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  1. Alberto Baldessari Rispondi
    Il numero di rifugiati è ai massimi storici. E noi chiudiamo le porte. Che orrore. Come negli anni trenta, quando le democrazie respingevano gli ebrei in fuga dalla Germania nazista.
  2. Savino Rispondi
    Tutta polvere in faccia all'elettorato, per coprire le difficoltà economiche e sociali in cui versa il Paese e che i due pivelli non sanno (perchè non sanno) come affrontare. Allora, c'è bisogno di crearsi un nemico ogni volta per compattare il popolo dei social network.
  3. bruno puricelli Rispondi
    Nulla è "giusto" in assoluto. La ragione indica la convenienza. In natura, la vita s'è sviluppata per convenienza e per caso più che per la ragione. La ragione suggerisce la convenienza che, nel tempo, la può sostituire. Le nostre sensibilità vengono forgiate dagli eventi e ci orientano verso traguardi propensi al benessere più che alla sofferenza. Le sofferenze sono utili, talvolta necessarie per costruirci meglio e per costruire meglio il gruppo, la società in cui viviamo. I nostri usi, abitudini e leggi tendono a conservare la speranza di certezza e benessere. Se accade un fenomeno come quello migratorio che produce un disagio inconfutabilmente forte (per alcuni potrà essere sopportabile o addirittura doverosamente accettabile) e anche danni aggiuntivi evidenti all'integrità materiale/morale dei cittadini occorre intervenire a proposito. Già secoli fa Malthus individuò nella sovrappopolazione un nemico per le società a crescita incontrollata. Il problema s'è aggravato anche per le cure e le assistenze che si donano ai paesi poveri col risultato che li si abitua ad attendersi aiuti ed aumentando di numero, aumenterà il bisogno e la spinta ad emigrare senza imparare a sostenersi da soli. Non vediamo che una certa ideologia ci egualglia al "popolo" degli Gnu?
    • Fiorenzo Parziale Rispondi
      Nell'argomentazione che lei fa in merito alla teoria di Malthus, ci sono due aspetti non convincenti. La prima è che un sistema economico con più persone non porta necessariamente a un deficit, perché questo stesso sistema si allarga in funzione di una maggiore base produttiva. La teoria di Malthus su questo punto si è rivelata debole. In ogni caso - e vengo alla seconda obiezione - anche se ammettessimo che la teoria di Malthus sia giusta, ci sarebbe un dato di cui tener conto. Esso consiste nel fatto che gli arrivi nel 2017 (ultimo dato ufficiale e definitivo) sono stati 134.000 circa, un numero pari a poco più di un quarto delle nascite in Italia nel 2016 (474.000 circa: dati Istat). Se noi avessimo invece di 474000, 606000 nati, non grideremmo alla sovrappopolazione (ci lamentiamo, giustamente, che si fanno poco figli). Invece ora la somma di 474000+134000 la spaventa, quando i secondi (134000) sono in buona parte persone in età di lavoro, cioè nuova forza lavoro che può servire a contribuire al nostro sistema fiscale (e pagamento pensioni, etc.). Lei dirà che sarà difficile trovare lavoro per tutti (nonostante il tasso di occupazione maggiore degli stranieri, nonostante molti di loro vogliano andare in Paesi differenti dall'Italia, magari per ricongiungersi a familiari). Eppure, anche se fosse così, quelle 134000 persone in più da sfamare non le farebbero paura, se fossero nuovi nati in Italia. La bocca cambia a seconda della provenienza?