requisiti per l’ottenimento della protezione internazionale ma che, dall’altra, non possono essere rimpatriati per motivi umanitari o derivanti da obblighi internazionali o costituzionali. Per esempio, per motivi di salute o di età, oppure perché vittime di situazioni di grave instabilità politica, di episodi di violenza o di insufficiente rispetto dei diritti umani, di carestie o disastri ambientali o naturali. Ha una durata di 2 anni e consente a chi ne beneficia di lavorare sul territorio italiano, accedere all’assistenza sanitaria e richiedere il rilascio di un titolo di viaggio per stranieri.

La protezione umanitaria non ha fondamento giuridico internazionale e ogni stato è libero di prevederla oppure no. In Italia è stata introdotta nel 1998 ed è attualmente regolata dall’articolo 5 comma 6 del testo unico 286/98. Quindi, prima di costituire la forma residuale di tutela rispetto alla protezione internazionale, si tratta di un istituto giuridico a sé. La norma prevede, in via generale, che, nel caso in cui non vi siano i presupposti per il rilascio o il rinnovo del titolo di soggiorno secondo le ordinarie regole, il questore debba comunque rilasciarlo in presenza di “seri motivi, in particolare di carattere umanitario o risultanti da obblighi costituzionali o internazionali dello stato italiano”.

Negli ultimi anni sono aumentate di molto le concessioni di questa forma di protezione. Se nel biennio 2008-2009 i permessi di soggiorno umanitari rappresentavano una porzione minoritaria delle protezioni concesse, oggi sono la maggioranza, come si nota nelle figure 1 e 2.

Figura 1


In particolare, nel 2012, a seguito dei provvedimenti adottati in merito alla cosiddetta emergenza Nord Africa, la protezione umanitaria ha rappresentato oltre il 70 per cento delle decisioni positive. Dal 2014 è aumentata di nuovo, raggiungendo nel 2017 quasi il 60 per cento degli esiti positivi rispetto a coloro a cui è stato riconosciuto lo status di rifugiato (20 per cento) o la protezione sussidiaria (20 per cento).

Figura 2

L’identikit di chi ne beneficia

È interessante capire anche le caratteristiche anagrafiche dei soggiornanti umanitari. Sono perlopiù uomini (84 per cento del totale). Questo risultato però risente del fatto che quello maschile è il genere più rappresentato nei flussi migratori in Italia. Se consideriamo il totale delle donne immigrate, quelle che ottengono la protezione umanitaria sono circa un terzo, una quota quindi importante.

Figura 3


Inoltre, dalla figura 4 si nota come siano i più giovani a beneficiare di questo tipo di protezione: gli under 35 rappresentano l’86 per cento del totale. Anche in questo caso però è bene precisare che per la fascia d’età 14-17 anni la protezione umanitaria rappresenta il mezzo principale per la regolarizzazione in Italia: ne beneficiano quasi due terzi dei ragazzi immigrati di questa fascia d’età. Anche perché in caso di diniego sono particolarmente difficili da espellere, soprattutto se rientrano nella categoria dei minori non accompagnati.

Figura 4


Nella tabella 1 sono elencati i dieci paesi di origine da cui proviene oltre l’80 per cento del totale dei soggiornanti umanitari. Sono perlopiù paesi problematici e di estrema povertà. Curiosamente, però, guardando ai dati del Rapporto sulla protezione internazionale in Italia 2017 si nota come la protezione umanitaria abbia un peso relativo maggiore per chi arriva da paesi americani ed europei (una quota comunque minoritaria di chi richiede asilo in Italia).

Tabella 1


La protezione umanitaria si concede solo in Italia?

La narrazione leghista ha spesso indicato la protezione umanitaria come un problema, in quanto strumento eccessivamente benevolo e previsto solamente dall’Italia. Dalla figura 5 si vede come in realtà la norma sia presente anche in altri paesi, benché nell’Unione europea soltanto Slovacchia e Italia la utilizzino in maniera significativa.

Figura 5


Come il decreto può rivelarsi un boomerang

Da questi dati è quindi evidente che la soppressione della protezione umanitaria rischia di creare molti irregolari in più, visto il numero delle persone che ne beneficiano. Un rischio che oltretutto va contro il principio di lotta alla clandestinità del governo gialloverde. Se infatti non saranno rinnovati i permessi di soggiorno umanitari concessi nel 2016 e nel 2017, gli irregolari potrebbero aumentare di oltre 30 mila persone, secondo simulazioni Ispi. Inoltre, con una stretta sulla concessione della protezione umanitaria rischieranno di rimanere meno tutelati proprio i più giovani.

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Il Punto

  1. Henri Schmit

    Grazie a nome di tutti coloro che apprezzano l’informazione razionale, ormai merce rara.

  2. Maria Laura

    A me pare strano che si continui a parlare quasi con stupore di effetti nefasti di queste decisioni dell’attuale governo e per le seguenti ragioni:
    1. Questi governanti sono amici dei peggiori dittatori e non ne fanno mistero. Sono legatissimi a Putin, che sta avanzando anche in Europa.
    2. Che questi provvedimenti alimentino l’immigrazione irregolare è per questo governo un vantaggio. Potrà più facilmente parlare di immigrati fuori legge, pericolosi ecc.ecc.ecc.
    3. Che questi ed altri provvedimenti dell’attuale governo italiano provochino conflitti con l’Europa costituisce un effetto voluto. Non importa quanto i cittadini italiani possano essere danneggiati. L’importante è rompere l’Europa fingendo che sia colpa dell’Europa stessa questo conflitto.

  3. Niccolò

    Ho letto un commento in cui si loda l’informazione razionale, e poi leggo questo paragrafo: “La narrazione leghista ha spesso indicato la protezione umanitaria come un problema, in quanto strumento eccessivamente benevolo e previsto solamente dall’Italia. Dalla figura 5 si vede come in realtà la norma sia presente anche in altri paesi, benché nell’Unione europea soltanto Slovacchia e Italia la utilizzino in maniera significativa.”
    I dati sono razionali, sfortunamente il commento lo è di meno. Sono 13 i paesi i paesi in cui questa pratica è applicata, e l’Italia è il secondo maggior “utilizzatore”. Sarebbe interessante sapere quanti sono in valori assoluti queste richieste in slovacchia, irlanda e germania e negli altri paesi. Solo allora si potrà affermare ” in realtà la norma sia presente anche in altri paesi” perchè potrebbe risultare che è semplicemente non consistente.

  4. Rino Talucci

    Quello che non si vuole comprendere, e che invece hanno compreso il 60% degli italiani, è che il problema non sono nè le persone con diritto di asilo, nè gli immigrati che arrivano già in italia regolari. Il problema è che si vuole far passare per persone con diritto di asilo dei migranti economici. E la cosiddetta “protezione umanitaria” è stato uno degli strumenti. Ma con questa logica espansiva praticamente tutti gli africani, ma anche molto del resto del mondo, avrebbero diritto di stabilirsi in Italia. Come si vede infatti nello stesso articolo tutti i paesi da cui provengono gli immigrati in protezione umanitaria non hanno guerre in corso e alcuni, in verità, neppure un particolare problema di fame (vedi Ucraina o anche Pakistan). Quindi era solo un modo per allargare in modo surrettizio il diritto di asilo. E bene quindi ha fatto il Governo a limitarne l’uso.

  5. Francesca

    La decisione circa chi accettare all’interno del territorio dello Stato soggiace a limiti costituzionali e a limiti sovranazionali. Entrambi non obbligano ad avere permessi per motivi c.d. umanitari. Se la volontà democratica è per togliere questa forma di regolarizzazione che venga tolta. La clandestinità è un problema indotto, se una cosa è permessa quella cosa non è praticata illegalmente: ok. Grazie. Se si persiste in situazione di irregolarità sul territorio italiano si provveda a rimpatriare queste persone di fatto, anche rischiando cristi diplomatiche con i Paesi di provenienza (sia anche solo dichiarata provenienza per chi è privo di ogni documento). Non dovrebbe essere difficile atterrare in Gambia e far scendere dall’aereo degli irregolari Gambiani. Dovremmo temere la non cooperazione del Gambia? Saremmo davvero alla frutta. Forse siamo stati costretti alla frutta, ed è proprio questo il problema.

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